Undici. Tante sono le aziende italiane che oggi valgono un miliardo di dollari o più, secondo i dati di Dealroom aggiornati a ottobre 2026. Due di loro pesano più di tutte le altre: Bending Spoons, la società milanese di app che si è quotata al Nasdaq il 30 giugno, e Technoprobe, che produce strumenti per il test dei chip ed è nata in un piccolo comune lombardo negli anni Novanta. Sommando le altre nove non si arriva al loro valore.
Undici sono tante? Non proprio: Francia, Germania e Regno Unito ne contano decine ciascuno. Ma l’elenco italiano merita uno sguardo più attento per il modo in cui queste aziende ci sono arrivate, e per quello che significa oggi per chi raccoglie capitali qui. Prima la lista completa, poi un breve profilo di ciascuna, infine le lezioni.
In breve
- In Italia 11 aziende valgono almeno 1 miliardo di dollari (Dealroom, ottobre 2026).
- La più preziosa è Bending Spoons, circa 26 miliardi di dollari dopo la quotazione al Nasdaq di giugno 2026.
- Otto delle undici hanno sede a Milano.
- Quasi tutte hanno impiegato più di dieci anni, e diverse sono quotate in Borsa o controllate da fondi di private equity.
Sei all’inizio? Parti dalla mappa da zero al primo round e tieni aperto il glossario startup per i termini che incontri.
L’elenco completo degli unicorni italiani nel 2026
| Azienda | Fondazione | Sede | Settore | Valutazione* |
|---|---|---|---|---|
| Bending Spoons | 2013 | Milano | Software (app) | 26 mld $ |
| Technoprobe | 1993 | Cernusco Lombardone | Semiconduttori | 19 mld $ |
| Yoox Net-a-Porter | 2000 | Milano | E-commerce di lusso | 5,5 mld $ |
| Reply | 1996 | Torino | Servizi IT | 3,9 mld $ |
| Gruppo MutuiOnline | 1999 | Milano | Fintech | 1,9 mld $ |
| Domyn | 2016 | Milano | Intelligenza artificiale | 1,9 mld $ |
| Satispay | 2013 | Milano | Fintech (pagamenti) | 1,8 mld $ |
| Namirial | 2000 | Senigallia | Identità digitale e firma elettronica | 1,2 mld $ |
| Florence Group | 2020 | Milano | Manifattura del lusso | 1,1 mld $ |
| Prima | 2014 | Milano | Insurtech | 1,1 mld $ |
| Facile.it | 2008 | Milano | Comparatore di prezzi | 1 mld $ |
Un avvertimento. Gli elenchi di unicorni non coincidono mai del tutto. Il rapporto Italian Tech Landscape, presentato a Milano lo scorso aprile, fissa la soglia a 1 miliardo di euro e conta nove nomi, tra cui Scalapay a 1,1 miliardi. Dealroom invece non colloca più Scalapay sopra il miliardo di dollari.

Le aziende, una per una
Bending Spoons
È probabile che questa settimana tu abbia usato una delle sue app senza saperlo. Evernote, WeTransfer, Vimeo, Eventbrite, Meetup, persino AOL: appartengono tutte a Bending Spoons, e i suoi prodotti superano i 500 milioni di utenti al mese. Il metodo è comprare app con un pubblico fedele e ripensarne la gestione. Nata nel 2013, ha debuttato al Nasdaq con il simbolo BSP il 30 giugno 2026, con un’offerta da circa 1,68 miliardi di dollari.
Technoprobe
Fuori dal mondo dei semiconduttori il nome dice poco. Technoprobe produce probe card, strumenti di test finissimi che dicono a chi fabbrica chip se un chip funziona prima che venga tagliato dal wafer. L’ha avviata Giuseppe Crippa a Cernusco Lombardone, in provincia di Lecco. Oggi è quotata a Milano e vende a fabbriche di chip in tutto il mondo.
Yoox Net-a-Porter
Nel 2000, quando in Italia quasi nessuno comprava vestiti online, Yoox nasceva a Milano. Nel 2015 si è fusa con la londinese Net-a-Porter e il nuovo gruppo è diventato uno dei nomi più importanti del lusso online.
Reply
Reply è nata a Torino nel 1996 e funziona come una federazione di piccole società di consulenza specializzate: cloud, dati, intelligenza artificiale. È quotata alla Borsa italiana da anni.
Gruppo MutuiOnline
Chi ha confrontato mutui o assicurazioni auto in Italia ha probabilmente incontrato questo gruppo attraverso MutuiOnline.it o Segugio.it. Dietro i comparatori c’è un’importante attività di servizi in outsourcing per banche e assicurazioni. Fondato a Milano nel 1999, è quotato su Euronext Milan.
Domyn
Domyn si chiamava iGenius. Sviluppa sistemi di intelligenza artificiale per aziende e istituzioni pubbliche che non possono mandare i propri dati ovunque, e ha sede a Milano dal 2016.
Satispay
Satispay è l’app di pagamento che si vede sugli adesivi di bar e negozi, proposta come alternativa più economica alle carte. L’hanno lanciata nel 2013 Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta.
Namirial
Namirial è l’eccezione sulla mappa: ha sede a Senigallia, sull’Adriatico, e vende firma elettronica, identità digitale e altri servizi fiduciari ad aziende di tutta Europa.
Florence Group
Florence Group è un nome meno noto: riunisce laboratori italiani che producono abbigliamento per le grandi maison del lusso. È nato nel 2020 ed è cresciuto soprattutto acquisendo fornitori a conduzione familiare.
Prima
Prima vende online assicurazioni per auto e moto e dal 2014 è diventata uno dei nomi più conosciuti dell’assicurazione digitale in Italia.
Facile.it
Facile.it è nata a Milano nel 2008 come comparatore per assicurazioni, energia, mutui e offerte telefoniche. Oggi la controlla il fondo di private equity EQT.
Cosa hanno in comune gli unicorni italiani
- Soprattutto Milano. Otto su undici hanno sede a Milano. Fanno eccezione Technoprobe (in provincia di Lecco), Reply (Torino) e Namirial (Senigallia).
- Il tempo. L’anno di fondazione mediano è il 2008. Solo Florence Group, nato nel 2020, ci è arrivato in fretta, e lo ha fatto a colpi di acquisizioni.
- Non la strada da manuale. Technoprobe, Reply e MutuiOnline sono quotate in Borsa, mentre Facile.it, Namirial e Florence Group sono sostenute da fondi di private equity. Meno della metà delle undici è cresciuta round dopo round con il venture capital.
- In testa il fintech. Quattro su undici operano nei servizi finanziari: MutuiOnline, Satispay, Prima e Facile.it.
- Clienti all’estero. Le due più grandi vendono soprattutto fuori dall’Italia: le app di Bending Spoons sono usate in tutto il mondo e i clienti di Technoprobe sono produttori di chip globali.
Perché l’Italia ha meno unicorni dei vicini
La risposta breve è il capitale. Nel 2025 il venture capital italiano ha investito circa 1,7 miliardi di euro, il secondo miglior anno di sempre, ma resta una frazione di quanto si raccoglie in Francia o in Germania. Abbiamo messo in fila i numeri nella nostra guida alla raccolta di capitali in Italia.
Quello che manca sono i grandi capitali per le fasi avanzate. I soldi per il seed ci sono: business angel, acceleratori, programmi pubblici come Smart&Start Italia. Ma quando una scale-up ha bisogno di 50 milioni di euro o più, l’assegno arriva quasi sempre da un fondo estero, e molti founder italiani finiscono per raccogliere all’estero o vendere prima del previsto.
Cosa significa se stai raccogliendo in Italia
- Pensa a lungo termine. Quasi tutte queste aziende hanno avuto bisogno di dieci anni o più. Gli investitori lo sanno e ti chiederanno come pensi di superare gli anni difficili di mezzo.
- Guarda oltre l’Italia fin da subito. I nomi più grandi di questa lista vendono all’estero. Un mercato solo italiano può funzionare, ma dovrai dimostrare agli investitori che basta da solo.
- Preparati come se i soldi scarseggiassero. Scarseggiano davvero. Con meno round chiusi ogni anno, chi viene finanziato di solito si presenta con numeri in ordine, un deck breve e un piano preciso per l’uso dei fondi.
Adaxit
Adaxit affianca i fondatori nella raccolta di capitale e nell’ingresso in nuovi mercati, tra l’Italia, il resto d’Europa e gli Stati Uniti.
Domande frequenti
Quanti unicorni ci sono in Italia?
Secondo i dati Dealroom di ottobre 2026, 11 aziende italiane valgono almeno 1 miliardo di dollari. Il rapporto Italian Tech Landscape di aprile 2026, con una soglia di 1 miliardo di euro e un metodo diverso, ne conta nove.
Qual è la startup italiana che vale di più?
Bending Spoons, valutata circa 26 miliardi di dollari da Dealroom dopo la quotazione al Nasdaq del 30 giugno 2026. Segue Technoprobe con circa 19 miliardi.
Satispay è un unicorno?
Sì. Dealroom la valuta 1,8 miliardi di dollari, il rapporto Italian Tech Landscape 1,6 miliardi di euro.
Quale città italiana ha più unicorni?
Milano, sede di otto delle undici aziende dell’elenco Dealroom.
Scalapay è ancora un unicorno?
Il rapporto Italian Tech Landscape (aprile 2026) indica ancora Scalapay a 1,1 miliardi di euro, ma l’azienda non compare tra quelle che Dealroom oggi valuta almeno 1 miliardo di dollari.
Fonti
- Dealroom, Unicorns in Italy, dati aggiornati a ottobre 2026
- Axios, Bending Spoons raises $1 billion in IPO, 1° luglio 2026
- ItaliaOggi, articolo sul rapporto Italian Tech Landscape, 15 aprile 2026
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



