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Product market fit: cos’è e come si misura, con un esempio

Cos'è il product market fit, come si misura con il sondaggio di Sean Ellis e la curva di retention, un esempio con 120 risposte, i segnali che non ci sei ancora e cosa chiedono gli investitori al seed.

Product market fit: cos'è e come si misura, con un esempio

Il product market fit è il momento in cui un prodotto risponde a un bisogno vero, in un mercato abbastanza grande, e il mercato te lo dimostra: i clienti restano, pagano e ne portano altri. Prima ogni vendita la spingi tu, in salita. Dopo, nella descrizione che ne dava Marc Andreessen nel 2007, la domanda corre più veloce della tua capacità di consegnare.

Si misura, a grandi linee, in due modi: un sondaggio di una sola domanda e una curva di retention. Li proviamo su un esempio, poi vediamo i segnali d’allarme e cosa chiedono gli investitori al seed. Sei ancora all’idea? La nostra mappa da zero al primo round ti mostra quando arriva il fit.

In breve

  • La definizione di Marc Andreessen (2007): un buon mercato, e un prodotto capace di soddisfarlo.
  • Il test di Sean Ellis: chiedi agli utenti attivi come si sentirebbero se non potessero più usare il prodotto. Se almeno il 40% risponde “molto deluso”, probabilmente ci sei.
  • Superhuman partiva dal 22%, si è concentrata sugli utenti che la amavano ed è arrivata al 58% in tre trimestri.
  • Senza fit la retention delle coorti continua a scendere. Con il fit la curva si appiattisce, e più è alta quando si stabilizza, più è sano il prodotto (Sequoia).

Cos’è il product market fit

L’espressione viene da “The only thing that matters”, un saggio che Marc Andreessen ha pubblicato il 25 giugno 2007. La definizione sta in una riga: “Product/market fit means being in a good market with a product that can satisfy that market”. Cioè essere in un buon mercato, con un prodotto che lo soddisfa.

Andreessen raccontava anche come ci si sente. Senza fit i clienti non trovano davvero valore, il passaparola non parte, il ciclo di vendita si allunga e tanti contratti non si chiudono mai. Con il fit il problema si rovescia: la capacità non basta mai e i soldi dei clienti si accumulano in banca. Da che parte stai, secondo lui, lo senti sempre.

Il fit appartiene a un mercato, non al prodotto da solo. Un gestionale che piace agli studi commercialisti padovani da venti persone può lasciare indifferente chi lavora da solo. E il fit trovato in Italia non passa da solo in Germania.

Come si misura il product market fit

  1. Il sondaggio del 40%. Sean Ellis, che aveva confrontato quasi cento startup, chiedeva agli utenti come si sarebbero sentiti se non avessero più potuto usare il prodotto, e fissava l’asticella al 40% di “molto deluso”. Chiedilo solo a chi lo usa davvero: Superhuman mandava la domanda a chi aveva usato il prodotto almeno due volte nelle due settimane precedenti, e i risultati diventavano indicativi intorno alle 40 risposte.
  2. Una curva di retention che si appiattisce. Per ogni coorte mensile segna la quota di utenti ancora attivi al mese 1, 2, 3 e così via. Il team di data science di Sequoia è netto: quando un prodotto non ha raggiunto il fit, la curva di retention continua a scendere. Come riferimento, Lenny Rachitsky e Casey Winters indicano una buona retention a sei mesi intorno al 60% per il SaaS rivolto a PMI e mid-market e intorno al 40% per il SaaS consumer.
  3. Crescita che non paghi. Una quota crescente di nuovi utenti arriva dal passaparola e dalle segnalazioni. Spegni gli annunci per una settimana e guarda cosa resta.
  4. Cicli di vendita più corti. Nel B2B i contratti si chiudono prima, con meno sconti e meno progetti pilota che non portano a niente.

Un esempio: il sondaggio a 120 utenti

Immagina una startup di Padova che vende un gestionale agli studi commercialisti. Hai 300 utenti attivi. Mandi la domanda di Ellis ai 180 che sono entrati almeno due volte nelle ultime due settimane, e ti rispondono in 120.

SegmentoRisposte“Molto deluso”Quota
Studi con 5 o più persone502652%
Studi da 2 a 4 persone401230%
Professionisti da soli30413%
Tutti gli utenti1204235%
Esempio inventato, a scopo didattico.

In totale sei al 35%, sotto la soglia. La prima riga però racconta un’altra storia: gli studi con cinque o più persone sono al 52%. Il fit c’è, in un segmento.

Superhuman si è trovata in una situazione simile con il suo 22%. Ha guardato da vicino gli utenti che sarebbero stati molto delusi, ha chiesto cosa apprezzassero di più e ha diviso la roadmap in due: metà per rafforzare ciò che quegli utenti amavano, metà per sistemare ciò che frenava gli “abbastanza delusi” che cercavano la stessa cosa, cioè la velocità. In tre trimestri il punteggio è arrivato al 58%.

Per la tua startup di Padova il trimestre successivo potrebbe voler dire togliere i professionisti singoli dagli annunci, riscrivere la homepage per gli studi più grandi e rifare il sondaggio dopo 90 giorni. E guarda le coorti di quegli studi da sole: se la loro curva si appiattisce mentre le altre continuano a scendere, sai dove scavare.

I segnali che non hai ancora il product market fit

  • Il punteggio di Ellis resta sotto il 40% dopo più round, in ogni segmento che provi.
  • Ogni coorte mensile continua a ridursi e nessuna si stabilizza.
  • La crescita si ferma quando si ferma il budget pubblicitario.
  • Le vendite durano mesi, i progetti pilota non diventano contratti e ognuno chiede uno sconto.
  • Gli utenti lodano il prodotto nelle interviste, poi non rientrano più.

Se dopo mesi di lavoro onesto quasi tutti questi segnali restano, aggiungere funzioni raramente basta. Di solito è lì che si comincia a valutare un pivot. L’articolo su perché le startup falliscono racconta i segnali d’allarme più nel dettaglio.

Cosa chiedono gli investitori al seed

Un investitore seed non pretende per forza un fit già dimostrato. Vuole però vedere che lo misuri con onestà. Preparati a domande come queste:

  • Che quota di utenti sarebbe molto delusa senza di voi, e in quale segmento?
  • Posso vedere la retention per coorte mensile? Dove si appiattisce la curva?
  • Quanti nuovi clienti sono arrivati nell’ultimo trimestre senza acquisizione a pagamento?
  • Quanto dura una vendita oggi, rispetto a sei mesi fa?

Porta la tabella delle coorti e le risposte grezze del sondaggio. Una slide con scritto “forte product market fit” non convince nessuno. Le metriche che contano al seed e la guida al churn rate ti mostrano come presentarli. E prima di raccogliere, il test di prontezza ti fa 12 domande e ti manda via email un punteggio e un piano d’azione.

Termini collegati

Cos’è il product market fit in parole semplici?

È quando un prodotto risponde a un bisogno vero in un mercato abbastanza grande da sostenere un’azienda, e i clienti lo dimostrano restando, pagando e consigliandolo.

Cos’è la regola del 40%?

Viene da Sean Ellis. Chiedi a chi usa davvero il prodotto come si sentirebbe se non potesse più usarlo: se almeno il 40% risponde “molto deluso”, probabilmente sei vicino al fit.

Quanto tempo serve per raggiungere il product market fit?

Non c’è una tempistica standard. Quello che controlli è il ciclo: misuri, ti concentri sul segmento che ama il prodotto, migliori, misuri di nuovo. Superhuman ci ha lavorato tre trimestri per arrivare al 58%.

Si può perdere il product market fit?

Sì. Un nuovo concorrente, un cambio di prezzo o una nuova tecnologia possono trasformare un prodotto indispensabile in uno di cui si fa a meno. Continua a fare il sondaggio e a guardare le coorti anche dopo averlo trovato.

Adaxit

Pensi di aver trovato il fit e vuoi raccogliere? Fai il test di prontezza: 12 domande, un punteggio e un piano d’azione via email.

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Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.

L’autore

Cassio Thiengo

Prepara startup e PMI a raccogliere capitali e ad aprire nuovi mercati tra Europa, Stati Uniti e America Latina, e lavora con investitori dall’Europa, dal Golfo e dall’Asia. Ha base a Milano.

Adaxit Brief

Ogni due settimane, il mercato del capitale in cinque minuti di lettura.