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Aprire in Spagna: SL, IVA, legge sulle startup e primi passi

Perché la Spagna è il quarto mercato dell'export italiano, le quattro strade per entrare, come aprire una Sociedad Limitada, l'IVA, cosa offre la legge spagnola sulle startup, chi ti aiuta e una checklist per i primi 90 giorni.

Aprire in Spagna: SL, IVA, legge sulle startup e primi passi

Nel 2025 la Spagna ha comprato il 5,9% di tutto ciò che l’Italia ha esportato: è il quarto mercato, dopo Germania, Stati Uniti e Francia. L’Annuario Istat-ICE conta 26.291 operatori italiani che vi vendono. Sono circa 38 miliardi di euro di merci, secondo un nostro calcolo, e il primo trimestre 2026 ne ha aggiunti 9,3, l’1,8% in meno di un anno prima.

Intanto la Spagna cambia le regole: il 6 ottobre 2026 è partito il conto alla rovescia per la fattura elettronica obbligatoria tra imprese. Vuoi esportare in Spagna o aprire in Spagna una società tua? Qui trovi le strade per entrare, la Sociedad Limitada, l’IVA, la legge sulle startup, gli aiuti e una checklist di 90 giorni. Sei agli inizi? Parti dalla mappa da zero al primo round.

In breve

  • La Spagna è il quarto mercato dell’export italiano: il 5,9% nel 2025, secondo Istat e ICE.
  • Quattro strade: un distributore, un agente, una filiale (sucursal) o una Sociedad Limitada (SL), che da ottobre 2022 si apre con 1 euro di capitale.
  • A fine contratto l’agente può chiedere fino a un anno di compensi, sulla media degli ultimi cinque (Ley 12/1992); la regola vale anche per alcuni distributori.
  • Niente IVA italiana sulle vendite B2B a imprese spagnole con partita IVA UE valida. Oltre 10.000 euro di vendite a distanza nell’UE, i consumatori pagano l’IVA spagnola, versata con l’OSS.
  • La Ley 28/2022 porta l’imposta sulle società dal 25% al 15% per quattro anni, per le startup certificate con il 60% del personale assunto in Spagna.

Perché la Spagna conta per le imprese italiane

Perché compra già molto dall’Italia, e da tanti settori. Nel primo trimestre 2026, secondo le elaborazioni ICE su dati Istat, in testa ci sono i macchinari con 1,13 miliardi di euro, poi farmaceutica (798 milioni), autoveicoli (742), chimica (741) ed elettronica (730).

Vuol dire anche concorrenza: un buyer spagnolo ha probabilmente già incontrato fornitori italiani, quindi scrivi perché dovrebbe scegliere te. È il cuore del tuo piano go to market, la pagina su a chi vendi, come e a che prezzo. La guida alla strategia go to market ti aiuta a scriverlo; le sei domande della strategia di ingresso nei mercati esteri ti dicono se partire dalla Spagna.

Aprire in Spagna: distributore, agente, filiale o SL?

Quattro strade, dalla più leggera alla più impegnativa, come nelle guide per entrare nel mercato tedesco ed esportare nel Regno Unito. Scegli in base al controllo che vuoi su prezzi e clienti e ai costi fissi che puoi reggere.

StradaChe cos’èPunti legali e fiscaliAdatta a
DistributoreCompra da te e rivende a nome proprio, con magazzino e clienti suoiNessuna legge specifica, ma il Tribunale Supremo gli ha applicato per analogia l’indennità di clientela dell’agente, sul margine nettoUna partenza veloce con pochi costi fissi
Agente di commercioIntermediario indipendente che promuove affari per tuo conto, o li conclude a tuo nome, dietro compenso (Ley 12/1992, art. 1)Preavviso di un mese per anno di contratto, fino a sei; indennità di clientela fino a un anno di compensi mediVendite B2B fatturate dall’Italia
Filiale (sucursal)Una parte della tua società italiana, senza personalità giuridica propriaIscrizione al Registro Mercantil; imposta sui non residenti con le regole dell’imposta sulle società; risponde la casa madreUna presenza locale senza una nuova società
Sociedad Limitada (SL)Una società spagnola a responsabilità limitata, tuaCapitale minimo di 1 euro; atto notarile e Registro Mercantil; imposta sulle società al 25%, o al 15% nei primi due esercizi in utileAssumere, tenere magazzino, fatturare in Spagna
Confronto semplificato. Fonti: Ley 12/1992 e Ley de Sociedades de Capital (BOE), ICEX-Invest in Spain, Punto de Acceso General, Cuatrecasas sulle sentenze del Tribunale Supremo del 2017 e del 2023.

Agenti e distributori: l’indennità di clientela

La Ley 12/1992, la legge spagnola sull’agenzia, tutela l’agente che ti ha portato clienti nuovi o ha aumentato le vendite a quelli esistenti. Se continui a guadagnarci, l’articolo 28 gli riconosce a fine contratto un’indennità di clientela: al massimo la media annua dei compensi degli ultimi cinque anni (o dell’intero rapporto, se più breve), da chiedere entro un anno.

Supponi che il tuo agente a Valencia abbia guadagnato in cinque anni 30.000, 36.000, 42.000, 45.000 e 47.000 euro di provvigioni. Il tetto è la media: 40.000 euro. È un massimo, non un conto automatico, e se chiudi il contratto per un suo inadempimento non gli spetta nulla (art. 30).

Il distributore non è un agente, ma la giurisprudenza spagnola gli ha esteso l’indennità per analogia in alcuni casi: con la sentenza 944/2023 il Tribunale Supremo ha confermato il calcolo sull’utile netto medio del distributore, come nel 2017, riferisce lo studio Cuatrecasas. Fai leggere il contratto a un avvocato spagnolo. Vuoi valutare le strade con qualcuno? Il nostro servizio di espansione internazionale pianifica l’ingresso con te.

Come aprire una società in Spagna (SL), passo per passo

La cugina spagnola della SRL è la Sociedad de Responsabilidad Limitada. Dal 19 ottobre 2022, con la legge Crea y Crece (Ley 18/2022), la SL spagnola si apre con 1 euro di capitale. Il però? Sotto i 3.000 euro almeno il 20% dell’utile annuo va a riserva legale finché riserva e capitale non arrivano a 3.000, e in una liquidazione senza patrimonio sufficiente i soci coprono in solido la differenza. La pagina inglese di ICEX indica ancora i vecchi 3.000 euro: guarda sempre le date.

Ai soci stranieri serve prima un numero spagnolo. Per le persone è il NIE, il numero di identità dello straniero, che vale anche come codice fiscale: si chiede al consolato spagnolo del Paese in cui vivi o, in Spagna, a un ufficio stranieri o a un commissariato. Una società italiana socia chiede il NIF con il modello 036. È il percorso inverso di chi viene ad aprire una società in Italia da straniero: numeri, notaio, registro.

  1. Ottieni NIE o NIF per ogni socio straniero.
  2. Chiedi al Registro Mercantil Central il certificato di denominazione libera.
  3. Chiedi un NIF provvisorio per la società e apri il suo conto in banca.
  4. Versa il capitale e firma l’atto costitutivo davanti a un notaio spagnolo.
  5. Deposita l’atto al Registro Mercantil provinciale entro due mesi: la SL esiste dall’iscrizione.
  6. Entro un mese chiedi il NIF definitivo e presenta il modello D-1A, la dichiarazione di investimento estero (può farlo il notaio).
  7. Iscriviti alla Seguridad Social prima di assumere.

Quasi tutto si può fare anche online con CIRCE, il sistema pubblico per creare imprese: un modulo elettronico, il DUE, ne sostituisce oltre 25, e il portale PAE del Ministero dell’Industria indica da uno a dieci giorni, a seconda che tu usi o no lo statuto standard. Si accede con Cl@ve o un certificato elettronico.

Quando opera, la SL paga l’imposta sulle società al 25%, o al 15% nel primo esercizio in utile e nel successivo; nel 2026 le microimprese sotto 1 milione di fatturato pagano il 19% sui primi 50.000 euro di utile e il 21% sul resto. La fattura elettronica B2B sarà obbligatoria dal 6 ottobre 2027 sopra gli 8 milioni di fatturato, dal 6 ottobre 2028 per gli altri. Il software conforme a VERI*FACTU serve dal 1° gennaio 2027, ma il 5 ottobre 2026 il Ministero delle Finanze spagnolo ha annunciato di voler rinviare l’obbligo a ottobre 2028.

IVA in Spagna: cosa fatturi ai clienti spagnoli

Il modo più semplice per cominciare è fatturare dall’Italia. Sui beni venduti a un’impresa spagnola con partita IVA UE valida non applichi IVA, e per i servizi B2B vale lo stesso: il cliente applica l’inversione contabile e versa lui l’IVA spagnola. La particolarità? In Spagna la partita IVA comunitaria arriva solo con l’iscrizione al ROI, il registro degli operatori intracomunitari. Verifica il numero sulla banca dati VIES e conserva l’esito.

Con i consumatori, online, le regole cambiano. Oltre la soglia UE di 10.000 euro di vendite a distanza si applica l’IVA spagnola: 21%, 10% o 4%, secondo il prodotto. Non serve aprire una posizione IVA in Spagna: con lo sportello unico OSS dichiari e versi dall’Italia, ogni trimestre.

La legge spagnola sulle startup (Ley 28/2022): cosa offre

In vigore dal 23 dicembre 2022, la legge sulle imprese emergenti premia le startup certificate. Per rientrarci un’impresa deve avere meno di cinque anni (sette in biotecnologie, energia, industria e altri settori strategici), non nascere da fusioni o scissioni, non essere quotata e non aver mai distribuito dividendi. Servono la sede o una stabile organizzazione in Spagna, il 60% del personale con contratto spagnolo e un modello innovativo e scalabile. Decide ENISA, la società pubblica per l’innovazione, entro tre mesi; il silenzio vale come assenso.

In cambio: imposta sulle società al 15% invece del 25% nel primo esercizio in utile e nei tre successivi, imposte dei primi due esercizi in utile rinviabili di 12 e 6 mesi senza garanzie né interessi, nessun acconto. Agli investitori stranieri non residenti basta il NIF, rilasciato entro dieci giorni lavorativi, senza NIE. Con lo statuto standard, CIRCE e un capitale sotto i 3.100 euro, notaio e registro costano 60 e 40 euro. Lo status si perde oltre 10 milioni di fatturato, dopo i cinque o sette anni, o se la compra un’impresa che startup non è.

Una startup italiana può usarla? La sua SL spagnola può fare domanda, ma l’articolo 3 è chiaro: se l’impresa fa parte di un gruppo, come una tua controllata, i requisiti valgono per il gruppo o per ciascuna società. Con un team quasi tutto in Italia la regola del 60% pesa. Senti un avvocato spagnolo prima di mettere il 15% nel piano.

Fiere e aiuti all’export: ICE Madrid, camere di commercio e SIMEST

Quattro date da segnare:

  • Smart City Expo World Congress, Barcellona, dal 3 al 5 novembre 2026.
  • MWC Barcelona, alla Fira Gran Via, dall’1 al 4 marzo 2027.
  • Per automazione, robotica e intelligenza artificiale industriale, Advanced Factories, Barcellona, dal 31 marzo al 2 aprile 2027.
  • Chi produce cibo e bevande può già segnare Alimentaria, di nuovo a Barcellona dal 20 al 23 marzo 2028.

L’ufficio ICE di Madrid segue anche il Portogallo, con desk per beni di consumo, agroalimentare, tecnologia industriale e investimenti esteri, innovazione e startup. La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna, nata nel 1914 e riconosciuta dal governo italiano, lavora da Madrid, Valencia, Siviglia e Vigo: ricerca partner, liste di importatori e distributori, incontri B2B, costituzione di società, recupero crediti. Quella di Barcellona ha delegazioni a Girona, nelle Baleari e ad Andorra.

Per i soldi c’è il finanziamento SIMEST per l’inserimento sui mercati esteri: copre un ufficio, uno showroom o un negozio in un Paese estero, UE compresa, per beni prodotti in Italia o venduti con marchio italiano. Una PMI può chiedere da 10.000 euro fino al minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e 2,5 milioni, in sei anni di cui due di preammortamento, allo 0,371%.

Fino al 10% (massimo 100.000 euro) può essere a fondo perduto se rispetti uno dei requisiti della circolare, come un export pari almeno al 20% del fatturato o lo status di startup innovativa. La guida ai finanziamenti SIMEST spiega le altre linee; il nostro manuale su SIMEST e Smart&Start (PDF ed Excel, 89 euro) raccoglie documenti, passaggi e gli errori che fanno saltare le domande.

Checklist: i primi 90 giorni in Spagna

  1. Prima settimana: elenca venti buyer spagnoli da contattare e chi li rifornisce oggi.
  2. Scegli la strada e scrivi un paragrafo sul perché.
  3. Traduci in spagnolo listino, schede tecniche e contratto, e chiedi a due buyer quali certificati vogliono.
  4. Fai controllare a un avvocato spagnolo il contratto di agenzia o di distribuzione: indennità, preavviso, zona, esclusiva.
  5. Imposta l’IVA: verifica VIES salvata per ogni cliente B2B, OSS per le vendite online ai consumatori.
  6. Prenota una fiera e chiedi all’ICE di Madrid o alla camera italiana una ricerca partner.
  7. Entro il giorno 90 valuta SIMEST prima di spendere e decidi se nel primo anno serve una SL: se sì, parti dai NIE.
Si può aprire una società in Spagna con 1 euro?

Sì, da ottobre 2022. Finché capitale e riserva legale non arrivano a 3.000 euro, almeno il 20% dell’utile va a riserva e, in una liquidazione, i soci coprono in solido la differenza.

Serve il NIE per aprire una SL in Spagna?

Ai soci stranieri persone fisiche sì: lo rilascia un consolato spagnolo o un ufficio in Spagna e vale anche come codice fiscale. Agli investitori non residenti nelle startup certificate basta il NIF.

Devo applicare l’IVA italiana ai clienti spagnoli?

Non alle imprese con partita IVA UE valida (in Spagna serve l’iscrizione al ROI). I consumatori pagano l’IVA spagnola oltre i 10.000 euro di vendite a distanza nell’UE, versata con l’OSS.

Una startup italiana può usare la legge spagnola sulle startup?

La sua società spagnola può chiedere la certificazione a ENISA, ma serve il 60% del personale con contratto spagnolo e, in un gruppo, i requisiti valgono per il gruppo o per ogni società.

Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Le regole spagnole ed europee cambiano e alcune date qui sopra potrebbero slittare: verifica le fonti ufficiali o chiedi a un avvocato o a un commercialista nei due Paesi prima di firmare o fatturare.

Adaxit

Devi scegliere tra un distributore spagnolo, un agente e una SL tua? Raccontaci a che punto sei e pianifichiamo insieme l’ingresso.

Fonti

  1. Istat, Annuario statistico Istat-ICE 2026, nota stampa, 16 luglio 2026; Agenzia ICE, interscambio Italia-Spagna per settori, gennaio-marzo 2026, consultata il 9 ottobre 2026
  2. Testi consolidati del BOE, consultati il 9 ottobre 2026: Ley de Sociedades de Capital, art. 4, modificato dalla Ley 18/2022; Ley 28/2022 sulle imprese emergenti; Ley 12/1992 sul contratto di agenzia
  3. Governo spagnolo, consultati il 9 ottobre 2026: PAE, il sistema CIRCE (Ministerio de Industria y Turismo); Ministerio del Interior, NIE; Punto de Acceso General, Impuesto sobre Sociedades, aggiornata il 19 marzo 2026; ICEX-Invest in Spain, Setting up a business e FAQ
  4. Agencia Tributaria, consultate il 9 ottobre 2026: ROI e operazioni intracomunitarie; calendario della fattura elettronica, aggiornato il 7 ottobre 2026; scadenze VERI*FACTU; Ministerio de Hacienda, comunicazione del 5 ottobre 2026
  5. Your Europe, IVA transfrontaliera e aliquote IVA, verificate il 13 luglio 2026; Commissione europea, OSS: dichiarazione e versamento
  6. Cuatrecasas, Contrato de distribución: el margen neto como criterio de cálculo, 24 luglio 2023
  7. Agenzia ICE, ufficio di Madrid e indirizzi utili in Spagna; Assocamerestero, catalogo servizi CCIS; Cámara de Comercio Italiana en Barcelona; SIMEST, Inserimento mercati esteri, aggiornata il 23 settembre 2026, e Circolare 3/394/2023, aggiornamento del 15 settembre 2026
  8. Organizzatori delle fiere, consultati il 9 ottobre 2026: Smart City Expo World Congress, MWC Barcelona, Advanced Factories, Alimentaria
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Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.

L’autore

Cassio Thiengo

Prepara startup e PMI a raccogliere capitali e ad aprire nuovi mercati tra Europa, Stati Uniti e America Latina, e lavora con investitori dall’Europa, dal Golfo e dall’Asia. Ha base a Milano.

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