Giovedì sera un investitore ti scrive: “Vorremmo andare avanti. Puoi mandarci la data room?” Apri il tuo Drive. C’è una cartella che si chiama “varie”, tre versioni della cap table e un contratto che, quasi sicuramente, è firmato. Da qualche parte.
Questa checklist per la data room startup è la struttura da costruire prima che arrivi quella mail. Trovi sei cartelle, il nome italiano di ogni documento (così sai cosa chiedere al notaio o al commercialista), un’idea di quale strumento usare e gli errori che fanno allungare la lista di domande di un investitore. Sei all’inizio? Parti dalla mappa per chi parte da zero e punta al primo round e torna qui quando avrai degli investitori all’orizzonte.
In breve
- La data room è uno spazio ordinato, con accessi controllati, con i documenti che l’investitore verifica in due diligence: legali, di team, di prodotto, finanziari, commerciali e sul fundraising.
- Per un round seed bastano sei cartelle. CRV, un fondo di venture capital americano, usa una struttura quasi identica: executive summary, financials, legal, go-to-market, product e HR.
- Aprila tardi. Il consiglio di CRV è “prepare early, share late”: deck e sintesi nei primi incontri, la data room completa quando l’investitore è vicino al comitato investimenti o al term sheet.
- Per una SRL la visura camerale elenca i soci, e dal 2009 le SRL non tengono più il libro soci: la tua cap table deve coincidere con il Registro delle imprese, quota per quota.
- Numeri che non coincidono e cessioni di proprietà intellettuale mancanti: per CRV sono gli errori che fanno perdere slancio alla trattativa, erodono la fiducia o fanno deragliare l’operazione.
Cos’è una data room e quando conviene aprirla?
Una data room è uno spazio ordinato, di solito online, dove un investitore e i suoi avvocati leggono i documenti che stanno dietro il tuo pitch. Entra in gioco durante la due diligence, la fase di verifica che parte quando l’investitore fa sul serio. Il deck è il racconto. La data room contiene le prove.
Quando aprirla è una decisione a parte. CRV consiglia di “prepare early, share late”: preparare presto, condividere tardi. Nei primi incontri bastano il deck e una breve sintesi; l’accesso completo arriva quando l’investitore si avvicina alla decisione del comitato investimenti o a un term sheet. Costruiscila quindi con calma, settimane prima di averne bisogno. Cosa cercano gli investitori là dentro lo trovi nella nostra guida alla due diligence su una startup.
La checklist della data room: sei cartelle
Numera le cartelle, così si ordinano allo stesso modo su ogni schermo. Questa è la struttura che useremmo per un round seed in Italia, con il nome italiano di ogni documento e, accanto, l’equivalente inglese, utile se tra gli investitori c’è qualcuno che l’italiano non lo legge. Quella di CRV è quasi identica: executive summary, financials, legal, go-to-market, product, HR.
| Cartella | Documenti (nome italiano / inglese) | La domanda a cui risponde |
|---|---|---|
| 01 Società e legale | Visura camerale (company registry extract); atto costitutivo e statuto vigente (founding deed, current bylaws); verbali di assemblea (shareholder meeting minutes); patti parasociali (shareholders’ agreement), se ci sono; cap table | Di chi è la società e chi decide? |
| 02 Team | Contratti di lavoro e di collaborazione (employment and freelance contracts); accordi di vesting; cessione dei diritti di proprietà intellettuale (IP assignment); piano di stock option (option plan); organigramma (org chart) | Chi lavora qui, a quali condizioni, e la società è proprietaria di ciò che costruiscono? |
| 03 Prodotto e proprietà intellettuale | Marchi e brevetti (trademarks, patents); domini; account e repository intestati alla società; elenco dei componenti open source e delle licenze; informativa privacy (privacy notice) | La società possiede e controlla ciò che vende? |
| 04 Finanza | Modello finanziario (financial model); bilanci depositati (filed annual accounts); bilancio di verifica aggiornato (current trial balance); estratti conto (bank statements); debiti e finanziamenti (debts and loans) | I numeri del deck tornano con i conti e con la banca? |
| 05 Commerciale | Contratti con i clienti principali (key customer contracts); export della pipeline; dashboard delle metriche; listino prezzi (price list) | I ricavi sono veri e si ripeteranno? |
| 06 Fundraising | Pitch deck; uso dei fondi (use of funds); documenti dei round precedenti (aumenti di capitale, finanziamenti soci, SAFE, prestiti convertibili); ultimi investor update | Chi ha già un diritto su quote future? |
Non riempirai ogni cella, ed è normale. Una cartella vuota con una riga di spiegazione (“nessun patto parasociale firmato, solo i fondatori”) vale più di un buco su cui l’avvocato deve fare domande.
Società e legale: la cap table deve coincidere con la visura
Parti dalla visura camerale, l’estratto del Registro delle imprese. Per una società di capitali elenca i titolari di cariche e i soci. Le SRL hanno smesso di tenere il libro soci nel 2009 (legge 2/2009), quindi oggi il Registro è la fonte ufficiale di chi possiede cosa. La tua cap table, la tabella di chi detiene quale quota, deve coincidere con quel registro quota per quota.
Immagina un cofondatore uscito due anni fa che ha concordato per iscritto di vendere il suo 5% a un amico. L’operazione non è mai stata registrata. In una SRL il trasferimento di quote ha effetto verso la società dal momento del deposito al Registro delle imprese, che il notaio deve fare entro 30 giorni. Così la visura mostra ancora il vecchio socio, la tua cap table mostra l’amico, e l’avvocato dell’investitore vede la differenza appena mette i due documenti uno accanto all’altro. La nostra guida alla cap table e a come tenerla in ordine spiega come allinearli.
Ogni modifica dell’atto costitutivo passa da un’assemblea dei soci, con verbale redatto da un notaio (art. 2480 del codice civile). Perciò ogni aumento di capitale lascia una traccia: metti i verbali di assemblea e lo statuto aggiornato accanto alla cap table, in ordine di data. Se tu e i cofondatori avete firmato un patto parasociale, cioè un accordo privato tra soci su temi come il voto o a chi si può vendere, aggiungilo. Se non esiste, scrivilo in una riga.
Team e proprietà intellettuale: una cessione mancante può far saltare tutto
La cartella del team contiene i contratti di chiunque lavori per la società, dipendenti e collaboratori esterni, più le condizioni di vesting dei fondatori. Il vesting significa che i fondatori si guadagnano le quote nel tempo, invece di averle tutte dal primo giorno. Per Carta quattro anni con un cliff di un anno sono “the industry standard for founders”, lo standard del settore per i fondatori, e gli investitori si aspettano di vedere questa struttura. Hai un piano di stock option per i dipendenti? Aggiungilo, con le assegnazioni.
Poi c’è il documento che si dimentica: di chi sono il codice, il design, il nome? CRV mette le cessioni di proprietà intellettuale tra i documenti di prodotto e avverte che quando mancano “can derail deals”, possono far deragliare l’operazione. La legge italiana aiuta, ma solo fino a un certo punto. L’art. 12-bis della legge 633/1941 dice che, salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore o della banca di dati creati dal lavoratore dipendente “nell’esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro”.
Rileggi la frase. Parla di lavoratori dipendenti. Uno sviluppatore freelance, un’agenzia di design o un cofondatore che non ha mai firmato nulla non ci rientrano. Per ognuno di loro serve una cessione dei diritti firmata, che dica in parole semplici che la società è proprietaria di ciò che ha creato per lei. Una pagina firmata oggi vale più di una corsa contro il tempo a metà closing.
La cartella del prodotto è più semplice. Registrazioni dei marchi e brevetti, con numeri e scadenze di rinnovo. Nomi di dominio intestati alla società, non all’account personale di un fondatore. Un elenco dei componenti open source nel prodotto, con le rispettive licenze. E l’informativa privacy che leggono i tuoi utenti: la Commissione europea elenca cosa deve contenere, dall’identità di chi raccoglie i dati ai tempi di conservazione e al diritto di reclamo.
Finanza e commerciale: un solo set di numeri
Qui la regola è semplice. Un solo set di numeri. CRV lo dice senza giri di parole: “Conflicting numbers are a fast way to kill deal momentum and erode trust”: numeri in conflitto uccidono in fretta slancio e fiducia. Mettiamo che il deck dichiari 312.000 euro di ricavi nell’ultimo anno. Il modello, i bilanci depositati e gli estratti conto devono raccontare la stessa storia. Se non è possibile, perché un cliente ha pagato una fattura annuale a gennaio o perché un contributo è finito negli altri ricavi, scrivi la riconciliazione in una riga accanto al file.
Tieni un modello finanziario pulito, con le ipotesi in vista, i bilanci depositati di ogni anno che hai, un bilancio di verifica aggiornato, gli estratti conto e l’elenco di ciò che devi: prestiti bancari, finanziamenti dei soci, strumenti convertibili.
Per la cartella commerciale: i contratti con i clienti più grandi, un export della pipeline e la dashboard dietro le tue metriche da startup in fase seed. I nomi dei clienti possono essere sensibili. CRV avverte che le liste clienti non oscurate vanno gestite con contesto e accessi stretti: oscurali all’inizio e mostrali in chiaro più avanti.
L’ultima cartella racconta i soldi già raccolti: il deck, l’uso dei fondi e i documenti dei round precedenti, come aumenti di capitale, prestiti di amici, SAFE e prestiti convertibili. L’investitore vuole vedere ogni promessa già fatta su quote future, perché quelle promesse cambiano ciò che compra il nuovo capitale.
Quale strumento usare per la data room?
Lo strumento conta meno della struttura. Per CRV Notion o Google Drive possono andare bene per le prime conversazioni con gli investitori, mentre un software dedicato può diventare utile per una due diligence formale. DocSend, oggi parte di Dropbox, è uno strumento di condivisione di documenti che i founder usano per i deck, e le sue ricerche su quanto tempo gli investitori dedicano a ogni sezione mostrano che registra il tempo per pagina.
Qualunque strumento tu scelga, condividi con persone precise anziché con “chiunque abbia il link”, imposta l’accesso in sola lettura con una scadenza per chi guarda all’inizio e dai ai file un nome con uno schema. CRV suggerisce anno, trimestre, tipo di documento e versione, per esempio 2026_Q3_Cap_Table_v1.2.pdf.
Gli errori che rallentano una data room
Il primo è aprirla troppo presto. A un investitore che ti ha incontrato una volta non servono i vecchi materiali dei consigli di amministrazione, che mostrano strategie abbandonate; e piccoli affitti e lettere di assunzione finiscono solo per seppellire i contratti che contano.
Gli altri li hai già incontrati: una cap table che non coincide con la visura, una cessione di proprietà intellettuale mancante, numeri che divergono tra deck, modello e bilanci, nomi di clienti lasciati in chiaro. Ce n’è uno più silenzioso. Nessun indice. Una pagina con l’elenco di ogni documento, con data e versione, permette all’avvocato di trovare le cose senza scriverti.
La tua checklist prima di condividere
- Crea sei cartelle numerate e un indice di una pagina con ogni documento, la sua data e la versione.
- Ordina una visura camerale aggiornata e controlla ogni nome e ogni percentuale sulla cap table.
- Raccogli lo statuto vigente e i verbali di ogni modifica dalla costituzione a oggi.
- Fatti firmare una cessione dei diritti da ogni freelance, agenzia e fondatore che ha scritto codice o fatto design per te.
- Esporta le condizioni di vesting e il piano di stock option, se c’è.
- Riconcilia i ricavi tra deck, modello, bilanci depositati ed estratti conto, e scrivi una riga per ogni differenza.
- Elenca componenti open source e licenze, marchi, domini e gli account che la società controlla.
- Oscura i nomi dei clienti, imposta l’accesso in sola lettura con scadenza e apri la data room solo quando un investitore è vicino al term sheet.
Per vedere dove sta questo passo nel round, leggi la guida su come raccogliere capitali per una startup in Italia.
Cos’è una data room per una startup?
È uno spazio ordinato, con accessi controllati, dove investitori e avvocati leggono i documenti a sostegno del tuo pitch durante la due diligence: carte legali, finanziarie, commerciali, di team, di prodotto e di fundraising.
Quando devo dare accesso alla data room agli investitori?
Più tardi di quanto pensi. CRV consiglia “prepare early, share late”: il deck e una sintesi nei primi incontri, la data room completa quando l’investitore si avvicina alla decisione del comitato investimenti o al term sheet.
Posso usare Google Drive o Notion come data room?
Sì, per le prime conversazioni con gli investitori, secondo CRV. Condividi con persone precise, usa l’accesso in sola lettura con una scadenza e mantieni nomi di file coerenti. Un software dedicato può valere la pena più avanti, per la due diligence formale.
Quali documenti italiani servono nella data room?
Una visura camerale recente che coincida con la cap table, l’atto costitutivo e lo statuto vigenti, i verbali di ogni modifica, eventuali patti parasociali e le cessioni di proprietà intellettuale firmate da freelance e fondatori non dipendenti.
Mi servono tutte e sei le cartelle per un piccolo round pre-seed?
Non in profondità. Tieni le stesse sei intestazioni e riempi ciò che esiste: prima cap table, documenti di costituzione, un modello e un deck. Il resto lo costruisci quando qualcuno lo chiede.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Le regole cambiano: chiedi al tuo notaio, al commercialista o a un avvocato prima di firmare, depositare o condividere qualcosa sulla base di quanto leggi qui.
Adaxit
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Fonti
- CRV, Data room setup, 1 aprile 2026
- Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 12-bis (Brocardi.it), consultato il 5 ottobre 2026
- Carta, What is stock vesting, 29 luglio 2026
- Camera di Commercio di Bologna, Manuale elenco soci (Registro Imprese), consultato il 5 ottobre 2026
- Codice civile, art. 2470 e art. 2480 (Brocardi.it), consultati il 5 ottobre 2026
- Commissione europea, What information must be given to individuals whose data is collected, consultato il 5 ottobre 2026
- DocSend, What to include when building your pre-seed pitch deck, aggiornato il 24 febbraio 2026
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



