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Brevetti+ 2026, Marchi+ e Disegni+: il bando e come prepararsi

Per il 2026 il MIMIT ha stanziato 32 milioni per Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, ma i bandi sono in ritardo. Cosa finanziavano le regole 2025, chi poteva partecipare e come arrivare pronto al primo pomeriggio.

Brevetti+ 2026, Marchi+ e Disegni+: il bando e come prepararsi

L’anno scorso i soldi sono durati un pomeriggio. Brevetti+ ha aperto a mezzogiorno del 20 novembre 2025, e alle sei di sera le domande arrivate bastavano già a esaurire tutti i 20 milioni. A dicembre Marchi+ e Disegni+ hanno fatto la stessa fine, nel giorno stesso dell’apertura. Per Brevetti+ 2026 i fondi ci sono di nuovo, come per le due misure sorelle. Mancano i bandi, e con loro le date.

Finché non escono, le regole del 2025 sono la mappa migliore: qui le trovi misura per misura, con i documenti da preparare, gli errori da evitare e le alternative in Europa e negli Stati Uniti. Se la finanza agevolata è nuova per te, la nostra mappa da zero al primo round spiega dove si colloca un contributo a fondo perduto, denaro che non restituisci.

In breve

  • Brevetti+ 2026 non è ancora aperto. Il decreto MIMIT del 28 luglio 2026, in Gazzetta Ufficiale il 29 agosto, stanzia 20 milioni per Brevetti+, 10 per Disegni+ e 2 per Marchi+, e chiedeva i bandi entro 30 giorni. Al 7 ottobre 2026 sul sito del Ministero non ne era comparso nessuno.
  • Con le regole 2025 Brevetti+ copriva fino all’80% dei servizi per valorizzare un brevetto, fino a 140.000 euro per impresa. Disegni+ pagava l’80% fino a 60.000 euro per un disegno registrato. Marchi+ rimborsava dall’80% al 90% dei costi dei marchi all’estero, fino a 25.000 euro per impresa.
  • Tutte e tre funzionavano a sportello, in ordine di arrivo, e nel 2025 hanno esaurito i fondi il giorno stesso dell’apertura.
  • Brevetti+ e Disegni+ finanziano solo spese fatturate dopo la domanda. Marchi+ funziona al contrario: il marchio deve essere già registrato o pubblicato.

Il bando Brevetti+ 2026 è aperto?

No. La base è un decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 28 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 agosto. L’articolo 1 prevede che i bandi 2026 escano in Gazzetta e sul sito dell’UIBM, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, entro trenta giorni. Cioè intorno al 28 settembre.

Non è successo. Il 7 ottobre 2026 l’elenco dei decreti direttoriali del Ministero, con l’ultima voce datata 6 ottobre, non conteneva alcun bando per le tre misure. Niente data di apertura, niente piattaforma, nessun testo definitivo. Ci sono solo i soldi, nella stessa misura del 2024 e del 2025.

Il calendario dell’anno scorso è la guida migliore, anche se nulla obbliga il Ministero a ripeterlo. I bandi 2025, firmati il 29 settembre, sono arrivati in Gazzetta l’8 ottobre. Gli sportelli hanno aperto da sette a undici settimane dopo, e ogni volta il decreto di chiusura porta la data dell’apertura: i fondi erano finiti. Brevetti+ era andato allo stesso modo nell’ottobre 2024.

Misura e fondi 2026Cosa finanziaPercentuale e tetto 2025Sportello 2025
Brevetti+ (brevetti), 20 milioniServizi esterni per industrializzare e vendere un’invenzione brevettata80% fino a 140.000 euro; 85% con certificazione della parità di genere; 100% se il brevetto è in contitolarità con un’università o un ente pubblico di ricercaPiattaforma Invitalia; aperto il 20 novembre alle 12, fondi esauriti nel pomeriggio
Disegni+ (disegni e modelli), 10 milioniPrototipi, stampi e servizi per portare sul mercato un disegno registrato80% fino a 60.000 euro; 85% con la certificazioneSito Unioncamere 2025disegnipiu.it; aperto il 18 dicembre, chiusura decretata in giornata
Marchi+ (marchi), 2 milioniTasse e servizi per depositi UE e internazionali già fatti80% fino a 6.000 euro per marchio UE; 90% fino a 9.000 euro per marchio internazionale; 25.000 euro per impresaSito Unioncamere 2025marchipiu.it; aperto il 4 dicembre, chiusura decretata in giornata
Regole dei tre bandi del 29 settembre 2025; fondi 2026 dal decreto del 28 luglio 2026. Fonte: MIMIT, consultato il 7 ottobre 2026.

Chi può partecipare e quanto paga ogni misura?

Tutte e tre sono per micro, piccole e medie imprese iscritte al Registro delle imprese, con sede legale e operativa in Italia. PMI nel senso europeo: meno di 250 addetti e fatturato fino a 50 milioni di euro, oppure totale di bilancio fino a 43 milioni. I contributi sono aiuti de minimis (Regolamento UE 2023/2831): massimo 300.000 euro per impresa in tre anni. Se hai una startup innovativa (una giovane impresa tecnologica iscritta nella sezione speciale del Registro), ricorda che anche la detrazione del 65% dei tuoi investitori è un aiuto de minimis alla società: fai la somma prima.

Brevetti+: servizi per trasformare un brevetto in ricavi

Il bando 2025 voleva un brevetto recente: italiano e concesso dopo il 1° gennaio 2024 (valeva anche una licenza esclusiva trascritta all’UIBM), oppure europeo e convalidato in Italia dalla stessa data. Bastava anche una domanda nazionale depositata dopo il 1° gennaio 2023, con un rapporto di ricerca con esito non negativo: almeno una rivendicazione positiva su due requisiti su tre tra novità, attività inventiva e applicazione industriale. Dal 2024 al 2025 queste date sono avanzate di un anno esatto: controlla le nuove appena esce il bando.

Il contributo copriva i servizi di specialisti esterni, divisi in tre macroaree: progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione (fattibilità, prototipi, test, certificazioni), poi organizzazione e sviluppo, infine trasferimento tecnologico, come gli accordi di licenza. Ogni piano doveva contenere almeno un servizio della prima macroarea, e le altre due insieme non potevano superare il 30%. All’80%, servono 175.000 euro di servizi ammissibili per toccare il tetto di 140.000. Con la certificazione della parità di genere introdotta dalla legge 162/2021 si saliva all’85%, con un brevetto in contitolarità con un’università o un ente pubblico di ricerca al 100%.

La domanda si presentava online sulla piattaforma di Invitalia, l’agenzia pubblica per lo sviluppo che gestiva la misura, con tutti i documenti firmati digitalmente dal legale rappresentante. Invitalia aveva 180 giorni per rispondere, colloquio con l’impresa compreso. Poi 18 mesi per completare i servizi, con un anticipo fino al 30% a fronte di una fideiussione bancaria o assicurativa.

Disegni+: dal disegno registrato al prodotto

Disegni+ finanzia il passo successivo alla registrazione. Il disegno o modello doveva essere tuo e già registrato, con una data tra il 1° gennaio 2023 e il giorno della domanda. Andavano bene l’UIBM, l’EUIPO (l’ufficio dell’Unione europea) e l’OMPI, l’agenzia ONU per la proprietà intellettuale, a patto che tra i Paesi designati ci fosse l’Italia. Il tetto più alto era per gli stampi, 35.000 euro, mentre i prototipi si fermavano a 13.000. Per la consulenza tecnica su filiera o materiali c’erano 8.000 euro, per le certificazioni 5.000. Approccio al mercato, materiali di comunicazione e consulenza legale su contraffazione o licenze: 3.000 euro ciascuno.

Nove mesi per finire, prorogabili di tre. Fino a metà del contributo poteva arrivare in anticipo, con una fideiussione. Chi aveva già avuto Disegni+ 2023 o 2024 passava in coda: solo se avanzavano fondi.

Marchi+: un rimborso per i marchi già depositati

Marchi+ è un rimborso, non un progetto. La misura A copriva un marchio dell’Unione europea depositato all’EUIPO dal 1° gennaio 2022 e già registrato al momento della domanda: 80% delle spese, fino a 6.000 euro per marchio. La misura B copriva un deposito internazionale all’OMPI con il sistema di Madrid (una domanda, molti Paesi), fatto dal 1° gennaio 2022 e già pubblicato su Madrid Monitor: 90%, fino a 9.000 euro. La certificazione della parità di genere aggiungeva cinque punti percentuali. Contavano tasse, grafica del logo, ricerche di anteriorità e assistenza professionale; il pagamento arrivava entro 80 giorni dalla concessione.

Cosa puoi preparare prima dell’apertura?

Più di quanto pensi, e quasi niente dipende dalla data di apertura. Ecco l’ordine che seguiremmo, nell’ipotesi che i bandi 2026 somiglino a quelli dell’anno scorso.

  1. Verifica di essere una PMI secondo i parametri europei ed elenca gli aiuti de minimis ricevuti negli ultimi tre anni.
  2. Metti in ordine il titolo di proprietà industriale: brevetto concesso o rapporto di ricerca, attestato di registrazione del disegno, registrazione EUIPO o pubblicazione su Madrid Monitor, con le ricevute delle tasse pagate.
  3. Procura al legale rappresentante una firma digitale e provala su un PDF vero.
  4. Richiedi il DURC, il documento che attesta la regolarità dei contributi, e controlla la polizza contro le catastrofi naturali prevista dalla legge 213/2023: tutti e tre i bandi 2025 la richiedevano.
  5. Scegli i fornitori e chiedi preventivi con l’impegno espresso in giornate/uomo. Brevetti+ voleva anche un business plan sulla valorizzazione del brevetto. Disegni+ chiedeva preventivi su carta intestata, firmati, con il curriculum del fornitore e datati dopo la pubblicazione del comunicato: concorda adesso il perimetro, firma dopo.
  6. Hai la certificazione della parità di genere o il rating di legalità, il punteggio assegnato dall’Antitrust? Tieni pronti i documenti. La prima alza la percentuale, e ogni bando 2025 riservava il 5% dei fondi a chi aveva il secondo.

Gli errori che fanno perdere il contributo

Il primo è il tempo. Nel bando Brevetti+ 2025 un servizio fatturato, anche solo in parte, nel giorno della domanda o prima non era finanziabile, e Disegni+ pagava solo spese sostenute dopo la domanda. Mettiamo che tu abbia ordinato il prototipo a ottobre per portarti avanti: quella fattura resta a te. Con Marchi+ vale l’opposto. Se presenti la domanda prima che arrivi la registrazione UE, non hai ancora i requisiti.

Poi ci sono le carte che non si sistemano dopo. In Disegni+ i preventivi non allegati alla domanda non si potevano integrare in seguito. E in Brevetti+ ogni fattura doveva riportare il CUP, il codice del progetto comunicato in sede di domanda, pena la non ammissibilità.

Terza trappola, il fornitore sbagliato. Tutti e tre i bandi escludevano soci e amministratori, i loro parenti stretti e le società collegate alla tua. Brevetti+ aggiungeva i dipendenti, i contitolari del brevetto e chi te l’aveva concesso in licenza.

Infine l’orologio. Le domande venivano esaminate in ordine di arrivo: un file chiuso alle 12:40 può perdere contro uno inviato alle 12:01, e nel 2025 chi aspettava la mattina dopo trovava lo sportello chiuso. Un’ultima trappola di Brevetti+: concedere il brevetto in licenza a terzi prima di aver completato i servizi era causa di revoca.

Cos’altro finanzia brevetti e marchi, in Italia e all’estero?

In Italia gli strumenti fiscali funzionano tutto l’anno. Il patent box aggiunge una deduzione del 110% sui costi di ricerca e sviluppo legati a brevetti, disegni e software protetto da copyright (i marchi no), e il credito d’imposta ricerca e sviluppo restituisce una parte delle spese di ricerca ammissibili. Il bando Brevetti+ 2025 escludeva altri aiuti di Stato sulle stesse spese, salvo poche eccezioni: chiedi al commercialista come si combinano. Per altri contributi, guarda il bando lombardo per le startup innovative e cosa è aperto per gli under 35.

In Europa c’è l’SME Fund 2026 dell’EUIPO: domande dal 2 febbraio al 4 dicembre 2026, ma al 7 ottobre il voucher per marchi e disegni era già esaurito. Quello per i brevetti era ancora aperto: copre il 75% delle tasse di deposito di un brevetto nazionale o europeo, fino a 1.000 euro, secondo l’ufficio brevetti tedesco. Negli Stati Uniti l’aiuto è uno sconto: la tassa base di deposito per un brevetto d’invenzione è di 350 dollari, 140 per una small entity e 70 per una micro entity.

Vuoi depositare all’estero? Come brevettare un’idea in Italia spiega la finestra di priorità di 12 mesi.

La tua checklist per il giorno di apertura

  1. Controlla ogni settimana i siti dell’UIBM e del MIMIT finché non escono i bandi 2026.
  2. Il giorno in cui escono, leggi il bando e segnati tre cose: l’ora di apertura, la piattaforma e la nuova data limite per brevetti, disegni o marchi.
  3. Scegli la misura adatta al titolo che hai davvero, non quella con il tetto più alto.
  4. Blocca le spese per Brevetti+ e Disegni+ finché la domanda non è inviata.
  5. Fai firmare tutti i file una settimana prima e prova l’accesso alla piattaforma il giorno precedente.
  6. Invia all’ora di apertura. Nel 2025 era mezzogiorno.
Quando apre il bando Brevetti+ 2026?

Non c’è ancora una data. Il decreto del 28 luglio 2026 chiedeva i bandi entro 30 giorni dalla pubblicazione del 29 agosto, ma al 7 ottobre 2026 sul sito del Ministero non ne era comparso nessuno. Nel 2025 lo sportello di Brevetti+ ha aperto circa sette settimane dopo la firma del bando.

Una startup può partecipare a Brevetti+?

Sì, se è una PMI iscritta al Registro delle imprese con sede in Italia e ha un brevetto o una domanda con i requisiti. Conta il brevetto, non l’età della società.

Marchi+ è a sportello?

Nel 2025 sì: le domande venivano esaminate in ordine di arrivo e i 2 milioni sono finiti il giorno dell’apertura. Brevetti+ e Disegni+ seguivano la stessa procedura.

Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. I bandi 2026 possono cambiare le regole descritte qui: verifica il bando ufficiale o chiedi a un professionista prima di presentare domanda.

Adaxit

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Fonti

  1. MIMIT, Decreto direttoriale 28 luglio 2026: programmazione fondi per bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, 31 agosto 2026; Gazzetta Ufficiale n. 200, 29 agosto 2026
  2. MIMIT, Decreti direttoriali (elenco), consultato il 7 ottobre 2026
  3. MIMIT, Brevetti+ 2025, aggiornata al 21 novembre 2025, con il bando del 29 settembre 2025 e il decreto di chiusura del 20 novembre 2025; MIMIT, Brevetti+ 2024, aggiornata al 29 ottobre 2024
  4. MIMIT, Disegni+ 2025 e bando del 29 settembre 2025, consultati il 7 ottobre 2026
  5. MIMIT, Marchi+ 2025, aggiornata al 5 dicembre 2025, e bando del 29 settembre 2025
  6. MIMIT, Incentivi fiscali in regime de minimis per investimenti in start-up innovative, aggiornata al 22 settembre 2026; Commissione europea, definizione di PMI, consultata il 7 ottobre 2026
  7. EUIPO, SME Fund 2026, consultata il 7 ottobre 2026; DPMA, SME Fund vouchers, aggiornata al 17 luglio 2026
  8. USPTO, Fee schedule, in vigore dal 19 gennaio 2025, revisione del 14 agosto 2026
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Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.

L’autore

Cassio Thiengo

Prepara startup e PMI a raccogliere capitali e ad aprire nuovi mercati tra Europa, Stati Uniti e America Latina, e lavora con investitori dall’Europa, dal Golfo e dall’Asia. Ha base a Milano.

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