Settimana di lancio: 25% su tutti gli strumenti fino a domenica 11 ottobre, codice LANCIO25.Vedi gli strumenti
Vai al contenuto

Quanta equity cedere al pre-seed e al seed: i numeri del 2026

Nei dati più recenti di Carta il round seed mediano ha ceduto il 19,5% della società. Quanto costano i SAFE al pre-seed in base alla cifra raccolta, quanto pesa di solito il piano di stock option e quando un term sheet chiede troppo.

Quanta equity cedono i fondatori al pre-seed e al seed nel 2026

Prima o poi se lo chiedono tutti i fondatori, di solito a tarda sera con un foglio di calcolo aperto: quanta parte della mia società dovrei vendere in questo round? Una regola fissa non c’è. I numeri però ci sono, e gli investitori li conoscono a memoria.

Ecco i più recenti, da dove vengono e come usarli senza farsi ingabbiare. Un avvertimento prima di cominciare: le grandi banche dati sono americane. Restano comunque un riferimento utile ovunque si raccolga, quindi conviene conoscerle bene.

In breve

  • Nei dati Carta su oltre 5.000 round seed con valutazione negli Stati Uniti, il round mediano ha ceduto il 19,5% della società.
  • Meno di un round seed software su dieci ha ceduto il 30% o più.
  • Prima del primo round con valutazione, la diluizione segue la cifra raccolta: circa il 9% per SAFE tra 500.000 dollari e un milione e il 15% tra 1 e 2,4 milioni (valori mediani).
  • Al seed il piano di stock option vale di solito il 13-14% della società, e diluisce anche i fondatori.

Sei all’inizio? Parti dalla mappa da zero al primo round e tieni aperto il glossario startup per i termini che incontri.

Seed: il riferimento del 20%

Per anni la mediana al seed è stata un 20% tondo. Nel 2025 è scesa di poco. Le società software hanno ceduto il 19% nei primi mesi dell’anno, e sui 5.118 round seed con valutazione contati da Carta fino ad agosto il dato era del 19,5%. Salendo di livello, la Series A si ferma al 18%, la Series B al 15% e la Series C al 10%.

L’hard tech segue regole sue. I fondatori nel biotech, per esempio, cedono in genere il 23-25% nei primi round, perché prima di avere un prodotto se ne vanno molti soldi in ricerca.

La coda dice quanto il centro. Meno del 10% dei round seed software ha ceduto il 30% o più. Se un term sheet vi chiede un terzo della società al seed, siete ben fuori da ciò che il mercato prezza di solito, e chiedere il perché è del tutto legittimo.

Pre-seed: dipende da quanto raccogliete

Il pre-seed è più disordinato, perché la maggior parte dei round passa da SAFE o note convertibili senza un prezzo definito. Carta ha analizzato oltre 15.000 SAFE firmati prima di un primo round con valutazione, e lo schema è semplicissimo: più si raccoglie, più si cede.

Cifra raccolta con SAFEDiluizione mediana
Meno di 250.000 dollari1,5%
Da 250.000 a 499.000 dollari5%
Da 500.000 a 999.000 dollari9%
Da 1 a 2,4 milioni di dollari15%
Da 2,5 a 4,9 milioni di dollari21,6%
5 milioni di dollari o più25%
Diluizione mediana dei SAFE firmati prima del primo round con valutazione, per cifra raccolta. Fonte: Carta, aprile 2024.

Anche a parità di cifra la forbice è ampia. L’esempio è di Carta stessa, a settembre 2025: c’è chi cede il 6% della società per un milione di dollari e chi ne cede il 16%. Vendere il 30% al pre-seed, invece, è molto sopra la mediana del 2025, qualunque sia la dimensione del round.

Anche il piano di stock option vi diluisce

Il piano di stock option è la fetta riservata alle assunzioni future. Tra le startup americane su Carta, al seed il piano mediano vale il 13-14% della società. Di solito parte intorno al 10% e cresce fino a poco meno del 20% nei round successivi.

Ed ecco il punto che sorprende molti fondatori. Spesso gli investitori chiedono di creare o ampliare il piano prima che arrivino i loro soldi, dentro la valutazione pre-money. In quel caso lo pagano i soci esistenti, non il nuovo investitore. Quella clausola va letta due volte.

Come usare questi numeri

  • Partite da ciò che vi serve, non dalla percentuale. Stabilite cosa devono ottenere i soldi prima del round successivo, poi guardate la diluizione che ne deriva.
  • Simulate due round in avanti. Ogni round diluisce tutto ciò che c’era prima: cedete il 20% al seed e il 18% in Series A, e i fondatori conservano circa il 66% di quello che avevano prima del seed, piano di stock option escluso.
  • Trattate le forbici come forbici. Settore, trazione e numero di investitori interessati spostano il prezzo più di qualunque benchmark.
  • Ricordate da dove vengono i dati. Sono numeri americani. In Italia non esiste una serie pubblica altrettanto ampia, quindi usateli come riferimento e non come regola.

Se raccogliete in Italia, la nostra guida alla raccolta di capitali in Italia spiega chi investe in ogni fase, e l’elenco degli unicorni italiani mostra quanto è lunga di solito la strada. Anche gli incentivi fiscali per chi investe possono cambiare la struttura di un round: abbiamo messo a confronto Italia e Stati Uniti qui.

Quanta equity cedere in un round seed?

Il riferimento di mercato è intorno al 20%. Nel 2025 la mediana Carta per i round seed con valutazione negli Stati Uniti è stata del 19,5%, e meno del 10% dei round seed software ha ceduto il 30% o più.

Qual è una diluizione normale al pre-seed?

Dipende da quanto si raccoglie. Nei dati Carta sui SAFE firmati prima di un round con valutazione, la mediana era di circa il 9% tra 500.000 e 999.000 dollari e del 15% tra 1 e 2,4 milioni.

Quanto deve essere grande il piano di stock option al seed?

Tra le startup americane su Carta la mediana al seed è del 13-14% della società. Di solito il piano parte intorno al 10% e cresce fino a poco meno del 20% nei round successivi.

Cedere il 30% al seed è troppo?

È molto sopra la norma: nei dati Carta del 2025 meno di un round seed software su dieci ha ceduto così tanto.

Adaxit

Adaxit affianca i fondatori nella raccolta di capitale e nell’ingresso in nuovi mercati, tra l’Italia, il resto d’Europa e gli Stati Uniti.

Condividi

Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.

L’autore

Cassio Thiengo

Prepara startup e PMI a raccogliere capitali e ad aprire nuovi mercati tra Europa, Stati Uniti e America Latina, e lavora con investitori dall’Europa, dal Golfo e dall’Asia. Ha base a Milano.

Adaxit Brief

Ogni due settimane, il mercato del capitale in cinque minuti di lettura.