Immagina Marta, 29 anni, coordinatrice marketing a Milano. Ha 16.000 euro da parte, un lavoro che le piace quasi sempre e una piccola app con undici utenti paganti. La domenica sera scrive a mente la lettera di dimissioni, due volte. La manda?
Una data magica non esiste, ma un modo per decidere sì. In questa guida su come lasciare il lavoro per una startup trovi i segnali che contano, la formula del tuo runway personale (con i numeri di Marta), cosa dice la ricerca sul tenere il posto un po’ più a lungo e le regole italiane da controllare prima di dare le dimissioni. È un passo della nostra mappa per chi parte da zero e punta al primo round.
In breve
- Lascia quando si allineano tre cose: ci sono già clienti che pagano, il lavoro ti blocca su un traguardo preciso e i risparmi coprono quel traguardo almeno due volte. L’ultimo punto è una nostra regola pratica, non una legge.
- Il runway personale è il risparmio diviso per le spese mensili, meno i ricavi che il progetto già porta. I 16.000 euro di Marta durano 9,5 mesi senza entrate e circa 18 con 800 euro al mese.
- Uno studio del 2014 sull’Academy of Management Journal (Raffiee e Feng) riporta che chi ha avviato un’attività tenendo il lavoro, per poi lasciarlo, sopravvive molto più spesso.
- In Italia la NASpI è per chi perde il lavoro involontariamente. L’INPS indica alcuni casi di dimissioni che contano comunque: giusta causa, periodo tutelato di maternità o paternità, risoluzione consensuale nella procedura dell’art. 7 della legge 604/1966.
- Hai meno di 35 anni e pensi a Resto al Sud 2.0 o ad Autoimpiego Centro-Nord? Le FAQ di Resto al Sud non dicono cosa succede se ti dimetti poco prima della domanda: chiedi a Invitalia per iscritto.
Conviene lasciare il lavoro per una startup? Cosa dice la ricerca
Nel 2014 due ricercatori, Joseph Raffiee e Jie Feng, hanno pubblicato uno studio con un titolo che sembra uscito dai tuoi pensieri notturni: «Should I Quit My Day Job?», cioè «Dovrei lasciare il mio lavoro?». È uscito sull’Academy of Management Journal (volume 57, numero 4). Parlano di imprenditorialità ibrida, che definiscono come «il processo di avviare un’attività mantenendo un ‘day job’ in un’organizzazione esistente» (traduzione nostra).
L’abstract dice due cose. Chi è avverso al rischio, o ha meno fiducia in sé (gli autori parlano di core self-evaluation), sceglie più spesso di partire restando dipendente che di buttarsi subito a tempo pieno. E chi è partito da ibrido e poi ha lasciato il posto sopravvive molto più spesso: un vantaggio che gli autori collegano a ciò che si impara nella fase ibrida.
Leggilo come una tendenza di gruppo, non come una previsione sulla tua idea. Una lettura onesta: lo stipendio compra tempo per imparare prima che i risparmi comincino a bruciare.
Esiste anche l’altra campana. Italian Angels for Growth, i cui soci investono tra 0,2 e 1,5 milioni di euro a operazione, dice di cercare founder a tempo pieno (la loro pagina per le startup, consultata il 5 ottobre 2026). Se punti ai soldi di un angel, prima o poi dovrai fare il salto. Partire di lato, una forma di bootstrapping (finanziare l’azienda con il tuo lavoro e i tuoi soldi), ti ci porta con meno rischio e con più traction, cioè le prime prove che la gente vuole quello che hai costruito.
Quando lasciare il lavoro: cinque segnali che è il momento
Nessuno di questi è una regola. Messi insieme fanno un filtro decente.
- Qualcuno ti paga. Non «pagherebbe», non una lista d’attesa. Euro veri, da persone che non sono amici, e alcune tornano.
- Il lavoro è il collo di bottiglia. Rifiuti clienti o rimandi le uscite perché hai solo le sere. Se basterebbe un giorno libero a settimana, chiedi il part-time prima di dimetterti.
- Un traguardo è in vista. Venti clienti paganti, un primo pilota con un’azienda, un prototipo che tre persone usano ogni settimana. Un numero e una data.
- Il runway lo copre due volte. Ne parliamo subito sotto.
- Una persona vicina a te ha visto i numeri e ha discusso con te.
Vuoi un numero per la crescita? Paul Graham scriveva nel 2012 che durante Y Combinator, il programma per startup, un buon ritmo è il 5-7% a settimana, il 10% è eccezionale e l’1% fa pensare che tu non abbia ancora capito cosa stai facendo. È un riferimento per startup a crescita rapida, non una regola per ogni attività, e con undici utenti è soprattutto rumore. Però se i ricavi sono fermi da tre mesi, aspetta.
E i motivi sbagliati: un capo pessimo, una settimana storta, un amico che ha appena raccolto un round. Sono motivi per cercare un lavoro migliore, non per fondare un’azienda.
Come calcolare il tuo runway personale
Il runway è il numero di mesi in cui un’azienda può andare avanti prima che finiscano i soldi. Il tuo runway personale è la stessa idea applicata al tuo conto: risparmi divisi per quanto spendi ogni mese, meno i ricavi che il progetto già porta.
Usa numeri veri, presi da tre mesi di estratto conto, non quelli che vorresti spendere. Ecco Marta, un esempio inventato.
| Il mese di Marta | Importo |
|---|---|
| Affitto (stanza in appartamento condiviso, Milano) | 700 € |
| Spesa e casa | 350 € |
| Trasporti | 80 € |
| Telefono, internet, abbonamenti | 60 € |
| Salute e spese personali | 110 € |
| Contributi INPS minimi (commercianti, 2026: 4.611,64 € l’anno) | 384 € |
| Spese mensili totali | 1.684 € |
| Runway senza entrate: 16.000 € ÷ 1.684 € | 9,5 mesi |
| Runway con 800 € al mese di ricavi: 16.000 € ÷ 884 € | 18,1 mesi |
Ora confronta il risultato con il tempo che serve al prossimo traguardo. Diciamo che «venti clienti paganti» richiede circa sei mesi. La nostra regola pratica è un runway almeno doppio, quindi dodici mesi. Senza entrate Marta è corta. Con 800 euro al mese che arrivano dall’app o da lavori da freelance, è ben oltre.
La formula lascia fuori alcune cose: i costi dell’attività, come strumenti e commercialista, le tasse sui primi guadagni e l’imprevisto che ancora non vedi. Aggiungi un margine prima di fidarti del numero. La nostra guida su quanti soldi servono per aprire una startup copre il lato aziendale.
Se ti dimetti, puoi avere la disoccupazione in Italia?
Di solito no. La NASpI è l’indennità di disoccupazione italiana ed è pensata per chi perde il lavoro involontariamente. La circolare INPS n. 3 del 15 gennaio 2025 elenca i casi di dimissioni che contano comunque: dimissioni per giusta causa, dimissioni nel periodo tutelato di maternità o paternità e risoluzione consensuale concordata nella procedura di conciliazione dell’art. 7 della legge 604/1966.
C’è anche una regola più recente. Dal 1° gennaio 2025 (legge di bilancio 2025, art. 1, comma 171), se nei 12 mesi prima di una successiva perdita involontaria del lavoro hai lasciato un posto a tempo indeterminato con dimissioni o risoluzione consensuale, le 13 settimane di contribuzione richieste devono cadere tra i due eventi. Dimettersi può quindi rendere più difficile anche una richiesta futura.
Fai i conti come se i risparmi fossero l’unico cuscino.
Cos’altro controllare prima di dimetterti
Parti dal contratto. Il preavviso dipende dal tuo contratto e dal contratto collettivo nazionale (CCNL) che si applica a te: leggi entrambi prima di scegliere l’ultimo giorno e chiedi all’ufficio del personale o a un consulente del lavoro come presentare correttamente le dimissioni.
Poi cerca clausole di esclusiva, di non concorrenza e di riservatezza. Il progetto a rischio è quello che fa concorrenza al tuo datore di lavoro o si appoggia ai suoi clienti e alle sue informazioni. Se una clausola regga o no lo dice un avvocato del lavoro, non un blog.
Se hai tra 18 e 34 anni, guarda gli incentivi. Resto al Sud 2.0 copre otto regioni del Sud, con un voucher fino a 40.000 euro (50.000 con la maggiorazione per spese innovative o consulenze specialistiche). Autoimpiego Centro-Nord copre dodici regioni del Nord e del Centro, con un voucher fino a 30.000 euro (40.000). Devi essere inattivo, disoccupato o inoccupato, oppure partecipare al programma GOL, oppure rientrare tra i working poor. La nostra guida agli incentivi per under 35 spiega i requisiti.
Attenzione al momento. Le FAQ di Resto al Sud 2.0, che abbiamo letto il 5 ottobre 2026, non dicono nulla sulle dimissioni poco prima della domanda, e «disoccupato» ha un significato preciso: hai presentato la DID (la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro), non lavori e non hai una partita IVA attiva. Per Autoimpiego contano solo le spese datate dopo la domanda. Scrivi a Invitalia prima di dimetterti e non spendere un euro per l’attività.
La tua checklist prima di dimetterti
- Somma le spese mensili vere, prendendole da tre mesi di estratto conto.
- Dividi i risparmi per quella cifra, poi sottrai quanto il progetto già incassa e dividi di nuovo.
- Scrivi il prossimo traguardo come un numero e una data.
- Leggi contratto e CCNL: preavviso, esclusiva, non concorrenza, riservatezza.
- Se hai meno di 35 anni e punti a un voucher, chiedi a Invitalia per iscritto se dimettersi prima ti penalizza. Non spendere nulla prima della domanda.
- Mostra i numeri a una persona che sappia contraddirti.
- Scrivi il numero e la data che fanno scattare le dimissioni. Firmalo, se ti aiuta.
Il passo successivo: quando sei a tempo pieno, la domanda diventa quella dei soldi. La nostra guida su come raccogliere capitali per una startup in Italia è il posto da cui partire. Se vuoi vedere cos’hanno fatto altri prima di te, leggi le startup italiane partite in piccolo e perché le startup falliscono.
Quanti soldi devo avere da parte prima di lasciare il lavoro per una startup?
Non esiste un numero ufficiale. Calcola il tuo runway personale, confrontalo con il tempo che serve al prossimo traguardo e punta al doppio. Nel nostro esempio i 16.000 euro di Marta durano 9,5 mesi senza entrate e circa 18 mesi con 800 euro al mese di ricavi.
Posso avere la NASpI se mi dimetto per aprire un’attività?
Di solito no. La NASpI è per la perdita involontaria del lavoro. L’INPS ammette le dimissioni per giusta causa, quelle nel periodo tutelato di maternità o paternità e la risoluzione consensuale nella procedura dell’art. 7 (circolare 3 del 15 gennaio 2025).
Conviene tenere il lavoro mentre avvio una startup?
La ricerca va in questa direzione. Uno studio del 2014 sugli imprenditori ibridi (Raffiee e Feng) riporta una sopravvivenza molto più alta per chi è partito da dipendente e ha lasciato dopo. Alcuni investitori vogliono comunque founder a tempo pieno, quindi prevedi di farlo prima di rivolgerti a loro.
Posso usare Resto al Sud 2.0 se lascio il lavoro?
Forse. Il programma è per chi ha tra 18 e 34 anni ed è inattivo, disoccupato o inoccupato, oppure partecipa a GOL o rientra tra i working poor, nelle otto regioni del Sud. Le FAQ ufficiali non parlano di dimissioni: scrivi a Invitalia prima di dimetterti.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Le regole cambiano: verifica la fonte ufficiale o chiedi a un avvocato del lavoro o a un commercialista prima di dimetterti o di presentare domanda per un incentivo.
Adaxit
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Fonti
- Joseph Raffiee e Jie Feng, Should I Quit My Day Job? A Hybrid Path to Entrepreneurship, Academy of Management Journal 57(4), 936-963, 2014
- INPS, Circolare n. 3 del 15 gennaio 2025, Sintesi delle principali disposizioni in materia di ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito per l’anno 2025, 15 gennaio 2025
- Invitalia, Resto al Sud 2.0 e relative FAQ, consultate il 5 ottobre 2026
- Invitalia, Autoimpiego Centro-Nord e relative FAQ, consultate il 5 ottobre 2026
- Italian Angels for Growth, Startup, consultato il 5 ottobre 2026
- Pensioni Oggi, Pensioni, ecco i contributi dovuti nel 2026 da artigiani e commercianti, sulla circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026
- Paul Graham, Startup = Growth, settembre 2012
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



