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Unit economics spiegate: CAC, LTV e payback con esempi

Quanto ti costa un cliente e quanto ti lascia. Le formule di CAC, LTV e payback, due esempi inventati con tutti i passaggi e gli errori che gonfiano i numeri.

Unit economics spiegate: CAC, LTV e payback con esempi

Immagina una fondatrice nel mezzo di un pitch. L’investitore alza una mano: “Quanto ti costa conquistare un cliente?” Lei risponde 1.500 euro. “E quanto ti lascia, quel cliente?” Lei guarda le slide. Le slide non lo dicono.

Quella seconda domanda è il cuore delle unit economics. Alla fine di questa pagina saprai calcolare CAC, LTV, margine di contribuzione, payback e rapporto LTV/CAC. Avrai seguito due esempi inventati con tutti i passaggi del calcolo e saprai da dove arriva la famosa regola del “3 a 1” e quando ignorarla (le citazioni dall’inglese le abbiamo tradotte noi). Se sei all’inizio, parti dalla nostra mappa da zero al primo round.

In breve

  • Le unit economics misurano quanto guadagni o perdi su una singola unità, di solito un cliente o un ordine. Se ogni unità perde soldi, crescere più in fretta scava solo una buca più profonda.
  • Il CAC è quello che spendi per conquistare un cliente: tutti i costi di vendita e marketing divisi per i nuovi clienti ottenuti. L’LTV è quello che un cliente ti lascia in tutto il tempo che resta con te, contato in margine, non in ricavi.
  • Gli obiettivi più citati nascono nel software. David Skok: LTV oltre 3 volte il CAC e CAC recuperato entro 12 mesi (le migliori aziende ci mettono 5-7 mesi). Bessemer: payback sotto i 12 mesi per i clienti piccoli, sotto i 18 per la fascia media, sotto i 24 per le grandi aziende. Skok le chiama “solo linee guida”.
  • Cinque errori gonfiano i numeri: CAC blended, costi dimenticati nel CAC, un LTV senza churn, ricavi usati al posto del margine e una media unica per tutti i clienti.

Cosa sono le unit economics e perché gli investitori le chiedono?

Un’unità è qualsiasi cosa tu venda a pezzi: un cliente, un ordine, un abbonamento, una consegna. Le unit economics rispondono a una domanda: su quella singola unità guadagni o perdi, prima dell’affitto, prima degli stipendi, prima di tutto il resto? Prendi un bar che vende l’espresso a 1,20 euro e spende 0,35 euro tra caffè, acqua e tazzina. Gli restano 0,85 euro a tazzina, e l’affitto deve uscire da lì.

Per una startup la domanda è più urgente, perché la prima vendita raramente si ripaga da sola. Spendi oggi per trovare il cliente e incassi il margine nei mesi successivi. Se il margine non recupera mai la spesa, i ricavi possono salire ogni mese mentre l’azienda affonda. CB Insights ha analizzato 431 startup finanziate con venture capital che hanno chiuso dal 2023 e ha individuato i motivi per 385 di loro. Aver finito il capitale è citato dal 70%, e CB Insights lo definisce “quasi sempre la causa finale della morte, non il problema di fondo”. Unit economics insostenibili compaiono tra i motivi nel 19% dei casi.

Gli investitori lo chiedono perché la risposta dice se la crescita renderà la tua azienda più forte o più debole. La nostra guida su cosa cercano gli investitori da un founder alla prima esperienza mostra dove si colloca tra le altre domande.

Unit economics: formule di CAC, LTV, margine e payback

Poche formule coprono quasi tutto. Le trovi nella tabella, scritte per un’attività in abbonamento e calcolate al mese. Due meritano uno sguardo più attento, perché è lì che i numeri di solito vanno storti.

MetricaIn parole sempliciFormula
CAC (costo di acquisizione del cliente)Quanto spendi per conquistare un clienteCosti di vendita e marketing del periodo ÷ nuovi clienti del periodo
Margine di contribuzioneQuanto ti lascia un cliente ogni mese dopo i costi per servirloRicavi per cliente − costi variabili per cliente
Churn mensileQuota di clienti che se ne va in un meseClienti persi nel mese ÷ clienti a inizio mese
Durata media del clientePer quanti mesi resta un cliente, in media1 ÷ churn mensile
LTV (valore del cliente nel tempo)Quanto ti lascia un cliente in tutta la sua vita con teMargine di contribuzione mensile × durata media
LTV/CACEuro che tornano per ogni euro speso a conquistare il clienteLTV ÷ CAC
Payback del CACMesi che servono a un cliente per ripagare il proprio CACCAC ÷ margine di contribuzione mensile
Formule per un’attività in abbonamento. Per le vendite singole usa il margine sul primo ordine e la quota di clienti che riacquista, al posto della durata. Fonti: a16z, 16 Startup Metrics; David Skok, SaaS Metrics 2.0.

Parti dal CAC. Per a16z deve essere “il costo pieno di acquisizione degli utenti”, e pieno vuol dire pieno. Conta la spesa in pubblicità. Conta lo stipendio di chi fa le demo, la licenza del CRM, l’agenzia, e anche commissioni di segnalazione, crediti e sconti, che a16z indica tra i costi che spesso si dimenticano.

Poi l’LTV, il margine che un cliente ti lascia in tutta la relazione. Costruiscilo sul margine di contribuzione: i ricavi di quel cliente meno i costi variabili che si porta dietro, come hosting, commissioni di pagamento, assistenza o consegna. Non sui ricavi. E nemmeno sul margine netto dell’azienda, che contiene già marketing e stipendi: conteresti due volte l’acquisizione. a16z mette tra gli errori comuni il “valore attuale dei ricavi” e persino il semplice margine lordo. L’ultimo ingrediente è il churn, la quota di clienti che se ne va ogni mese. La durata media è 1 diviso il churn: con il 2% al mese, 50 mesi.

Unit economics, esempio 1: software B2B per studi di fisioterapia

Immagina una startup milanese (inventata, come ogni numero di questo articolo) che vende un software di prenotazione agli studi privati di fisioterapia a 120 euro al mese. Hosting, commissioni di pagamento e assistenza costano 24 euro per studio, quindi ogni studio lascia 96 euro. Due studi su cento disdicono ogni mese. Nell’ultimo trimestre l’azienda ha speso 60.000 euro in vendite e marketing: lo stipendio di un commerciale, il software per le demo, annunci su LinkedIn, uno stand a una fiera. Ha conquistato 40 nuovi studi.

PassaggioCalcoloRisultato
CAC60.000 € ÷ 40 studi1.500 €
Margine di contribuzione120 € − 24 €96 € al mese
Durata media1 ÷ 0,0250 mesi
LTV96 € × 504.800 €
LTV/CAC4.800 € ÷ 1.500 €3,2
Payback del CAC1.500 € ÷ 96 €15,6 mesi
Esempio inventato.

Leggila come la leggerebbe un investitore. Un rapporto di 3,2 supera la famosa asticella. Un payback di 15,6 mesi non supera l’altra. Sono vere tutte e due.

Ora sposta una leva. Se se ne andassero quattro studi su cento ogni mese, la durata media scenderebbe a 25 mesi, l’LTV a 2.400 euro e il rapporto a 1,6. Stessa azienda, un’ipotesi cambiata, verdetto diverso. Skok dà l’idea della portata: con il 2% di churn mensile, scrive, perdi circa il 22% dei ricavi ogni anno.

E quei 50 mesi sono una previsione. Se l’azienda ha cominciato a vendere un anno fa, nessuno ha ancora visto uno studio restare quattro anni. Quando i dati sono pochi, a16z preferisce misurare l’LTV a 12 e a 24 mesi invece di prevedere una durata. Con questi numeri l’LTV a 24 mesi è circa 1.840 euro, cioè 1,2 volte il CAC, e più del 60% dei 4.800 euro arriva dopo il ventiquattresimo mese.

Unit economics, esempio 2: un’app per i consumatori

Adesso un’app torinese che vende a chi ama cucinare un abbonamento con ricette e lista della spesa (inventata anche questa). Gli abbonati pagano 8 euro al mese al netto dell’IVA: il prezzo sullo schermo è più alto, ma l’IVA va allo Stato, non a te. Commissioni di pagamento, cloud e assistenza costano 2 euro, quindi il margine è 6 euro. Un abbonato su dieci disdice ogni mese, per cui la permanenza media è di 10 mesi e l’LTV è 60 euro.

Il mese scorso i fondatori hanno speso 5.000 euro in pubblicità su Instagram e hanno ottenuto 250 abbonati paganti: un CAC a pagamento di 20 euro. Altre 250 persone si sono abbonate senza alcun annuncio, col passaparola e la ricerca negli store. Allora, quale CAC mostri?

MisuraSolo a pagamento (250 abbonati)Blended (500 abbonati)
CAC20 €10 €
LTV/CAC3,06,0
Payback del CAC3,3 mesi1,7 mesi
Gli stessi 5.000 euro di pubblicità, divisi in due modi. Esempio inventato.

La colonna blended sembra splendida. Ma se raddoppi il budget pubblicitario, nessuno ti promette altri 250 abbonati gratis. a16z scrive che gli investitori considerano il CAC a pagamento più importante di quello blended, ed è per questo. Mostra tutti e due, uno accanto all’altro, e di’ su quale scommetteresti.

Un rapporto LTV/CAC di 3 a 1 è buono? Da dove arrivano le regole empiriche

La regola del “3 a 1” nasce nel software in abbonamento (SaaS). David Skok ha scritto nel 2013 (la sua pagina è stata modificata l’ultima volta a giugno 2026) che le migliori aziende SaaS hanno un rapporto LTV/CAC “superiore a 3, a volte anche 7 o 8”, che molte “recuperano il CAC in 5-7 mesi” e che la redditività diventa “anemica” quando il recupero supera i 12 mesi.

Bessemer Venture Partners ripete il 3x nelle “10 Laws of Cloud” del 2019 e nel 2021 ha fissato obiettivi di payback per dimensione del cliente: sotto i 12 mesi per le piccole imprese, sotto i 18 per la fascia media, sotto i 24 per le grandi aziende.

Tre limiti. Primo: sono riferimenti per il software in abbonamento. Un marketplace, un’azienda hardware o un negozio online hanno margini e riacquisti diversi, e una regola presa dal SaaS può portare fuori strada. Secondo: Skok sottolinea che sono “solo linee guida” e osserva che molte aziende SaaS in salute non le rispettano nei primi tempi. Terzo: un rapporto può essere persino troppo buono. Molto sopra 3, forse stai spendendo troppo poco per crescere, e Skok mostra come risalire dalle linee guida a quanto puoi permetterti di spendere.

Il payback è una questione di cassa tanto quanto di margine. Un payback di 16 mesi significa finanziare sedici mesi di ogni nuovo cliente prima che l’euro torni indietro, ed è dura con sei mesi di runway. Verificalo sul piano del tuo modello finanziario per startup.

Cinque errori che gonfiano le tue unit economics

  • CAC blended. Le iscrizioni gratuite nascondono quanto costa davvero la crescita a pagamento. Mostra il CAC a pagamento e quello blended, uno accanto all’altro.
  • Costi lasciati fuori dal CAC. Il tempo che il fondatore dedica alle vendite, l’agenzia, le commissioni di segnalazione, gli sconti. Se qualcuno è pagato per conquistare clienti, quel costo va dentro.
  • Un LTV senza churn dietro. La durata è 1 diviso il churn, quindi un’ipotesi sul churn è un’ipotesi su tutto. E il churn dipende da cosa vendi: nei benchmark di Lenny Rachitsky e Casey Winters del 2020 una retention “buona” degli utenti a sei mesi è circa 25% per le app social, 40% per i software in abbonamento per consumatori, 60% per i software per piccole e medie imprese e 70% per quelli enterprise. Misura il tuo, coorte per coorte (una coorte è il gruppo di clienti arrivati nello stesso mese).
  • Ricavi al posto del margine. L’LTV si calcola sul margine di contribuzione. Per i consumatori togli prima l’IVA: un euro alla cassa non è un euro di ricavi.
  • Una media per tutti. I clienti che arrivano dal consiglio di un amico non sono quelli che arrivano dalle inserzioni. Dividi per canale e per piano prima di fidarti della media.

La tua checklist sulle unit economics

  1. Elenca tutti i costi sostenuti per conquistare clienti nell’ultimo trimestre, stipendi compresi, e dividili per i nuovi clienti paganti.
  2. Calcola il margine di contribuzione per cliente: ricavi (al netto dell’IVA) meno i costi che crescono con ogni cliente.
  3. Misura il churn mensile su coorti reali, non sul pitch di un concorrente.
  4. Calcola LTV, LTV/CAC e payback. Poi scrivi quale singola ipotesi li farebbe crollare.
  5. Separa il CAC a pagamento da quello blended.
  6. Controlla quali di questi numeri rientrano tra le metriche che gli investitori chiedono al seed e dove stanno nella struttura di un pitch deck.

Stai mettendo insieme un round in Italia? La nostra guida a come raccogliere capitali per una startup in Italia è il punto di riferimento di questa serie.

Qual è un buon rapporto LTV/CAC?

Il riferimento più comune è 3 o più (David Skok, Bessemer). Nasce nel software in abbonamento, e Skok osserva che molte aziende SaaS in salute non lo raggiungono all’inizio: mostra l’andamento e il payback accanto al rapporto.

Qual è un buon payback del CAC?

Sotto i 12 mesi è l’obiettivo più usato. I benchmark di Bessemer del 2021 sono sotto i 12 mesi per i clienti piccoli, sotto i 18 per la fascia media e sotto i 24 per le grandi aziende; Skok dice che le migliori aziende SaaS recuperano il CAC in 5-7 mesi.

Che differenza c’è tra CAC e LTV?

Il CAC è quello che spendi per conquistare un cliente. L’LTV è quello che quel cliente ti lascia nel tempo, dopo i costi per servirlo. Uno è un costo, l’altro un ritorno, e le unit economics mettono a confronto i due.

Posso calcolare le unit economics prima di avere clienti?

Solo come ipotesi. Usa prezzi e costi che puoi verificare, come il preventivo di un fornitore o il prezzo di un concorrente, prova l’acquisizione con un piccolo test a pagamento e tratta il churn come un’ipotesi finché non hai qualche mese di dati reali.

Le unit economics valgono anche per marketplace e hardware?

La domanda sì: quanto ti lascia un ordine o un’unità venduta? Le formule cambiano, perché manca l’abbonamento mensile. Usa il margine su un ordine e la quota di clienti che riacquista.

Adaxit

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Fonti

  1. a16z, 16 Startup Metrics, 21 agosto 2015, aggiornato il 9 settembre 2024
  2. David Skok, SaaS Metrics 2.0, For Entrepreneurs, 16 gennaio 2013, modificato il 18 giugno 2026
  3. Bessemer Venture Partners, Scaling to $100 Million, 21 settembre 2021
  4. Bessemer Venture Partners, 10 Laws of Cloud, 19 giugno 2019
  5. Lenny Rachitsky e Casey Winters, What is good retention?, 9 giugno 2020
  6. CB Insights, The top 9 reasons startups fail, 5 marzo 2026
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Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.

L’autore

Cassio Thiengo

Prepara startup e PMI a raccogliere capitali e ad aprire nuovi mercati tra Europa, Stati Uniti e America Latina, e lavora con investitori dall’Europa, dal Golfo e dall’Asia. Ha base a Milano.

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