Marchi+ ha aperto a mezzogiorno del 4 dicembre 2025 e ha finito i soldi in giornata. Sul portale di Unioncamere le domande sono state 1.161, per oltre 2,8 milioni di euro richiesti contro una dotazione di 2 milioni. Per il 2026 altri 2 milioni sono già stanziati, ma il 9 ottobre l’elenco dei decreti del ministero non mostrava ancora il bando. E lo SME Fund europeo ha esaurito i voucher per i marchi.
Meglio mettere in conto le spese, allora, e conoscerle all’euro. Qui vediamo come registrare un marchio in Italia, nell’Unione europea e all’estero: le tasse ufficiali pubblicate oggi, i tempi, la ricerca di anteriorità, le classi e i passaggi in ordine. Se stai costruendo la tua prima società, parti dalla mappa da zero al primo round.
In breve
- Un marchio italiano costa 101 euro per una classe e 34 per ogni classe in più, più 48 euro di bollo se depositi online. Dura dieci anni dal deposito ed è rinnovabile.
- Il marchio dell’Unione europea costa all’EUIPO 850 euro per una classe, 50 per la seconda e 150 per ciascuna delle successive, e vale in tutta l’UE per dieci anni.
- Il sistema di Madrid estende un marchio di base a uno qualsiasi dei 133 Paesi coperti: tassa di base di 653 franchi svizzeri (903 a colori) più una tassa per Paese.
- In Italia e all’EUIPO i titolari di marchi anteriori hanno tre mesi dalla pubblicazione per opporsi: cerca prima su TMview e nella banca dati UIBM.
- Marchi+ 2025 rimborsava fino all’80% di un deposito europeo e al 90% di uno internazionale, ma le risorse sono finite il giorno dell’apertura. Il bando 2026 non è ancora uscito.
Prima di registrare un marchio: il nome è libero? È forte?
Prima si cerca. TMview, il motore di ricerca gratuito dell’EUIPO, raccoglie domande e registrazioni di tutti gli uffici nazionali dell’UE, compreso quello italiano, oltre all’EUIPO e a molti uffici extra UE. L’UIBM, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, ha anche una sua banca dati. Cerca il nome esatto, poi le grafie che suonano simili, nelle classi che userai. Lo scrive la stessa EUIPO: le contestazioni più frequenti alle nuove domande arrivano da altri marchi registrati.
Poi chiediti se il nome si può registrare. L’art. 13 del Codice della proprietà industriale esclude i segni privi di carattere distintivo, comprese le denominazioni generiche e le indicazioni descrittive: specie, qualità, quantità, destinazione, valore, provenienza geografica. L’EUIPO fa lo stesso controllo su ogni domanda e verifica che il marchio sia distintivo e non descrittivo per i prodotti o servizi indicati.
Immagina di vendere pasta fresca online da Bologna e di voler chiamare il negozio Pasta Fresca Online. Tre parole, tutte descrittive. Aspettati un rilievo dell’ufficio o, se va bene, un marchio troppo debole per fermare un concorrente con parole simili. L’art. 13 salva il segno descrittivo solo se, prima del deposito, l’uso lo ha reso distintivo, e una startup appena nata raramente può dimostrarlo. Un nome inventato è più faticoso da spiegare il primo mese, e molto più facile da difendere il quinto anno.
Marchio italiano, europeo o internazionale: quale strada?
Le porte sono tre, e si possono sommare. Il marchio nazionale, depositato all’UIBM, ti protegge in Italia. Il marchio dell’Unione europea, depositato all’EUIPO, dà protezione in tutta l’UE con una sola domanda. Il sistema di Madrid, gestito dalla WIPO (in italiano OMPI), porta un marchio già depositato in patria in uno qualsiasi dei 133 Paesi coperti dai suoi 117 membri, con un’unica serie di tasse.
Da dove partire? Dipende da dove venderai nei prossimi due o tre anni, la stessa domanda che sta dietro il tuo piano di go-to-market, cioè il modo in cui arrivi ai primi clienti. Per ora vendi solo in Italia? Il marchio nazionale costa poco e basta. Spagna e Germania l’anno prossimo? Le copre il marchio europeo. Il Regno Unito no: dal 1° gennaio 2021 i marchi UE non vi sono più protetti, e conviene saperlo prima di esportare nel Regno Unito.
Gli Stati Uniti chiedono un deposito nazionale o una designazione via Madrid; il resto del percorso è nella guida per esportare negli Stati Uniti. E il calendario ti aiuta. Per la Convenzione di Parigi, dopo il deposito in Italia hai sei mesi per depositare lo stesso marchio all’estero mantenendo la data italiana. Ne nasce una sequenza sensata: prima l’Italia, poi l’UE o Madrid entro sei mesi, dopo aver testato la domanda all’estero.
Quanto costa registrare un marchio: UIBM, EUIPO e Madrid nel 2026
Ecco le tasse ufficiali pubblicate al 9 ottobre 2026, prima di qualsiasi parcella professionale.
| Italia (UIBM) | Unione europea (EUIPO) | Internazionale (WIPO, Madrid) | |
|---|---|---|---|
| Copre | Italia | Tutta l’UE | I Paesi che designi, tra 133 |
| Prima classe | 101 euro, più 48 euro di bollo online | 850 euro | Tassa di base di 653 franchi svizzeri (903 a colori) |
| Ogni classe in più | 34 euro | 50 euro la seconda, 150 dalla terza | 100 franchi oltre la terza |
| Per Paese | Nessuna | Nessuna | 100 franchi, o la tassa del Paese: Stati Uniti 460 per classe; Regno Unito 240 più 64 per classe in più; Svizzera 400 fino a tre classi |
| Opposizione o rifiuto | 3 mesi dalla pubblicazione | 3 mesi dalla pubblicazione | Ogni Paese ha 12 mesi per rifiutare, o 18 se lo ha dichiarato |
| Durata | 10 anni dal deposito, rinnovabile | 10 anni, rinnovabile senza limiti | 10 anni, rinnovabile |
In Italia il rinnovo costa 67 euro per una classe più 34 per ogni classe in più, e si chiede nei dodici mesi prima della scadenza. Il deposito cartaceo in Camera di Commercio costa 40 euro di diritti di segreteria e un bollo da 16 euro ogni quattro pagine al posto del bollo online: anche per questo il portale UIBM conviene.
Facciamo i conti su un caso. Una startup torinese deposita un marchio denominativo in due classi. In Italia, online: 101 + 34 + 48 = 183 euro. Il marchio UE: 850 + 50 = 900 euro. Una domanda internazionale basata sul marchio italiano, in bianco e nero, che designa Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera: 653 + 920 + 304 + 400 = 2.277 franchi svizzeri. Il calcolatore della WIPO ti dà la cifra esatta per i tuoi Paesi, e la parcella del consulente si aggiunge a ogni riga.
Quanto tempo ci vuole, e quanto dura la registrazione?
L’UIBM esamina le domande in ordine di deposito, e la procedura dovrebbe chiudersi entro 180 giorni, esclusi i periodi di sospensione come quello per le opposizioni. Se il marchio supera l’esame viene pubblicato sul Bollettino dei marchi d’impresa, e da lì i titolari di marchi anteriori o di altri diritti hanno tre mesi per opporsi. Nessuna opposizione? L’attestato di registrazione arriva via email o PEC.
All’EUIPO la tassa di base va pagata entro un mese dal deposito, e l’esame parte solo dopo il pagamento. Seguono la pubblicazione, gli stessi tre mesi per le opposizioni e la registrazione. Con Madrid ogni ufficio designato ha dodici mesi per rifiutare la protezione, o diciotto se lo ha dichiarato.
Tutti e tre durano dieci anni. La registrazione italiana decorre dalla data di deposito, e il marchio va usato davvero entro cinque anni dalla registrazione, pena la decadenza. Un’ultima trappola sta nel Protocollo di Madrid (art. 6): per cinque anni la registrazione internazionale dipende dal marchio di base. Se in quel periodo cade il marchio italiano o europeo, cade anche la protezione internazionale.
Si possono recuperare le spese? Marchi+ e SME Fund
Due misure hanno pagato parte del conto, ed entrambe sono a secco. Marchi+, la misura del ministero per micro, piccole e medie imprese gestita da Unioncamere, nel 2025 rimborsava fino all’80% delle spese per un marchio dell’Unione europea, con un tetto di 6.000 euro per marchio, e fino al 90% per uno internazionale, con un tetto di 9.000 euro (85% e 95% con la certificazione della parità di genere). Il vincolo stava nei tempi: il marchio doveva essere depositato dal 1° gennaio 2022 e già registrato, o pubblicato sul Madrid Monitor della WIPO, prima della domanda. E le domande si esaminavano in ordine di arrivo.
Per il 2026 un decreto del 28 luglio ha stanziato 2 milioni per Marchi+ e ha dato trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 29 agosto, per emanare i bandi. Il termine è scaduto a fine settembre, e l’elenco dei decreti del ministero non mostra ancora nulla. Seguiamo le misure italiane nella pagina su Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026.
Lo SME Fund 2026 dell’EUIPO va dal 2 febbraio al 4 dicembre e può far risparmiare alle piccole imprese fino al 75% sulle domande di proprietà intellettuale. Il voucher per marchi e disegni, però, non accetta più domande perché i fondi sono esauriti: restano aperti solo quelli per brevetti e varietà vegetali. Pensi anche a un brevetto? Leggi come brevettare un’idea in Italia. E ricorda che il marchio non rientra nei tre criteri della startup innovativa, che guardano a spesa in ricerca e sviluppo, team qualificato, brevetto o software registrato.
Come registrare un marchio: i passaggi in ordine
- Cerca su TMview e nella banca dati UIBM il nome e quelli che gli somigliano, nelle tue classi.
- Passa il nome al vaglio dell’art. 13: se descrive soltanto il prodotto, cambialo prima di stampare il logo.
- Scegli le classi con TMclass, lo strumento dell’EUIPO: la classificazione di Nizza ne ha 45, e dal 1° gennaio vale la versione NCL 13-2026. Includi quello che venderai a breve.
- Deposita: sul portale UIBM con firma digitale, con il deposito online dell’EUIPO, o via Madrid tramite l’ufficio del tuo marchio di base.
- Paga nei tempi. All’EUIPO la tassa va versata entro un mese, e senza pagamento l’esame non parte.
- Tieni d’occhio i tre mesi per le opposizioni e rispondi ai rilievi entro la scadenza.
- Segna in agenda le date: sei mesi di priorità, cinque anni per iniziare a usare il marchio, rinnovo negli ultimi dodici mesi.
Checklist prima del deposito
- Su TMview non compaiono marchi identici o simili nelle tue classi.
- Il richiedente è la società, non un founder, così gli investitori trovano il marchio tra i beni dell’azienda. La società non c’è ancora? Valuta prima srl o spa per una startup.
- Depositi prima che il tuo MVP, la prima versione essenziale del prodotto, esca con quel nome.
- Conosci i tuoi primi mercati esteri, o rispondi prima alle 6 domande della strategia di ingresso nei mercati esteri.
- Le fatture che non arrivano dall’ufficio finiscono nel cestino: l’EUIPO avverte che non invia mai fatture o lettere con richieste di pagamento diretto per servizi.
Se il marchio fa parte di un progetto di espansione, il servizio di espansione internazionale di Adaxit aiuta founder e PMI a pianificare la crescita tra Italia, resto d’Europa, Stati Uniti e America Latina.
Quanto costa registrare un marchio in Italia?
Le tasse UIBM sono 101 euro per una classe e 34 per ogni classe in più, più 48 euro di bollo per il deposito online. Una classe depositata online costa quindi 149 euro, consulente escluso.
Quanto costa un marchio europeo all’EUIPO?
850 euro per una classe con deposito online, 50 per la seconda e 150 per ogni classe dalla terza. La registrazione dura dieci anni e si rinnova senza limiti.
Quanto tempo serve per registrare un marchio in Italia?
La procedura dovrebbe chiudersi entro 180 giorni dal deposito, esclusi i periodi di sospensione. Dopo la pubblicazione, i titolari di marchi anteriori hanno tre mesi per opporsi.
Il marchio europeo vale anche nel Regno Unito o negli Stati Uniti?
No. Dal 1° gennaio 2021 i marchi UE non coprono più il Regno Unito, e negli Stati Uniti serve un deposito nazionale o una designazione con il sistema di Madrid.
Posso registrare un marchio da solo, senza consulente?
Sì. Il portale UIBM e il deposito online dell’EUIPO sono aperti direttamente ai richiedenti. Un consulente serve soprattutto per la ricerca di anteriorità e per gestire le opposizioni.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Tasse e bandi cambiano: verifica le pagine di UIBM, EUIPO e WIPO o chiedi a un consulente in marchi prima di depositare.
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Fonti
- UIBM, Istruzioni per il deposito cartaceo della domanda di marchio d’impresa, versione 1.3, 2022; Camera di Commercio di Firenze, Registrazione del marchio nazionale: come fare, ultima modifica 15 settembre 2026; Camera di Commercio del Molise, Costi e modalità di pagamento marchi, consultata il 9 ottobre 2026
- Brocardi, Codice della proprietà industriale (aggiornato al 9 agosto 2026): art. 13 e art. 15, consultati il 9 ottobre 2026
- EUIPO, consultate il 9 ottobre 2026: Fees and payments, Where to register, Availability, Goods and services, Examination, After applying, Misleading invoices, SME Fund 2026
- WIPO: Madrid System, consultata il 9 ottobre 2026; tabella delle tasse di Madrid, in vigore dal 1° febbraio 2023; tasse individuali, aggiornate all’8 ottobre 2026; Protocollo di Madrid; sintesi dell’Accordo e del Protocollo di Madrid; sintesi della Convenzione di Parigi; classificazione di Nizza
- Unioncamere, Marchi+ 2025: L’iniziativa e Come accedere alle agevolazioni, consultate il 9 ottobre 2026; MIMIT, decreto del 28 luglio 2026 di programmazione dei fondi per Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, GU n. 200 del 29 agosto 2026; MIMIT, Decreti direttoriali, consultata il 9 ottobre 2026
- GOV.UK, Changes to trade mark law after Brexit, aggiornata il 23 settembre 2026; MIMIT, Start-up innovative, ultima modifica 18 aprile 2025
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