Settimana di lancio: 25% su tutti gli strumenti fino a domenica 11 ottobre, codice LANCIO25.Vedi gli strumenti
Vai al contenuto

Smart&Start Italia: requisiti, importi e come fare domanda (guida 2026)

Smart&Start Italia nel 2026: chi può accedere, quanto copre il prestito a tasso zero, il fondo perduto al Sud, come si presenta la domanda e cosa cambia con il DM 13 luglio 2026.

Smart&Start Italia: requisiti, importi e come fare domanda (guida 2026) (Adaxit)

Smart&Start Italia è l’incentivo nazionale per le startup innovative. Lo gestisce Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Prevede un prestito a tasso zero, senza garanzie, pari all’80% delle spese ammissibili del piano d’impresa. Al Sud e nel cratere sismico del Centro Italia una parte non va restituita.

È uno strumento potente ma selettivo: prevede anche un colloquio. E le regole stanno cambiando. Il decreto ministeriale 13 luglio 2026 modifica la misura, ma le novità scattano solo con una circolare attuativa non ancora pubblicata.

Qui trovi regole in vigore e novità, verificate il 1° ottobre 2026 sulle fonti ufficiali elencate in fondo.

In sintesi

  • Finanziamento a tasso zero, senza garanzie, pari all’80% delle spese ammissibili; 90% per alcune compagini.
  • Piani tra 100.000 euro e 1,5 milioni, da realizzare in 24 mesi dalla firma del contratto.
  • Al Sud e nel cratere sismico 2016-2017 restituisci solo il 70% del prestito, escluso il capitale circolante.
  • Domanda online a sportello, senza scadenze: valutazione entro 60 giorni, colloquio compreso.
  • Il DM 13 luglio 2026 apre alle medie imprese, ma si applica solo dalla circolare attuativa.

Sei agli inizi? Le guide agli incentivi per under 35 e alla startup innovativa spiegano i passi che di solito vengono prima di Smart&Start.

Lo stato della misura a ottobre 2026

Smart&Start funziona a sportello: niente bandi né graduatorie. Invitalia esamina le domande in ordine di arrivo, fino a esaurimento delle risorse, e alla data di verifica la misura risulta aperta. Dal 3 novembre 2025 le pratiche passano dalla nuova piattaforma di Invitalia.

Il decreto 13 luglio 2026

Con il decreto ministeriale 13 luglio 2026 (avviso in Gazzetta Ufficiale n. 213 del 14 settembre 2026) il MIMIT ha aggiornato la disciplina, anche per recepire la nuova definizione di startup innovativa della legge 193/2024. Le novità principali:

  • accesso anche alle startup innovative di media dimensione, con aiuti nei limiti del regime de minimis (regolamento UE 2023/2831);
  • valutazione semplificata per i piani fino a 250.000 euro e per chi ha già completato un piano agevolato senza revoche;
  • tutoraggio da 10.000 euro per le startup costituite da non più di 36 mesi (oggi non più di 12 mesi);
  • nuovi punteggi aggiuntivi per la certificazione della parità di genere e per l’ingresso nel capitale di un partner tecnologico (almeno il 30% del finanziamento richiesto);
  • regole più precise su conversione del prestito e cessione della società a un terzo.

Il punto decisivo è la decorrenza: le nuove regole si applicano dalla pubblicazione della circolare attuativa, «compatibilmente con lo stato dei procedimenti già avviati». Al 1° ottobre 2026 la circolare non risulta pubblicata sui siti del MIMIT e di Invitalia. Fino ad allora valgono le regole descritte sotto. La pagina del MIMIT presenta già le nuove regole, mentre le FAQ di Invitalia descrivono ancora quelle precedenti: prima di presentare la domanda, verifica lo stato aggiornato.

Nota Adaxit

Se la tua startup è di media dimensione, oggi non puoi accedere: devi attendere la circolare. Se invece hai già i requisiti, tieni presente che la misura è a sportello: le domande sono esaminate in ordine di arrivo, fino a esaurimento delle risorse.

Chi può fare domanda

Possono fare domanda tre tipi di soggetti: startup innovative già costituite; team di persone fisiche, anche residenti all’estero, che vogliono costituirne una in Italia (i cittadini extra UE non residenti in Italia devono avere lo startup visa); imprese estere che si impegnano ad aprire una sede in Italia. Per le startup costituite valgono i requisiti in tabella.

RequisitoCosa verificare
QualificaIscrizione nella sezione speciale delle startup innovative (art. 25 DL 179/2012)
EtàNon più di 60 mesi dalla costituzione alla data della domanda
DimensioneMicro o piccola impresa; media solo dopo la circolare attuativa del DM 2026
SedeLegale e operativa in Italia (impegno ad aprirla per le imprese estere)
SituazioneNon in difficoltà, non in procedura concorsuale, senza aiuti illegali da restituire
AssicurazionePer le società costituite, dichiarazione sulla polizza catastrofale (legge 213/2023)
Fonte: Invitalia (FAQ e Modulistica Smart&Start) e circolare MISE 16 dicembre 2019, n. 439196. Verifica al 1° ottobre 2026.

Se la società non esiste ancora, la domanda la firma uno dei futuri soci, tutti persone fisiche. Se sei ammesso, hai 30 giorni per costituirla. Età e sesso dei soci non sono requisiti di accesso: pesano solo sulla maggiorazione al 90%.

Attenzione all’età della startup

Con la legge 193/2024, dopo i primi tre anni dall’iscrizione la startup resta nella sezione speciale solo se soddisfa almeno un requisito aggiuntivo, come maggiori spese in ricerca e sviluppo o un brevetto. Se la tua società ha più di tre anni, controlla l’iscrizione prima di preparare la domanda.

Cosa finanzia

Smart&Start finanzia piani d’impresa tra 100.000 euro e 1,5 milioni. Il piano deve avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo, oppure puntare su economia digitale, intelligenza artificiale, blockchain o internet of things, oppure valorizzare i risultati della ricerca. Sono esclusi, tra gli altri, la produzione agricola primaria e il settore carboniero.

CategoriaCosa comprende
Immobilizzazioni materialiImpianti, macchinari e attrezzature tecnologici nuovi di fabbrica, componenti hardware e software
Immobilizzazioni immaterialiBrevetti, marchi, licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche
ServiziSviluppo di soluzioni informatiche e impianti tecnologici, consulenze specialistiche tecnologiche, incubatori e acceleratori, marketing e web marketing
PersonaleCosti salariali di dipendenti e collaboratori impiegati nel piano
Capitale circolanteFino al 20% delle spese precedenti: materie prime e merci, servizi necessari all’attività, godimento di beni di terzi
Fonte: circolare MISE 16 dicembre 2019, n. 439196, punto 10; Invitalia, Cosa finanzia e FAQ. Verifica al 1° ottobre 2026.

Quattro regole pratiche pesano più di quanto sembri:

  • contano solo le spese sostenute dopo l’invio della domanda, con fatture che riportano il CUP o l’identificativo della domanda;
  • marketing e web marketing non possono superare il 20% delle spese ammesse;
  • i collaboratori devono avere i requisiti di qualificazione dell’art. 25, comma 2, lettera h), n. 2 del DL 179/2012 e mansioni tecniche;
  • non sono ammissibili beni usati, investimenti di mera sostituzione, imposte e tasse.

Le agevolazioni

80–90%

finanziamento a tasso zero, senza garanzie

1,5 mln €

importo massimo del piano (minimo 100.000 €)

30%

quota a fondo perduto al Sud e nel cratere sismico

Fonte: Invitalia, pagine Agevolazioni e FAQ di Smart&Start Italia, consultate il 1° ottobre 2026.

Il finanziamento copre l’80% delle spese ammissibili. Sale al 90% se la compagine è composta interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci c’è un dottore di ricerca, con titolo da non più di sei anni, impegnato all’estero in ricerca o didattica da almeno tre. Restituisci il prestito in dieci anni, a rate semestrali, dal dodicesimo mese dopo l’ultima erogazione.

Il fondo perduto al Sud e nel cratere

Se la startup ha sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, restituisci solo il 70% del finanziamento: il 30% diventa contributo a fondo perduto. Vale anche nei comuni del cratere sismico del Centro Italia 2016-2017 e per chi realizza il piano in queste aree pur avendo sede altrove. Due eccezioni: la quota per il capitale circolante va restituita per intero, e le spese di personale danno diritto al fondo perduto solo per chi lavora nelle aree agevolate.

Un esempio di calcolo

Piano da 500.000 euro, senza capitale circolante, realizzato a Bari da un team senza maggiorazione. In caso di ammissione, il finanziamento sarebbe di 400.000 euro: ne restituiresti 280.000 in dieci anni, senza interessi, e 120.000 resterebbero a fondo perduto. I 100.000 euro non coperti li metti tu o i tuoi investitori.

Grafico a barre di come si finanzia un piano Smart&Start Italia da 500.000 euro a Bari: 280.000 da restituire, 120.000 a fondo perduto, 100.000 a carico dei soci
Esempio Smart&Start Italia: piano da 500.000 euro a Bari, senza capitale circolante, con la percentuale standard dell’80%.

Finanza agevolata

Prepariamo con te la domanda Smart&Start: business plan, documenti e rapporti con Invitalia fino all’esito.

Come fare domanda

La domanda si presenta solo online, dall’area personale sul sito di Invitalia. Ti servono un’identità digitale (SPID, CNS o CIE), la firma digitale e una PEC che comunichi anche con i privati: quelle governative non vanno bene.

  1. Compili il piano d’impresa sulla piattaforma e carichi gli allegati; all’invio ricevi un protocollo.
  2. Invitalia verifica i requisiti e valuta il merito, anche con un colloquio con i suoi esperti.
  3. La valutazione si chiude entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, salvo richieste di integrazione.
  4. Se emergono motivi ostativi, li ricevi via PEC e hai 10 giorni per presentare osservazioni.
  5. Se sei ammesso, entro 30 giorni costituisci la società (se serve) e invii i documenti per il contratto.
  6. Firmi il contratto di finanziamento: da lì hai 24 mesi per realizzare il piano.
Cronologia della domanda Smart&Start Italia: invio online, valutazione entro 60 giorni, contratto di finanziamento, 24 mesi per il piano, restituzione in 10 anni
Come funziona Smart&Start Italia, dalla domanda alla restituzione, con le scadenze fissate da Invitalia.

Documenti e business plan

Il piano d’impresa descrive team, attività, mercato, aspetti tecnici ed economico-finanziari, fabbisogno di capitale circolante e collaborazioni con organismi di ricerca e incubatori. Servono poi i curricula e le dichiarazioni della modulistica Invitalia, comprese quelle su dottore di ricerca e investitore qualificato, se pertinenti.

Come funziona la valutazione

I criteri sono quattro: competenze tecniche, organizzative e gestionali del team; carattere innovativo dell’idea; sostenibilità economica e finanziaria; fattibilità tecnologica e operativa. La circolare fissa una soglia minima per ogni parametro: un punto debole non si compensa con un punto forte. Ottieni punti aggiuntivi se collabori con organismi di ricerca, incubatori o acceleratori, o se investitori qualificati finanziano il piano per almeno il 30% del finanziamento richiesto.

Erogazioni: anticipo e SAL

Il finanziamento arriva per stati di avanzamento lavori (SAL), al massimo cinque. Puoi chiedere un anticipo fino al 40% delle agevolazioni entro 4 mesi dalla firma, con una fideiussione di pari importo. Ogni SAL può includere fatture non ancora pagate fino al 30% delle spese ammesse; il saldo va interamente quietanzato. In alternativa puoi usare un conto vincolato presso una banca convenzionata, versando la quota non coperta dalle agevolazioni. Il personale dipendente si può rendicontare a costi standard.

Perché le domande vengono respinte

Non risultano statistiche pubbliche di Invitalia sulle cause di rigetto, ma i punti deboli si ricavano dai requisiti e dai criteri di valutazione:

  • requisiti mancanti: società oltre i 60 mesi, non iscritta nella sezione speciale, non più piccola o in difficoltà;
  • innovazione debole: un’attività tradizionale con una componente digitale marginale;
  • team incompleto: competenze chiave assenti o affidate solo a consulenti esterni;
  • numeri fragili: ricavi senza basi di mercato, costi sottostimati, nessuna copertura per la quota non finanziata;
  • spese non ammissibili: beni usati, costi anteriori alla domanda, marketing oltre il limite;
  • colloquio debole: risposte vaghe su mercato, tecnologia e piano finanziario.

Se ricevi i motivi ostativi, usa i 10 giorni per chiarire con dati e documenti. E prima di candidarti misura il tuo punto di partenza con il test di prontezza.

Smart&Start e investitori privati

Smart&Start non sostituisce l’equity: la completa. Tre regole collegano agevolazione e round:

  • Punteggio aggiuntivo. Lo ottieni se un investitore qualificato apporta, prima della firma del contratto, capitale pari ad almeno il 30% del finanziamento richiesto, con conferimenti in denaro a capitale e riserva sovrapprezzo. Sono qualificati, per esempio, banche e intermediari autorizzati, alcune grandi imprese e gli investitori istituzionali.
  • Conversione in fondo perduto. Se entro cinque anni dalla concessione ricevi un investimento in capitale di almeno 80.000 euro, puoi chiedere di convertire parte del prestito in contributo: fino al 50% dell’investimento, entro il 50% delle agevolazioni. L’investitore terzo non deve ottenere la maggioranza e la partecipazione va mantenuta almeno tre anni.
  • Compagine bloccata. Fino alla firma del contratto i soci non possono cambiare, salvo forza maggiore o crowdfunding con nuovi soci di minoranza. Pianifica il round di conseguenza.

Per costruire la sequenza giusta, leggi la nostra guida alla raccolta di capitali per startup in Italia. Se hai poco tempo, lo sprint di raccolta di due settimane include anche un piano Smart&Start.

Nota Adaxit

Smart&Start resta un debito, anche se a tasso zero: verifica che il piano regga le rate anche se il round successivo slitta. La decisione spetta solo a Invitalia e nessun consulente, Adaxit compresa, può garantire l’esito. Invitalia offre anche un affiancamento metodologico gratuito, che però non è una corsia preferenziale.

Domande frequenti

Posso fare domanda prima di costituire la società?

Sì. La domanda la presenta un team di persone fisiche e la firma uno dei futuri soci. Se sei ammesso, hai 30 giorni per costituire la società e chiederne l’iscrizione nella sezione speciale.

Servono garanzie?

Per il finanziamento no. La fideiussione serve solo se chiedi l’anticipo, per un importo pari all’anticipo stesso.

Posso inserire spese già sostenute?

No. Sono ammissibili solo le spese sostenute dopo l’invio della domanda. Pianifica acquisti e assunzioni di conseguenza.

Il fondo perduto vale in tutta Italia?

No. Vale in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e nei comuni del cratere sismico 2016-2017. Non copre la quota di capitale circolante.

Cosa cambia se aspetto la circolare del DM 13 luglio 2026?

Dipende. Una media impresa può accedere solo dopo la circolare. Per i piani fino a 250.000 euro il decreto prevede una valutazione semplificata, ma le regole operative non sono ancora note. Il decreto non modifica percentuali e importi, ma per le medie imprese gli aiuti rientrano nei limiti de minimis. La scelta dipende da quali novità ti riguardano.

Finanza agevolata

Vuoi capire se il tuo piano è pronto per Smart&Start? Parliamone in 20 minuti.

Fonti

  1. Invitalia — Smart&Start Italia, consultato il 1° ottobre 2026
  2. Invitalia — Smart&Start Italia, FAQ, consultato il 1° ottobre 2026
  3. Invitalia — Smart&Start Italia, Agevolazioni, consultato il 1° ottobre 2026
  4. Invitalia — Smart&Start Italia, Cosa finanzia, consultato il 1° ottobre 2026
  5. Invitalia — Come presentare la domanda, consultato il 1° ottobre 2026
  6. Invitalia — Smart&Start Italia, Modulistica, consultato il 1° ottobre 2026
  7. Invitalia — Conversione del debito, come funziona, consultato il 1° ottobre 2026
  8. Invitalia — Smart&Start Italia, Normativa, consultato il 1° ottobre 2026
  9. Invitalia — Smart&Start Italia, Servizio di accompagnamento, consultato il 1° ottobre 2026
  10. MISE — Circolare 16 dicembre 2019, n. 439196 (PDF), consultato il 1° ottobre 2026
  11. MIMIT — Sostegno alle startup innovative (Smart&Start Italia), consultato il 1° ottobre 2026
  12. MIMIT — Decreto ministeriale 13 luglio 2026, consultato il 1° ottobre 2026
  13. MIMIT — Circolari, note, direttive e atti di indirizzo, consultato il 1° ottobre 2026
  14. MIMIT — Startup innovative, consultato il 1° ottobre 2026
Condividi

Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.

L’autore

Cassio Thiengo

Prepara startup e PMI a raccogliere capitali e ad aprire nuovi mercati tra Europa, Stati Uniti e America Latina, e lavora con investitori dall’Europa, dal Golfo e dall’Asia. Ha base a Milano.

Adaxit Brief

Ogni due settimane, il mercato del capitale in cinque minuti di lettura.