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Esportare in Brasile: dazi, regole e primi passi

Cosa vende l'Italia al Brasile, i dazi e le tasse che il tuo cliente paga in dogana, cosa taglia l'accordo UE–Mercosur e quando, autorizzazioni, canali di vendita e una checklist per i primi 90 giorni.

Esportare in Brasile: dazi, regole e primi passi

Il 9 settembre 2026 il ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato a San Paolo alla guida di oltre 100 imprese italiane. E aveva un numero da mostrare: nel primo mese di applicazione dell’accordo commerciale UE–Mercosur, l’export italiano verso il Brasile è cresciuto del 22,3%.

Conviene esportare in Brasile, e come si fa? Qui trovi le cose nell’ordine in cui ti serviranno: cosa vende già l’Italia, le tasse in dogana, cosa taglia l’accordo e quando, le autorizzazioni, i canali di ingresso e una checklist per i primi 90 giorni.

In breve

  • Nel 2025 il Brasile ha comprato beni italiani per 6,25 miliardi di euro (Agenzia ICE), quasi un terzo in macchinari. L’Italia è l’ottavo fornitore del Paese.
  • L’accordo interinale UE–Mercosur si applica in via provvisoria al Brasile dal 1° maggio 2026. Ogni taglio successivo dei dazi scatta il 1° gennaio: il prossimo nel 2027.
  • Il dazio è solo il primo strato: sopra ci sono IPI, PIS e COFINS (2,1% e 9,65% alle aliquote generali) e l’ICMS statale.
  • Il cliente deve essere abilitato a importare dalla Receita Federal; molti prodotti richiedono ANVISA, MAPA o INMETRO. Le informazioni vanno in portoghese.
  • Dal 2027 la CBS sostituisce PIS e COFINS e l’IPI va a zero per quasi tutti i beni; entro il 2033 l’ICMS lascia il posto all’IBS.

Quanto esporta l’Italia in Brasile, e cosa?

Molto, e soprattutto macchine. L’ufficio ICE di San Paolo stima in 6,25 miliardi di euro i beni italiani venduti in Brasile nel 2025, il 6% in più del 2024. In testa macchinari e apparecchiature con 1,92 miliardi, poi farmaceutica (914 milioni), autoveicoli (685 milioni) e chimica (505 milioni). Alimentari e bevande valgono circa 331 milioni.

Per la Farnesina l’export vale 5,8 miliardi, ma il Brasile pesa comunque il 76,6% di quanto l’Italia vende al Mercosur. A settembre 2025 nel Paese operavano 1.104 filiali di imprese italiane. L’Italia è l’ottavo fornitore, lontanissima da Cina (63,0 miliardi), Stati Uniti (39,9) e Germania (12,8).

Con 213,4 milioni di abitanti a metà 2025 secondo l’IBGE, è un mercato enorme. Enorme però non vuol dire raggiungibile. Prima di stanziare un budget, misura la fetta che puoi servire davvero con TAM, SAM e SOM.

Dazi in Brasile e tasse all’import: cosa paga il tuo cliente in dogana

È qui che molti esportatori restano sorpresi. Il dazio è solo la prima di diverse imposte, alcune calcolate sopra le altre, e il tuo cliente le paga tutte allo sdoganamento.

ImpostaCos’èAliquotaSu cosa si calcola
II (Imposto de Importação)Il dazio all’importazioneVaria per prodotto. Prima dell’accordo i macchinari UE pagavano dal 14% al 20%, le auto fino al 35%Il valore in dogana
IPIImposta federale sui prodotti industrialiDipende dal prodottoValore in dogana più dazio
PIS e COFINS all’importazioneDue contributi federali2,1% e 9,65% (aliquote generali)Il valore in dogana
ICMSL’imposta statale sulle merciLa fissa ciascuno StatoValore in dogana più dazio, IPI, altre imposte e spese doganali, più lo stesso ICMS
AFRMMAddizionale sul nolo marittimo8% sulla navigazione di lungo corsoIl nolo
Quadro generale: alcuni prodotti hanno aliquote PIS e COFINS diverse. Fonti: Lei 10.865/2004 (artt. 7 e 8), Código Tributário Nacional (artt. 20 e 47), Lei Complementar 87/1996 (art. 13), Lei 10.893/2004 (art. 6); esempi di dazi dalla Commissione europea (30 aprile 2026).

Un esempio con i numeri

Supponi che un importatore porti in Brasile una macchina con un valore in dogana di 100.000 reais, con un dazio del 14%, un IPI del 5% e un ICMS del 18% (aliquote inventate per l’esempio) più PIS e COFINS generali. Il dazio fa 14.000 reais. L’IPI ne aggiunge 5.700, perché si calcola su valore più dazio. PIS e COFINS altri 11.750. Poi l’ICMS, il più pesante: circa 28.850 reais su una base di 160.300 che contiene già tutto, sé stesso compreso. Totale? Circa 60.300 reais di imposte.

Ora togli il dazio, come farà l’accordo nel tempo per quasi tutti i beni europei. Il conto scende a circa 42.400 reais: risparmi quasi 17.900 reais, più del dazio stesso, perché IPI e ICMS si calcolavano sopra. Qualcosa rientra, perché nel regime non cumulativo PIS e COFINS diventano crediti per l’importatore. Chiedi al tuo cosa compensa e metti la cifra vera nelle tue unit economics, il margine su ogni unità venduta.

La riforma fiscale brasiliana: cosa cambia dal 2027

Il 2026 è un anno di prova: la nuova CBS federale (0,9%) e il nuovo IBS (0,1%) si calcolano ma si compensano con PIS e COFINS. Nel 2027 PIS e COFINS spariscono, arriva la CBS e l’IPI va a zero, tranne sui beni prodotti anche nella Zona Franca di Manaus. Dal 2029 l’IBS sostituisce ICMS e ISS un decimo all’anno, fino all’abolizione dei due nel 2033. L’importatore resta contribuente: chiedi preventivi con le regole dell’anno.

Accordo UE–Mercosur e dazi: cosa cambia per chi esporta, e quando

Prima, a che punto siamo. Firmato il 17 gennaio 2026, l’accordo ha una parte commerciale, l’accordo interinale, applicata in via provvisoria dal 1° maggio con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay; il Brasile l’ha promulgata con decreto il 28 aprile. L’entrata in vigore formale richiede il consenso del Parlamento europeo, che voterà solo dopo il parere della Corte di giustizia chiesto il 21 gennaio (334 voti contro 324). La Polonia ha impugnato la decisione del Consiglio, ma il 29 settembre il vicepresidente della Corte ha respinto la richiesta di sospensione. I tagli valgono già.

I dazi spariscono su oltre il 91% dei beni UE, quasi sempre entro dieci anni e per alcuni prodotti sensibili entro quindici, secondo la Commissione. Il manuale brasiliano sulla riduzione tariffaria aggiunge che l’anno zero dell’accordo va fino al 31 dicembre 2026 e che ogni taglio successivo scatta il 1° gennaio. Alcune auto aspettano molto di più: 18 anni per elettriche e ibride.

Prima dell’accordo il Mercosur applicava ai macchinari UE dal 14% al 20%, ai farmaci fino al 14%, al cioccolato il 20% e ai formaggi il 28%. Per i formaggi il taglio vale solo dentro un contingente: 3.000 tonnellate per tutti gli esportatori UE nel primo periodo, assegnate in ordine di arrivo.

Il vino mostra quanto contano i dettagli. Lo spumante con prezzo FOB (merce caricata a bordo, nolo escluso) da 8 dollari al litro in su entra senza dazio dal 1° maggio. Sotto quella soglia il vecchio dazio resta fino al 1° gennaio 2038, poi sparisce in un colpo. Per i vini fermi il dazio scende gradualmente. Produci Prosecco o Franciacorta? Controlla il tuo prezzo al litro. Nel 2025 il vino italiano importato dal Brasile costava in media 4,60 dollari al litro (dati MAPA, calcolo nostro): l’Italia ne ha spediti 10,8 milioni di litri, quarta dopo Cile (78,1 milioni), Argentina e Portogallo.

Ogni taglio ha una condizione: la merce deve essere originaria dell’UE, e transitare per l’Europa non basta. L’origine si dimostra con una dichiarazione sui documenti commerciali che riporta il tuo numero REX, il codice di esportatore registrato UE. La nostra guida all’accordo UE–Mercosur per le PMI italiane spiega le regole d’origine; il playbook UE–Mercosur (PDF ed Excel, 99 euro) aggiunge calendari tariffari, procedure e un calcolatore che prezza l’export prima e dopo i tagli.

Come esportare in Brasile: importatore, autorizzazioni ed etichette

In Brasile la dogana parla con l’importatore, non con te. Prima domanda, quindi: il tuo cliente può importare? Gli serve l’abilitazione della Receita Federal a operare nel Siscomex, il sistema del commercio estero: quella che tutti chiamano Radar. Nella modalità limitata si importano fino a 50.000 o 150.000 dollari ogni sei mesi, in base alla capacità finanziaria stimata. Oltre, serve quella illimitata.

Export Brasile: requisiti per prodotto

Poi c’è il prodotto. Fino a tre enti possono dover dare il via libera.

  • ANVISA, l’autorità sanitaria. Per importare cosmetici, farmaci, dispositivi medici o sanificanti finiti, l’importatore deve avere la sua autorizzazione di funzionamento, l’AFE.
  • MAPA, il ministero dell’Agricoltura, per vino e altre bevande. L’importatore deve essere registrato al MAPA per quel prodotto e ogni spedizione richiede un certificato d’ispezione: le analisi di laboratorio partono da 300 reais e il MAPA stima l’intera procedura tra 1 e 120 giorni.
  • INMETRO, per le merci soggette a valutazione di conformità obbligatoria, la cui importazione richiede il suo consenso preventivo e un certificato rilasciato da un organismo accreditato.

Gli alimentari possono ricadere sotto ANVISA o MAPA: verifica prima di fare il prezzo. Per le etichette, il codice del consumo vuole informazioni corrette, chiare, precise, ben visibili e in portoghese (Lei 8.078/1990, art. 31). E se la tua macchina non ha equivalenti prodotti in Brasile, l’importatore può chiedere al MDIC un ‘ex-tarifário’, un taglio temporaneo del dazio su beni strumentali e informatici.

Vendere in Brasile dall’Europa: importatore, agente o società tua

Quasi tutte le PMI partono da un importatore-distributore, che ha l’abilitazione, le autorizzazioni, il magazzino e i clienti, e a cui puoi fatturare in euro. In cambio cedi un po’ di controllo. Con i prodotti ANVISA buona parte delle pratiche passa dall’autorizzazione dell’importatore: metti per iscritto chi detiene le registrazioni se un giorno vi separate.

Un agente (representante comercial) trova clienti a provvigione mentre importa qualcun altro. Attenzione: per la Lei 4.886/1965, se chiudi senza giusta causa devi all’agente almeno un dodicesimo di tutte le provvigioni del rapporto. Sui contratti a tempo indeterminato attivi da oltre sei mesi si aggiungono 30 giorni di preavviso, o un terzo delle provvigioni degli ultimi tre mesi.

Una società tua arriva di solito dopo, quando tieni magazzino, assumi o vuoi fatturare in reais. La nostra guida all’export in America Latina confronta i canali, e le 6 domande per una strategia di ingresso nei mercati esteri ti aiutano a scegliere. Poi scrivi tutto in un piano di go-to-market: chi compra, con quale canale, a che prezzo.

Pagamenti e rischio di cambio

E poi c’è il real. Per la Banca centrale europea un euro valeva 6,07 reais il 20 agosto 2026 e 5,58 il 5 ottobre. Su una fattura da 600.000 reais, è la differenza tra circa 98.900 e 107.400 euro. Stavolta ti sarebbe andata bene. Fattura in euro se puoi, o copriti con la banca. Se concedi dilazioni, Credito Fornitore di SACE assicura le vendite all’estero dai rischi commerciali e politici e ti permette di cedere il credito a una banca.

Chi può aiutarti: SIMEST, SACE, ICE e le Camere di commercio

SIMEST, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, finanzia a tasso agevolato le imprese italiane che esportano in America centrale e meridionale, ci comprano o ci investono, e i loro fornitori abituali: investimenti commerciali, temporary store, consulenze, formazione. Una PMI ottiene il minore tra il 35% del fatturato medio degli ultimi due bilanci e 2,5 milioni, allo 0,371% in sei anni. Fino al 10% è a fondo perduto, il 20% per startup e PMI innovative o imprese con sede operativa al Sud, nel limite del de minimis. Dettagli nella guida ai finanziamenti SIMEST.

L’Agenzia ICE ha un ufficio a San Paolo, con un desk per la proprietà intellettuale, e un punto di corrispondenza a Rio de Janeiro. Le Camere di commercio italiane sono a San Paolo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Curitiba, Florianópolis e Porto Alegre: vale la pena chiamarle quando cerchi partner.

Hai una startup più che una PMI? Parti dalla nostra mappa da zero al primo round. Se vuoi qualcuno al tuo fianco sul piano per il Brasile, c’è il nostro servizio di espansione internazionale.

Checklist: i tuoi primi 90 giorni in Brasile

  1. Prima settimana: trova il codice doganale (la NCM), il dazio di oggi e il calendario di riduzione.
  2. Prepara un foglio con il costo finale a destino: dazio, IPI, PIS e COFINS, ICMS, nolo, spedizioniere, margine dell’importatore.
  3. Quale autorizzazione ti serve, ANVISA, MAPA, INMETRO o nessuna? E in quanto tempo?
  4. Seleziona tre importatori e chiedi a ognuno modalità Siscomex e registrazioni già in mano.
  5. Registrati al REX e prepara la dichiarazione di origine.
  6. Traduci etichette e documenti in portoghese, con il controllo dell’importatore.
  7. Decidi valuta e pagamenti; chiedi un preventivo a SACE se vendi con dilazione.
  8. Entro il giorno 90: un ordine pilota prezzato con le imposte vere, e la misura SIMEST verificata prima di spendere.
Serve una società in Brasile per esportare?

No. Puoi vendere a un importatore brasiliano abilitato al Siscomex e con le autorizzazioni richieste dal tuo prodotto. Una società tua ha senso dopo, quando tieni magazzino o fatturi in reais.

Quanto è il dazio in Brasile sui prodotti europei?

Dipende dal prodotto. Prima dell’accordo i macchinari UE pagavano dal 14% al 20% e le auto fino al 35%; ora queste aliquote scendono. Sopra si aggiungono IPI, PIS, COFINS e ICMS.

L’accordo UE–Mercosur vale già per il Brasile?

Sì, in via provvisoria dal 1° maggio 2026, e il prossimo taglio brasiliano è previsto il 1° gennaio 2027. Per l’entrata in vigore formale serve il consenso del Parlamento europeo.

Le etichette devono essere in portoghese?

Sì. Il codice del consumo brasiliano chiede le informazioni sul prodotto in portoghese, e le regole di ANVISA o MAPA possono aggiungere obblighi di settore.

Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale, fiscale o doganale. Dazi e imposte dipendono dal codice del prodotto e cambiano spesso: verifica i calendari ufficiali e chiedi a uno spedizioniere doganale o a un consulente fiscale prima di fare un prezzo.

Adaxit

Devi fare il prezzo del primo ordine per il Brasile? Il playbook UE–Mercosur ha i calendari tariffari, le regole d’origine e un calcolatore che prezza il tuo export prima e dopo i tagli dei dazi.

Fonti

  1. Commissione europea, EU–Mercosur trade agreement, aggiornata il 30 aprile 2026; Access2Markets, Application of the EU–Mercosur interim trade agreement on 1 May 2026, 30 aprile 2026; DG Commercio, How to export agricultural goods under provisional application, consultata l’8 ottobre 2026
  2. Corte di giustizia UE, comunicato stampa 135/26, causa C-460/26 R Polonia/Consiglio, 29 settembre 2026; Parlamento europeo, richiesta di parere sull’accordo UE–Mercosur, gennaio 2026
  3. Presidência da República, Decreto nº 12.953, 28 aprile 2026; Siscomex, Manual de desgravação tarifária, Acordo Mercosul–UE, aprile 2026
  4. Leggi brasiliane su planalto.gov.br, consultate l’8 ottobre 2026: Lei 10.865/2004, Código Tributário Nacional, Lei Complementar 87/1996, Lei 10.893/2004, Lei Complementar 214/2025, Lei 8.078/1990, Lei 4.886/1965; Receita Federal, Entenda a Reforma Tributária do Consumo, aggiornata il 3 luglio 2026
  5. Receita Federal, Habilitação: modalidade Limitada; MAPA, Certificado de Inspeção de Importação di bevande e vini, aggiornata il 25 agosto 2026; MAPA, Anuário do Vinho 2026; ANVISA, Registro de cosméticos; Siscomex, Inmetro; MDIC, Ex-tarifário, consultate l’8 ottobre 2026
  6. MAECI InfoMercatiEsteri, Brasile, dati Agenzia ICE San Paolo, aggiornata il 14 aprile 2026; MAECI, Tajani a San Paolo con oltre 100 imprese, 9 settembre 2026; Agenzia ICE, Brasile e IBGE, stima della popolazione 2025, consultate l’8 ottobre 2026
  7. SIMEST, Competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale, aggiornata il 23 settembre 2026; SACE, Gestione dei rischi e Assocamerestero, Le Camere, consultate l’8 ottobre 2026
  8. Banca centrale europea, tassi di cambio di riferimento dell’euro: real brasiliano, 8 ottobre 2026
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Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.

L’autore

Cassio Thiengo

Prepara startup e PMI a raccogliere capitali e ad aprire nuovi mercati tra Europa, Stati Uniti e America Latina, e lavora con investitori dall’Europa, dal Golfo e dall’Asia. Ha base a Milano.

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