Prima la risposta onesta: si può aprire una startup senza soldi, ma non senza costi. Paghi in serate, weekend e parecchie conversazioni un po’ imbarazzanti. I soldi arrivano dopo, possibilmente dai clienti e non dal tuo conto corrente.
Qui trovi cosa funziona quando il budget è vicino allo zero: tenersi lo stipendio, vendere prima di costruire, partire da un servizio, strumenti gratuiti, premi e bandi che non chiedono quote. Poi la parte che quasi tutti saltano, voce per voce: quanto costa aprire una SRL o una SRLS in Italia nel 2026. È la fase dell’idea nella nostra mappa per chi parte da zero.
In breve
- Si può aprire una startup senza soldi scambiando tempo con denaro: tieni lavoro o studio, valida l’idea con strumenti gratuiti e fatti pagare dai clienti prima di costruire.
- Prevendite, caparre e lettere d’intenti firmate finanziano la prima versione e dimostrano la domanda nello stesso momento.
- In Italia esistono soldi che non costano quote: business plan competition come il PNI (finale a Bari il 3 e 4 dicembre 2026) e gli incentivi Invitalia per under 35, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord.
- Nel 2026 una SRLS ha circa 630 euro di costi fissi nel primo anno e nessun onorario notarile; una SRL ordinaria circa 903 euro più il notaio, da 1.500 a 3.000 euro più IVA.
- Il commercialista va messo a budget a parte: da 3.000 a 6.000 euro l’anno in uno studio tradizionale, oppure da 200 a 400 euro al mese online per una SRL semplice.
Si può davvero aprire una startup senza soldi?
Sì, e ha perfino un nome: bootstrapping, cioè costruire l’azienda con le proprie risorse e con i soldi dei clienti invece che con quelli degli investitori. È più lento. In cambio tieni tutta la tua equity, la proprietà della società, per il giorno in cui varrà di più.
La mossa più efficace è anche la meno affascinante: non licenziarti. Tieni il lavoro o l’università e costruisci la sera, finché i numeri non giustificano il salto. Come leggere quei numeri lo spieghiamo in quando lasciare il lavoro per una startup. Fino ad allora, il tuo stipendio è il tuo round seed.
Se hai fatto il passo precedente e hai validato la tua idea di startup, hai già in mano quello che a questo stadio nessun capitale può comprare: appunti di conversazioni vere e un elenco di persone in attesa.
Vendere prima di costruire: prevendite e lettere d’intenti
Per un’azienda senza soldi il miglior investitore è un cliente. La prevendita è proprio questo. Qualcuno paga adesso, per intero o con una caparra, qualcosa che consegnerai più avanti. Dimostri la domanda e finanzi il lavoro con una mossa sola.
Se vendi ad altre aziende, la versione più leggera è la lettera d’intenti: poche righe firmate in cui un’impresa dichiara di voler comprare il tuo prodotto, più o meno a quel prezzo, quando farà ciò che c’è scritto. Non è un ordine d’acquisto. Però tre lettere di aziende vere valgono più di cinquanta email con scritto «interessante», per le tue decisioni e per chiunque incontrerai più avanti.
Un esempio inventato. Chiara fa la sviluppatrice a Torino e vuole creare un software di prenotazione per studi di fisioterapia. Non lascia il lavoro. In un mese visita 15 studi e tre accettano di pagare 290 euro per il primo anno al lancio, invece dei 490 di listino, a patto che il software gestisca le disdette su WhatsApp. Prima di incassare un euro chiede al commercialista come fatturare. Sono 870 euro e tre clienti impegnati prima di scrivere una riga di codice.
Partire da un servizio, poi farne un prodotto
Un altro modo per finanziare i primi mesi è fare il lavoro a mano. Chiara potrebbe configurare lei il sistema di prenotazione di ogni studio, facendosi pagare, e automatizzare i passaggi che si ritrova a ripetere. Un servizio incassa dalla prima settimana e ti fa vedere quali funzioni la gente usa davvero.
Anche alcune società di software famose sono nate così. Mailchimp è partita nel 2001 come progetto parallelo di Ben Chestnut e Dan Kurzius, che gestivano un’agenzia di web design, la Rocket Science Group. Nel 2021 Intuit ha annunciato l’acquisto per circa 12 miliardi di dollari tra contanti e azioni. Non serve puntare così in alto perché il ragionamento funzioni.
Il rischio è adagiarsi. Un’attività di servizi può sembrare una startup mentre si trasforma, piano piano, in un’agenzia. Fissa una data o una soglia di fatturato oltre la quale smetti di accettare lavori su misura e costruisci il prodotto; la nostra guida per creare un MVP senza programmare spiega come partire in piccolo.
Strumenti gratuiti, premi e bandi che non chiedono quote
Il software può restare quasi gratis per mesi: i moduli e i link di pagamento gratuiti del piano di validazione bastano per una landing page, una lista d’attesa e le prime caparre. Spendi solo quando un piano free ti blocca davvero.
Poi ci sono le competizioni. In Italia c’è il Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), che PNICube, la rete di università e incubatori che lo promuove, definisce la più grande business plan competition del Paese. Ci arrivano i vincitori delle Start Cup regionali (17 quelle attive) e la finale di quest’anno si tiene il 3 e 4 dicembre alla Fiera del Levante di Bari, con premi in denaro e menzioni speciali. Un premio non è un investimento: nessuno si prende un pezzo della tua società.
Un contributo a fondo perduto è denaro che non devi restituire. Resto al Sud 2.0 di Invitalia copre Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; Autoimpiego Centro-Nord le altre dodici regioni. Sono aperti dal 15 ottobre 2025 per chi ha tra 18 anni compiuti e 35 non ancora compiuti ed è inattivo, inoccupato, disoccupato, nel programma GOL oppure working poor. Al Sud l’aiuto è un voucher fino a 40.000 euro (elevabile a 50.000), oppure un contributo del 75% su programmi di investimento fino a 120.000 euro. Al Centro-Nord il voucher arriva a 30.000 euro (elevabile a 40.000) e il contributo copre il 65%.
Un’avvertenza: leggi le definizioni prima di aprire partita IVA o società. Nelle FAQ di Invitalia, per esempio, è «inattivo» solo chi non lavora, non ha una partita IVA attiva e non ricopre ruoli in società attive.
È il prossimo passo della mappa: la guida agli incentivi per under 35 spiega chi può fare domanda e come. Più avanti, una startup innovativa con un progetto da almeno 100.000 euro può guardare a Smart&Start Italia, un finanziamento a tasso zero dell’80% delle spese ammissibili (90% se la società è composta interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni). È un prestito, non un regalo. Il resto è nella nostra guida a Smart&Start.
Quando serve una società? Costi di SRL e SRLS nel 2026
Non dal primo giorno. Interviste, lista d’attesa e landing page non richiedono una società. Ti servirà quando i soldi cominceranno a girare con regolarità, quando i clienti vorranno firmare con un’impresa, quando due o più soci dovranno dividersi le quote o quando qualcuno vorrà investire. Al primo euro incassato, parlane con un commercialista.
Se vuoi la responsabilità limitata, la scelta è tra due versioni della SRL. La SRLS (semplificata) può essere costituita solo da persone fisiche, con un capitale da 1 a 9.999,99 euro, su un modello standard le cui clausole non si possono modificare. La SRL ordinaria ti lascia scrivere il tuo statuto. Il capitale di norma è di 10.000 euro ma può scendere fino a 1 euro, versato in denaro e per intero: in quel caso almeno un quinto degli utili di ogni anno va a riserva, finché riserva e capitale non arrivano a 10.000 euro.
| Voce (primo anno) | SRLS | SRL | Nota |
|---|---|---|---|
| Onorario del notaio | 0 euro | da 1.500 a 3.000 euro + IVA 22% | Per la SRLS non è dovuto per legge |
| Imposta di registro | 200 euro | 200 euro | Importo fisso |
| Imposta di bollo | 0 euro | 156 euro | SRLS esente |
| Diritti di segreteria del Registro Imprese | 0 euro | 90 euro | SRLS esente |
| Diritto annuale della Camera di commercio | 120 euro | 120 euro | Importo 2026 per le nuove società alla Camera di Milano, aumento del 20% incluso |
| Tassa sui libri sociali | 309,87 euro | 309,87 euro | Forfettaria, si paga ogni anno |
| Costi fissi prima del capitale | circa 630 euro | circa 903 euro + notaio | La cifra della SRL include 27,50 euro di tassa d’archivio notarile; capitale, PEC e commercialista a parte |
| PEC | da circa 5 a 10 euro l’anno | da circa 5 a 10 euro l’anno | Le imprese devono averla; una PEC del tutto gratuita e illimitata non esiste |
| Commercialista | da 200 a 400 euro al mese online; da 3.000 a 6.000 euro l’anno o più in studio | Stesse forbici | Spesso la voce più pesante |
All’inizio, quindi, la differenza la fa soprattutto il notaio, che la SRLS non paga. Il prezzo da pagare è la flessibilità. Money.it fa notare che banche e investitori possono guardare le due forme in modo diverso, e lo statuto standard della SRLS non si può adattare. Se pensi di raccogliere capitali a breve, chiedi al notaio se partire subito con una SRL ordinaria ti risparmierebbe una trasformazione più avanti.
Vuoi iscriverti come startup innovativa? Leggi requisiti e vantaggi prima di firmare qualsiasi cosa. Per un budget completo del primo anno, con il calcolo della runway, vedi quanto costa aprire una startup.
La checklist per partire a budget zero
- Tieni il tuo reddito finché i clienti, non la speranza, ti dicono il contrario.
- Fai prima il piano di validazione gratuito e raccogli email e caparre.
- Chiedi pagamenti anticipati o lettere d’intenti firmate prima di costruire.
- Vendi la soluzione come servizio se ti aiuta a imparare e a incassare, ma con una data di uscita.
- Segna in agenda le scadenze del PNI e della Start Cup della tua regione.
- Hai meno di 35 anni? Verifica se rientri in Resto al Sud 2.0 o Autoimpiego Centro-Nord.
- Apri una società solo quando soldi, contratti o soci lo richiedono, con preventivi scritti di notaio e commercialista.
Si può aprire una startup senza soldi?
Sì, se scambi tempo con denaro: tieni il tuo reddito, valida l’idea con strumenti gratuiti e prevendi prima di costruire. Aprire una società invece costa: circa 630 euro di costi fissi nel primo anno per una SRLS nel 2026, commercialista escluso.
Quanto costa aprire una SRLS nel 2026?
Circa 630 euro di costi fissi nel primo anno: 200 di imposta di registro, 120 di diritto annuale e 309,87 di tassa sui libri sociali. Niente onorario notarile, bollo o diritti di segreteria; capitale, PEC e commercialista sono a parte.
Ci sono finanziamenti a fondo perduto per giovani?
Sì. Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, gestiti da Invitalia e aperti dal 15 ottobre 2025, sono per chi ha tra 18 e 35 anni non compiuti ed è inattivo, inoccupato, disoccupato, nel programma GOL o working poor.
Quanto costa il commercialista per una piccola SRL?
La guida Fiscozen di giugno 2026 indica da 3.000 a 6.000 euro l’anno o più per uno studio tradizionale, e da 200 a 400 euro al mese per i servizi online, nel caso di una SRL semplice.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Costi e regole cambiano: verifica il bando ufficiale o chiedi a un notaio o a un commercialista prima di costituire la società o presentare domanda.
Adaxit
Parti con poco? Il Kit Investor-Ready, con modello di runway, template del pitch deck e simulatore di cap table, arriva a breve.
Fonti
- Codice civile, art. 2463-bis (SRL semplificata) e art. 2463 (capitale della SRL), verificati il 5 ottobre 2026
- Invitalia, Resto al Sud 2.0, FAQ di Resto al Sud 2.0, Autoimpiego Centro-Nord e Smart&Start Italia, verificati il 5 ottobre 2026
- Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Imprese di nuova iscrizione: diritto annuale 2026, verificato il 5 ottobre 2026
- NotaiOnline, Quanto costa costituire una SRL dal notaio, aggiornato al 24 settembre 2026
- PNICube, Premio Nazionale per l’Innovazione 2026, verificato il 5 ottobre 2026
- Fiscozen, Quanto costa un commercialista al mese, aggiornato a giugno 2026
- Money.it, La PEC più economica: confronto prezzi, 28 aprile 2026, e Quanto costa aprire una SRL, 13 luglio 2026
- Mailchimp, About us e Intuit to acquire Mailchimp, 13 settembre 2021
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



