Mettiamo che tu abbia disegnato una capsula da caffè compatibile con ogni macchina e che finisca nel compost. Il tuo coinquilino ti dice: brevettala prima che qualcuno la copi. Buon istinto, verbo sbagliato. In Italia nessuno concede un brevetto per un’idea. Lo concede per un’invenzione, e la distanza tra le due cose decide tutto il resto.
Alla fine saprai come brevettare un’idea in Italia, o perché non si può: cosa protegge la legge, quanto costa un deposito all’UIBM (l’Ufficio italiano brevetti e marchi) secondo il Ministero a ottobre 2026, perché un post scritto senza pensarci può far saltare una domanda e dove entrano in gioco Europa e PCT. È la tappa dopo lo status di startup innovativa sulla nostra mappa da zero al primo round.
In breve
- Un’idea in quanto tale non si brevetta. L’articolo 45 del Codice della proprietà industriale tutela le invenzioni nuove, che implicano un’attività inventiva e sono atte ad avere un’applicazione industriale, ed esclude scoperte, teorie, metodi per attività commerciale e programmi di elaboratore considerati in quanto tali.
- Si deposita online all’UIBM. Il Ministero indica 50 euro per un brevetto per invenzione fino a 10 rivendicazioni, più 16 euro di marca da bollo. La ricerca dell’Ufficio europeo dei brevetti è gratuita se depositi anche le rivendicazioni in inglese (senza, la tabella del Ministero indica 200 euro). La protezione dura 20 anni dal deposito.
- Parlarne prima di depositare può distruggere la novità. Il diritto europeo scusa solo due casi, nei sei mesi che precedono il deposito: l’abuso evidente ai tuoi danni e un’esposizione internazionale ufficiale.
- Il primo deposito fa partire un conto alla rovescia di 12 mesi per andare all’estero con la stessa data (sei mesi per marchi e disegni). Una domanda PCT ha l’effetto di tante domande separate in tutti i 159 Stati contraenti.
- Per il 2026 il Ministero ha programmato 20 milioni di euro per Brevetti+, ma il bando, con le scadenze, doveva ancora uscire quando il decreto è stato pubblicato, il 31 agosto.
Si può brevettare un’idea? No, non l’idea in sé
L’articolo 45 del Codice della proprietà industriale (D.Lgs. 30/2005) dice cosa si può brevettare: le invenzioni, di ogni settore della tecnica, che sono nuove, implicano un’attività inventiva e sono atte ad avere un’applicazione industriale. Poi elenca cosa non è considerato un’invenzione. Le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici. I piani, i principi e i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale. I programmi di elaboratore. Le presentazioni di informazioni.
Una formula cambia il modo di leggere l’elenco: le esclusioni valgono per queste cose “considerate in quanto tali” (comma 3). Un programma da solo non è un’invenzione. Una macchina che lavora meglio grazie a un programma ingegnoso può esserlo. La Camera di Commercio di Napoli descrive il lato positivo in una riga: l’invenzione è “una soluzione nuova ed originale di un problema tecnico, atta ad essere realizzata ed applicata in campo industriale”.
Quindi la capsula può avere i requisiti, perché risolve un problema tecnico (di cosa è fatta, come si chiude, come si degrada). Un’app che mette in contatto studenti e stanze libere, di solito no. Per il Codice è un metodo per attività commerciale che gira su un software, e da sola finisce nell’elenco delle esclusioni. Il codice sorgente si protegge invece con il diritto d’autore, che è un altro strumento con altre regole.
Perché devi tacere finché non depositi
La novità si misura rispetto a tutto ciò che il pubblico poteva conoscere prima della data di deposito. Le linee guida di esame dell’Ufficio europeo dei brevetti, applicando l’articolo 54 della Convenzione sul brevetto europeo (CBE), la definiscono come tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico “con una descrizione scritta o orale, con l’uso o in qualsiasi altro modo” (traduzione nostra). Può contare un intervento a una serata di pitch. Può contare un prototipo sullo stand di una fiera, un caricamento su Behance, un post su LinkedIn con i disegni.
Il segreto è l’eccezione. Le stesse linee guida dicono che un’informazione è pubblica solo quando nessuno è tenuto a mantenerla riservata, e che l’obbligo può essere tacito oltre che scritto. Tacito è la parola pericolosa, perché dopo non puoi dimostrarlo. Se devi far vedere un prototipo a un produttore, fai firmare prima un accordo di riservatezza.
Le vie di fuga sono strette. L’articolo 55 CBE non considera una divulgazione avvenuta fino a sei mesi prima del deposito solo in due casi: un abuso evidente ai tuoi danni, oppure l’invenzione mostrata a un’esposizione internazionale ufficiale. Meglio non contarci. Anche la legge italiana chiede qualcosa di nuovo (articolo 45), quindi parti dal presupposto che la stessa logica valga all’UIBM. Prima depositi, poi parli.
Come brevettare un’idea in Italia, passo dopo passo
La pagina del Ministero e quella della Camera di Commercio di Napoli descrivono lo stesso iter.
- Scrivi l’invenzione come un problema tecnico e la sua soluzione, con i disegni. Tienila per te.
- Cerca cosa esiste già. Se un brevetto pubblicato o un prodotto fa già quello che fa il tuo, il tuo non è nuovo.
- Trova un consulente in proprietà industriale e chiedi un preventivo scritto. Le rivendicazioni, le frasi che definiscono ciò che proteggi, sono il punto in cui i brevetti si vincono o si perdono.
- Prepara il deposito: il modulo di domanda (INV-RI), il riassunto, la descrizione, le rivendicazioni in italiano e in inglese e i disegni, se il testo li richiama.
- Deposita online all’UIBM, presso una Camera di Commercio o per posta al Ministero a Roma. Online costa 50 euro (fino a 10 rivendicazioni) più 16 euro di marca da bollo. Su carta sono 120 euro, più il bollo e 40 euro di diritti di segreteria.
- Lascia che l’Ufficio europeo dei brevetti faccia la ricerca. È gratuita se hai presentato le rivendicazioni in inglese; la tabella del Ministero indica 200 euro se non l’hai fatto.
- Tieni in vita il brevetto. I diritti annuali partono dal quinto anno (nella tabella della Camera di Napoli si comincia da 60 euro e si sale) e la protezione dura 20 anni dalla data di deposito.
Il compenso del consulente non è compreso in queste cifre: chiedilo prima di impegnarti.
Solo Italia, Europa o mondo? La finestra dei 12 mesi
Il deposito italiano ti dà una data, e quella data vale denaro. Con la Convenzione di Parigi hai 12 mesi per depositare la stessa invenzione negli altri Stati aderenti, e le domande successive vengono trattate come se le avessi presentate il giorno della prima. Per marchi e disegni la finestra è di sei mesi.
All’estero le strade principali sono due. Puoi depositare all’Ufficio europeo dei brevetti, che concede brevetti per molti Paesi insieme. Oppure puoi presentare una sola domanda PCT tramite l’OMPI (WIPO), che ha l’effetto di domande separate in tutti i 159 Stati contraenti. Nessuna delle due dà un brevetto mondiale: il PCT serve soprattutto a guadagnare tempo prima di scegliere i Paesi.
| Strada | Dove protegge | Quanto costa depositare | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Brevetto italiano (UIBM) | Italia | 50 euro online, più 16 euro di bollo | 20 anni dal deposito; diritti annuali dal quinto anno |
| Modello di utilità italiano (UIBM) | Italia | 50 euro online, più 16 euro di bollo | 10 anni dal deposito |
| Domanda di brevetto europeo (EPO) | I Paesi della Convenzione sul brevetto europeo che scegli | Tasse EPO, traduzioni e consulente: molto sopra l’Italia, chiedi un preventivo | Da depositare entro i 12 mesi |
| Domanda PCT (OMPI) | Stesso effetto di domande separate in tutti i 159 Stati contraenti | Tasse internazionali subito, nazionali dopo: chiedi un preventivo | Da depositare entro i 12 mesi; i Paesi si scelgono dopo |
Per questo il deposito italiano, che costa poco, è una buona prima mossa: ti regala un anno per capire se l’invenzione merita la spesa più grossa.
Modello di utilità, marchio, disegno: quando il brevetto è lo strumento sbagliato
Il brevetto copre come funziona una cosa. Il marchio copre il nome o il logo che i clienti riconoscono. Il disegno registrato copre l’aspetto di un prodotto. Chiediti cosa ti porterebbe via davvero un copiatore (il meccanismo, il marchio o la forma) e scegli di conseguenza.
Il Ministero elenca accanto ai brevetti anche il modello di utilità: stessa tassa da 50 euro online, ma 10 anni di protezione invece di 20. E i fondi statali del 2026 nominano tutte e tre le famiglie: Brevetti+ per i brevetti, Disegni+ per i disegni e Marchi+ per i marchi.
Ci sono contributi per i brevetti nel 2026?
Qualcosa sì, con una condizione. Il 31 agosto 2026 il Ministero ha pubblicato un decreto datato 28 luglio che programma 32 milioni di euro per le PMI italiane: 20 milioni per Brevetti+, 10 per Disegni+ e 2 per Marchi+. Ha detto che i bandi, con scadenze e modalità, sarebbero usciti entro circa 30 giorni. Guarda sul sito dell’UIBM a che punto siamo oggi e leggi quali spese ammette il bando prima di pagare qualsiasi servizio.
Un brevetto può rendere anche sul fronte fiscale. Possederne uno è una delle tre prove alternative per diventare startup innovativa. Come funziona il patent box si dice in fretta: l’impresa deduce un ulteriore 110% dei costi di R&S che stanno dietro a brevetti, software tutelato dal diritto d’autore e disegni. Il credito d’imposta ricerca e sviluppo spiegato riguarda il credito del 10% sulle spese di ricerca ammissibili. Per le startup c’è anche il finanziamento a tasso zero di Smart&Start Italia.
Anche gli investitori ci tengono. Quando fanno la due diligence su una startup, di chi sia l’invenzione è una delle domande. Se è nata durante un lavoro o in un laboratorio universitario, chiarisci la questione prima di depositare.
La tua checklist
- Descrivi l’invenzione come un problema tecnico più la sua soluzione, non come un business.
- Nessuno al di fuori di un accordo di riservatezza firmato vede i disegni prima della data di deposito.
- Una ricerca su cosa esiste già, prima di pagare qualcuno.
- Un preventivo scritto di un consulente in proprietà industriale e una risposta chiara su chi scrive le rivendicazioni.
- Rivendicazioni in italiano e in inglese, così la ricerca dell’Ufficio europeo non costa nulla.
- La scadenza dei 12 mesi per l’estero, segnata in agenda il giorno del deposito.
- Il bando Brevetti+: leggilo appena esce, prima di comprare un servizio che potrebbe coprire.
Prossima tappa della mappa: le invenzioni raramente si costruiscono da soli, quindi la domanda successiva è come trovare un socio per la startup.
Si può brevettare un’idea in Italia?
Non l’idea in sé. Il Codice della proprietà industriale tutela le invenzioni nuove, inventive e industrialmente applicabili ed esclude scoperte, teorie, metodi per attività commerciale e programmi di elaboratore considerati in quanto tali.
Quanto costa depositare un brevetto in Italia?
Il Ministero indica 50 euro per un brevetto per invenzione depositato online con fino a 10 rivendicazioni, più 16 euro di bollo, e una ricerca gratuita dell’Ufficio europeo dei brevetti se presenti le rivendicazioni in inglese (nella sua tabella sono 200 euro se non lo fai). Il compenso del consulente e i diritti annuali dal quinto anno sono a parte.
Quanto dura un brevetto italiano?
20 anni dalla data di deposito per un’invenzione, 10 anni per un modello di utilità.
Posso mostrare l’invenzione agli investitori prima di depositare?
È rischioso. L’informazione conta come pubblica se nessuno è vincolato al segreto, e quell’obbligo può essere tacito, cosa che dopo non puoi dimostrare. Deposita prima, oppure fai firmare un accordo di riservatezza.
Un brevetto aiuta a diventare startup innovativa?
Può aiutare. Possedere un brevetto o un software registrato è una delle tre prove alternative per ottenere lo status, accanto alla spesa in R&S e a un team qualificato.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Regole e costi cambiano: verifica le pagine ufficiali dell’UIBM e del Ministero, o chiedi a un consulente in proprietà industriale, prima di depositare.
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Fonti
- Brocardi, Art. 45 Codice della proprietà industriale (D.Lgs. 30/2005), testo aggiornato al 9 agosto 2026, consultato il 5 ottobre 2026
- MIMIT, Brevetti: invenzioni industriali e modelli di utilità, consultato il 5 ottobre 2026
- MIMIT, Decreto direttoriale 28 luglio 2026, Programmazione fondi per bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, pubblicato il 31 agosto 2026
- MIMIT, Mimit: 32 milioni per valorizzare la proprietà industriale delle PMI, 31 agosto 2026
- Camera di Commercio di Napoli, Brevetti per invenzione industriale, consultato il 5 ottobre 2026
- WIPO, Paris Convention for the Protection of Industrial Property: summary, consultato il 5 ottobre 2026
- WIPO, The Patent Cooperation Treaty (PCT), consultato il 5 ottobre 2026
- European Patent Office, Guidelines for Examination on novelty (Articles 54 and 55 EPC), as submitted to WIPO’s Standing Committee on the Law of Patents, consultato il 5 ottobre 2026
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



