Nel 2025 l’Italia ha venduto all’America Latina merci per 20,3 miliardi di euro e ne ha comprate per 13,8 miliardi. Eppure è soltanto il nono fornitore della regione, con l’1,6% di tutto ciò che l’America Latina importa. Un avvertimento sulla distanza o un segnale che c’è spazio? Probabilmente un po’ tutti e due.
Stai cercando una guida sull’export America Latina? In nove minuti trovi i fatti che servono: quali mercati contano per le aziende italiane, cosa cambiano gli accordi dell’UE con Mercosur, Messico e Cile, come scegliere il primo paese, chi vende per te sul posto e come farti pagare in una valuta che si muove. Parti da zero? Comincia dalla mappa per chi parte da zero e punta al primo round.
In breve
- Nel 2025 l’Italia ha esportato in America Latina per 20.287 milioni di euro e importato per 13.762 milioni, secondo l’Osservatorio Economico del Ministero degli Esteri (su dati ISTAT). Brasile e Messico hanno assorbito quasi il 60% dell’export italiano verso la regione nel primo semestre 2025.
- Le regole commerciali stanno cambiando. L’accordo commerciale interinale UE-Mercosur si applica in via provvisoria dal 1° maggio 2026, paese per paese. UE e Messico hanno firmato i loro accordi il 22 maggio 2026. L’accordo interinale UE-Cile è in vigore dal 1° febbraio 2025.
- Scegli un solo paese per cominciare. Lo spagnolo copre quattro dei cinque mercati principali, il Brasile richiede il portoghese e ogni paese chiede un partner, una registrazione e un metodo di pagamento diversi.
- Puoi testare un mercato con un distributore, un agente o un marketplace come Mercado Libre prima di aprire una società locale.
- Valuta di fatturazione, metodo di pagamento e copertura del rischio di credito si decidono prima della prima spedizione, non dopo.
Export America Latina: cosa dicono i numeri del 2025
I numeri vengono dall’Osservatorio Economico del Ministero degli Esteri, che lavora su dati ISTAT. Per il 2025 conta 34 miliardi di euro di interscambio tra Italia e America Latina: 20.287 milioni di export italiano contro 13.762 milioni di import. All’Italia resta un avanzo di circa 6,5 miliardi.
Ora guarda chi compra. Nel primo semestre 2025 l’Italia ha venduto 3.027 milioni di euro al Brasile e 3.006 al Messico, quasi il 60% di tutto ciò che ha spedito nella regione. Gli altri quattro scendono in fretta: Argentina 599 milioni, Cile 587, Colombia 454, Perù 312.
Non arriverai da solo. Il Ministero conta 3.273 imprese italiane nella regione, con oltre 300.000 addetti e un fatturato aggregato di 75,4 miliardi. Se vendi componenti, software o servizi, alcune di loro sono i tuoi primi clienti. Se vendi quello che vendono loro, sono i tuoi primi concorrenti.
Una quota dell’1,6% significa porta aperta? Non da sola. Può voler dire anche che dazi, tasse, distanza e tempi di pagamento tengono fuori molti prodotti. Usa quel numero per far partire conversazioni con compratori veri, non per sostituirle. E se la tua offerta non ha ancora dimostrato di funzionare in Italia, parti da lì: ecco come validare un’idea di startup prima di spendere all’estero.
Cosa cambiano gli accordi UE con Mercosur, Messico e Cile?
Parti dal Mercosur, il blocco formato da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. UE e Mercosur hanno firmato gli accordi il 17 gennaio 2026. Quattro giorni dopo il Parlamento europeo ha chiesto un parere alla Corte di giustizia e ha sospeso la propria procedura di approvazione. La Commissione è andata avanti lo stesso: sulla sua pagina si legge che l’accordo commerciale interinale si applica in via provvisoria dal 1° maggio 2026.
L’applicazione procede paese per paese, dal primo giorno del secondo mese successivo alla notifica reciproca. Argentina e Uruguay avevano concluso la ratifica entro il 26 febbraio e sono partiti per primi. I Senati di Brasile e Paraguay hanno approvato il 4 marzo 2026 e ciascuno entra quando finisce il proprio iter. I dazi scendono per gradi, in un periodo che arriva fino a 18 anni. Se la Corte rileva un contrasto con il diritto UE, gli accordi non potranno entrare in vigore così come sono scritti. La nostra guida sull’accordo UE-Mercosur per le PMI italiane spiega cosa significa per chi esporta.
UE e Messico hanno chiuso i negoziati su un accordo modernizzato il 17 gennaio 2025 e lo hanno firmato, insieme a un accordo commerciale interinale, il 22 maggio 2026. La pagina della Commissione non dice da quando la parte commerciale si applica, quindi verifica prima di quotare un dazio a un compratore. Il Cile è più avanti: il suo accordo commerciale interinale con l’UE è in vigore dal 1° febbraio 2025 e, secondo la Commissione, elimina la maggior parte dei dazi residui sulle merci. Nel 2025 gli scambi tra le due parti hanno raggiunto i 21 miliardi di euro.
Un accordo commerciale abbassa i dazi. Non registra il tuo prodotto, non trova il distributore e non paga la fattura.
Quale paese per primo? Cinque mercati a confronto
Scegliere il primo paese è la prima vera decisione del tuo piano di go-to-market, cioè di come raggiungi e conquisti i primi clienti. La nostra guida alla strategia di ingresso nei mercati esteri spiega il metodo generale; la tabella lo applica a cinque mercati. Se nella tua lista ci sono anche gli Stati Uniti, leggi come esportare negli Stati Uniti.
| Paese | Perché | Attenzione a |
|---|---|---|
| Brasile | Primo acquirente di prodotti italiani nella regione: 3.027 milioni di euro nel primo semestre 2025. Il Senato ha approvato l’accordo Mercosur il 4 marzo 2026. | Si parla portoghese, non spagnolo. Fisco e regole d’importazione sono pesanti: prevedi da subito un commercialista locale e uno spedizioniere doganale. |
| Messico | Quasi alla pari con il Brasile: 3.006 milioni nel primo semestre 2025. Accordi UE firmati il 22 maggio 2026. | Verifica se la parte commerciale si applica già. Aspettati una concorrenza forte, soprattutto dai fornitori statunitensi, a due passi. |
| Argentina | 599 milioni nel primo semestre 2025. Circa 990.000 cittadini italiani iscritti all’AIRE. L’accordo Mercosur si applica da maggio 2026. | Le regole su valuta e pagamenti sono cambiate spesso. Prima di spedire, conferma quelle in vigore con una banca. |
| Cile | 587 milioni nel primo semestre 2025. Accordo commerciale interinale UE in vigore dal 1° febbraio 2025. | Mercato più piccolo: un distributore debole ti costa una fetta grande del mercato. |
| Colombia | 454 milioni nel primo semestre 2025, quinto della lista. Si parla spagnolo. | Alimentari, cosmetici e medicinali richiedono una registrazione presso l’autorità nazionale (INVIMA). Avvia la pratica presto. |
Nessuna classifica sceglie al posto tuo. Meglio partire da un segnale e lavorare a ritroso.
- Parti da qualcosa di concreto: una richiesta in arrivo, un cliente italiano con uno stabilimento nel paese, un contatto avuto a una fiera.
- Controlla cosa serve al tuo prodotto per entrare. Quale dazio si applica oggi? Serve una registrazione presso l’autorità sanitaria o di prodotto locale? L’etichetta dev’essere in portoghese o in spagnolo?
- Capisci come verrai pagato, e in quale valuta.
- Decidi chi fa il lavoro sul posto: un distributore, un agente, un marketplace o una persona tua.
- Fai un piccolo test di sei mesi prima di aprire una società.
Come si vende: distributore, agente o marketplace?
Il distributore compra da te e rivende per conto proprio. Si tiene il magazzino, il rischio di credito sui clienti locali e buona parte della burocrazia, e in cambio vuole un margine e spesso l’esclusiva su un territorio. L’agente invece cerca solo clienti e guadagna una provvigione: spedire e fatturare resta affar tuo.
Occhio all’esclusiva. Chiedi a un avvocato locale se la legge del paese riconosce ad agenti o distributori un’indennità alla fine del contratto. In alcuni posti può succedere, e un’esclusiva scritta male diventa costosa da sciogliere. Tieni il primo contratto breve, con una data di verifica.
Un marketplace come Mercado Libre è uno dei modi più economici per capire se a qualcuno interessa il tuo prodotto. Pubblichi, aspetti, leggi le domande dei compratori. Restano da risolvere dazi, dogana e resi, da solo o con un partner.
I distributori che vendono già prodotti italiani si incontrano più facilmente tramite le Camere di commercio italiane all’estero, le fiere e l’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Chiedi due referenze ad altri fornitori italiani, poi chiama entrambi.
Le comunità italiane sono un’altra porta, ma con dei limiti. Solo in Argentina ci sono circa 990.000 cittadini italiani iscritti all’AIRE, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero (1° gennaio 2025, Fondazione Migrantes; 6.412.752 in tutto il mondo). Possono presentarti qualcuno e dirti quali nomi italiani godono di fiducia. Ma un cognome non è un cliente.
Serve una società locale?
Non all’inizio. Con un distributore, un agente o un marketplace puoi vendere senza una società tua. Una società locale comincia ad avere senso quando assumi persone sul posto, tieni scorte, firmi un affitto o fatturi ai clienti in valuta locale.
A quel punto la scelta abituale è una società a responsabilità limitata: una Ltda. in Brasile, una S. de R.L. de C.V. in Messico, una S.A.S. in Colombia, una SpA in Cile, una S.R.L. o una S.A.S. in Argentina. Servono un numero di identificazione fiscale locale (CNPJ in Brasile, RFC in Messico) e un conto bancario locale, quindi affidati a uno studio legale e a un commercialista del posto invece di fare tutto da Milano. Se i passaggi ti suonano familiari, è perché sono lo specchio di ciò che affrontano gli stranieri che vogliono aprire una società in Italia.
Come ti fai pagare? Pagamenti e rischio di cambio
Sui pagamenti i piani di export si ingarbugliano spesso. Le abitudini cambiano da paese a paese: in Brasile i compratori sono abituati al Pix, il sistema di pagamenti istantanei della banca centrale, e ai pagamenti a rate, mentre in Messico molti acquirenti pagano in contanti nei minimarket. Il partner locale sa cosa usano davvero i clienti. Chiediglielo prima di costruire il checkout.
Poi c’è il cambio. Poniamo che tu fatturi a un distributore messicano 1.000.000 di pesos quando il cambio è 20 pesos per euro. Sono 50.000 euro. Se prima dell’incasso il peso perde il 10% del suo valore, gli stessi pesos valgono 45.000 euro. Le cifre sono inventate per l’esempio, ma il tuo margine potrebbe essere ben più sottile del 10%.
Hai quattro strade. Fatturare in euro o in dollari e lasciare il rischio di cambio al compratore, anche se così il tuo prezzo può sembrare alto. Chiedere il pagamento anticipato sul primo ordine. Usare una lettera di credito confermata da una banca italiana. Oppure assicurare il rischio di credito con SACE, la società italiana che assicura i crediti all’export. Scegli la copertura più economica che ti lasci dormire tranquillo e inseriscine il costo nel prezzo.
Chi può aiutarti? ICE, SIMEST e il nostro ruolo
L’ICE promuove le imprese italiane all’estero con missioni, fiere e informazioni sui mercati. SIMEST, la società del gruppo CDP per l’internazionalizzazione, offre finanziamenti agevolati per progetti di export. I programmi si aprono e si chiudono: nella nostra guida ai finanziamenti SIMEST trovi cosa è disponibile oggi.
Il nostro ruolo è più stretto. Non facciamo da intermediari né presentiamo compratori, e nulla in questa pagina promette che un mercato funzioni. Se vuoi un secondo paio d’occhi sul piano, cioè quale paese, in che ordine, con quali numeri, è per questo che esiste il nostro servizio di espansione internazionale.
La tua checklist prima della prima spedizione
- Scegli un solo paese e scrivi perché: un segnale da un cliente, un accordo commerciale che si applica oggi, un partner che hai già incontrato.
- Chiedi a uno spedizioniere doganale locale quale dazio si applica e quali registrazioni servono al tuo prodotto.
- Chiama due aziende italiane che vendono già lì.
- Fai leggere il contratto di distribuzione o di agenzia a un avvocato locale. Durata breve, esclusiva limitata, una data di verifica.
- Decidi valuta di fatturazione e metodo di pagamento, e metti nel prezzo il costo della copertura.
- Controlla SIMEST e ICE per il sostegno prima di spendere, non dopo.
- Fissa un test di sei mesi con una regola di stop. Quale risultato ti fa continuare, e quale ti fa fermare?
L’America Latina è un buon mercato per le aziende italiane?
Può esserlo, se scegli un solo paese e il tuo prodotto è adatto. Nel 2025 l’Italia ha esportato nella regione 20,3 miliardi di euro, soprattutto verso Brasile e Messico, ma copre appena l’1,6% di ciò che la regione importa. Verifica la domanda con compratori veri prima di impegnarti.
L’accordo UE-Mercosur si applica già?
In parte. La Commissione dice che l’accordo commerciale interinale si applica in via provvisoria dal 1° maggio 2026, paese per paese, con Argentina e Uruguay per primi. La richiesta di parere del Parlamento alla Corte di giustizia potrebbe ancora cambiare gli accordi definitivi.
Serve una società locale per vendere in America Latina?
Non per cominciare. Un distributore, un agente o un marketplace possono occuparsi della parte locale. Una società locale serve quando assumi sul posto, tieni scorte o fatturi in valuta locale.
Quale paese dovrebbe scegliere per primo un’azienda italiana?
Parti da dove hai già un segnale da un cliente. Brasile e Messico sono i maggiori acquirenti, il Cile ha un accordo UE in vigore da febbraio 2025 e lo spagnolo copre quattro dei cinque mercati principali.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale, fiscale o doganale. Accordi commerciali e regole locali cambiano: verifica le fonti ufficiali e chiedi a un professionista del posto prima di spedire o firmare.
Adaxit
Stai valutando un primo mercato in America Latina? Pianifichiamo l’ingresso passo dopo passo, prima che tu cominci a spendere.
Fonti
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Italia, Europa e America Latina: Forum economico (infografica, Osservatorio Economico MAECI su dati ISTAT), forum del 27 aprile 2026
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Italia – America Latina e Caraibi: opportunità di crescita per un partenariato strategico, ottobre 2025
- Commissione europea, EU trade relations with Mercosur, consultato il 5 ottobre 2026
- Commissione europea, EU trade relations with Mexico, consultato il 5 ottobre 2026
- Commissione europea, EU trade relations with Chile, consultato il 5 ottobre 2026
- White & Case, EU to provisionally apply EU-Mercosur Interim Trade Agreement pending CJEU opinion, 10 marzo 2026
- Fondazione Migrantes, Rapporto Italiani nel Mondo 2025 (sintesi), novembre 2025
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