Domenica sera. Il deck è finalmente pronto e in un foglio di calcolo hai 80 indirizzi di investitori. La tentazione è incollarli tutti nel campo Ccn e premere invio. Non farlo. Una email che poteva arrivare a chiunque è facilissima da ignorare, per chiunque.
Questa guida segue la prima email a un investitore dall’inizio alla fine: a chi mandarla, come scrivere l’oggetto, le cinque frasi che reggono tutto il messaggio, cosa allegare, quando sollecitare e due esempi inventati da adattare. Se parti da zero, la mappa da zero al primo round ti dice dove si colloca questa email.
In breve
- Una email a un investitore che non ti conosce ha un solo compito: ottenere una risposta, non chiudere il round.
- Bastano cinque frasi: chi sei, cosa fai in parole semplici, una prova, cosa chiedi e il link al deck.
- Gli investitori leggono in fretta. Secondo la ricerca di Dropbox DocSend dedicano meno di 3 minuti a un intero pitch deck, quindi l’email deve funzionare in pochi secondi.
- Il fit viene prima delle parole. Controlla fase, dimensione dell’operazione, settore e geografia prima di scrivere a chiunque, e non pagare mai per un’introduzione.
- Sollecita una o due volte, a circa una settimana di distanza, poi fermati. Non chiedere all’investitore di firmare un NDA.
Cos’è una email a freddo a un investitore e funziona davvero?
L’email a freddo è il primo messaggio a un investitore con cui non hai alcun legame. Quella “calda” arriva tramite qualcuno che l’investitore conosce e di cui si fida. Con entrambe può nascere una prima call, e nessuna garantisce un sì.
Airbnb è l’esempio più famoso. Brian Chesky ha raccontato che il 26 giugno 2008 un loro amico, Michael Seibel, li presentò a sette investitori di peso, e loro cercavano 150.000 dollari. Cinque risposero di no. Due non risposero mai. Quella era un’introduzione calda.
Quindi l’email a freddo funziona? A volte. Online girano tassi di risposta citati soprattutto da aziende che vendono software di outreach, e non abbiamo trovato una fonte neutrale per nessuno, quindi non ne ripetiamo. Possiamo dire un’altra cosa: una buona email a freddo toglie le scuse facili per ignorarla. Arriva alla persona giusta. È breve. Rispondere costa una riga.
A quali investitori scrivere per primi?
Il fit pesa più delle parole. Prima di scrivere una frase, controlla quattro cose.
- Fase. La maggior parte dei fondi lavora su una o due fasi di finanziamento. In Italia nel primo semestre 2026 pre-seed e seed sono stati il 59% dei 145 round, ma solo 172 milioni di euro sugli 813 investiti. Series A e round successivi hanno preso la maggior parte del denaro (Growth Capital e Italian Tech Alliance).
- Dimensione dell’operazione. I business angel italiani hanno chiuso operazioni da meno di 50.000 euro (il 12% nel 2025) a oltre 2 milioni (il 16%), con il 39% tra 500.000 euro e 2 milioni (indagine IBAN).
- Settore. Guarda cosa hanno finanziato negli ultimi due anni, non cosa dice il sito che gli piace.
- Geografia. Alcuni fondi restano in un solo paese o in una sola regione. In Italia nel 2025 ogni round sopra i 20 milioni di euro aveva almeno un investitore estero.
Poi cerca sul sito dell’investitore un modulo o un indirizzo per i pitch. Se c’è, usalo: è il canale che hanno scelto loro. Tieni la lista corta. Come trovare investitori per una startup spiega dove prendere i nomi, e la nostra guida su come raccogliere capitali per una startup in Italia mette in fila tutto il resto. Venti investitori adatti valgono più di duecento possibili.
Come si scrivono l’oggetto e il testo di una email a un investitore?
L’oggetto decide se il resto verrà aperto. Ha un compito solo: dire chi sei, cosa fai e cosa chiedi. Confronta tre esempi.
- “Domanda veloce” non dice niente ed è quello che scrivono tutti.
- “Opportunità di investimento” può arrivare da una truffa o da un cugino con un’idea, e l’investitore le ha viste entrambe.
- “Turnara: software di prenotazione per studi di fisioterapia, cerchiamo 400.000 euro” dà nome, prodotto e importo in una riga.
Metti il nome della società all’inizio, così il filo è facile da ritrovare. Niente maiuscole, niente “riservato”, niente finti “Re:”. Se avete un contatto in comune, nominalo subito.
Poi il testo. Nella sua guida al pitch per Y Combinator, Michael Seibel dice che un investitore vuole sette risposte: cosa fai, il mercato, i progressi, la tua intuizione unica, il modello di business, il team e cosa vuoi (le citazioni dall’inglese sono traduzioni nostre). Una email non ne contiene sette. Ne bastano cinque frasi, e ognuna apre la porta a una slide.
Chi sei. Un dettaglio che ti rende credibile: un lavoro, un risultato, anni nello stesso settore. Non il tuo CV.
Cosa fai. Seibel la vuole “nel linguaggio più semplice possibile” e dice di togliere “gergo, acronimi, linguaggio da marketing e termini ambigui come ‘piattaforma’”. Non ci riesci? Parti dalla tua frase che spiega la startup.
La prova. La traction è la dimostrazione che qualcuno vuole quello che hai costruito, e basta un numero che l’investitore possa controllare: clienti paganti, ricavi, crescita settimanale. Per darti una scala, Paul Graham ha scritto che durante Y Combinator una buona crescita va dal 5 al 7% a settimana e il 10% è eccezionale. Non hai ancora ricavi? Usa quello che hai imparato: interviste fatte, pilot in corso, una lista d’attesa. Cosa cercano gli investitori in un founder alla prima esperienza elenca cos’altro pesano.
La richiesta. Di’ quanto raccogli e cosa ci compri. Seibel è brusco: “Se vuoi che io investa, chiedimelo.” In una prima email chiedi anche qualcosa di più piccolo, una call di 20 minuti. Quanto raccogliere è una domanda a parte, trattata in quanta equity cedere a pre-seed e seed.
Il link. Un link al deck e nient’altro. La nostra guida sulla struttura del pitch deck mostra cosa deve contenere.
Che aspetto ha una email a un investitore? Due esempi
Seguono due esempi inventati. Società, nomi e ogni numero sono di fantasia. Ogni riga della tabella è una frase dell’email.
| Parte | Testo dell’esempio |
|---|---|
| Oggetto | Turnara: software di prenotazione per studi di fisioterapia, cerchiamo 400.000 euro |
| Chi sei | Ciao Marco, sono Giulia Ferri, cofondatrice di Turnara a Bologna, e prima ho gestito per sei anni le operations di una catena di studi di fisioterapia. |
| Cosa fai | Facciamo un software di prenotazione e promemoria per gli studi di fisioterapia indipendenti: il paziente riceve un SMS il giorno prima e lo studio riempie i buchi in agenda. |
| La prova | Da marzo 41 studi tra Emilia-Romagna e Lombardia ci pagano 49 euro al mese, e nei nove che abbiamo misurato le visite saltate sono scese dal 14% al 6%. |
| La richiesta | Cerchiamo 400.000 euro per assumere un secondo sviluppatore e arrivare a 150 studi entro giugno, e ti scrivo perché [una riga sul perché proprio lui: un investimento, un intervento, un post]. |
| Il link | Il deck è qui: [link DocSend]. Ci sentiamo venti minuti la prossima settimana? |
| Firma | Giulia Ferri, Turnara, +39 000 000 0000 |
Se l’investitore ti dà del Lei, rispondi col Lei: “Buongiorno dottor Bianchi”. Se scrive in modo informale sui social, un “Ciao Marco” va benissimo. Le cinque frasi restano le stesse.
Il secondo esempio parte verso un fondo seed estero, quindi è in inglese. La struttura regge. Cambiano la valuta, la lingua e una riga in più su chi sono i tuoi clienti e perché li raggiungi dall’Italia.
| Parte | Testo dell’esempio |
|---|---|
| Oggetto | Brigata: stock and waste tracking for independent restaurants, 60 paying, raising €600k |
| Chi sei | Hi Anna, I’m Paolo Ricci, co-founder of Brigata in Turin, and I spent eight years running kitchens before I wrote a line of code. |
| Cosa fai | Brigata tracks stock and food waste for independent restaurants, so the chef orders what the kitchen will actually use. |
| La prova | Sixty restaurants in Lombardy, Piedmont and Veneto pay us €79 a month, and in the 22 we measured, food waste fell by 18% in twelve weeks. |
| La richiesta | We’re raising €600,000 to open Spain and Germany, and I’m writing because [your seed deal in restaurant tech]. |
| Il link | Deck: [DocSend link]. Happy to do a 20-minute call whenever suits you. |
| Firma | Paolo Ricci, Brigata, +39 000 000 0000 |
Conviene aspettare un’introduzione calda?
Se ne hai una vera, usala. Un’introduzione calda costa un favore al tuo contatto, quindi chiedila solo a chi conosce entrambe le parti e rendila facile: scrivi tre righe che possa inoltrare così come sono, con la tua descrizione in una frase e il link al deck. In Italia vale la pena chiedere chi altro potrebbe volerlo vedere, perché nel 2025 l’81% delle operazioni dei business angel è stato in syndication, cioè con più angel insieme, in media sei (indagine IBAN). Nessuna introduzione? Non passare sei mesi a cercarla. Manda l’email a freddo.
Una cosa da non fare mai: pagare per un’introduzione. Non a un “connettore”, non per un “incontro garantito”, non con una percentuale su quanto raccogli. In Italia e in tutta l’UE intermediare investimenti per conto di altri come attività professionale è regolamentato, quindi chi lo fa deve avere l’autorizzazione dell’autorità competente, come la Consob, e saperla mostrare. Adaxit non fa introduzioni e non raccoglie denaro per conto dei founder. Ti aiutiamo a mettere a posto i materiali, perché la tua email stia in piedi da sola.
Cosa allegare e quando fare il sollecito?
Idealmente niente. Metti nel testo il link al pitch deck, la breve presentazione della tua società. Un link non intasa la casella, si apre sul telefono e uno strumento come DocSend ti dice se è stato aperto. Se proprio devi allegare, manda un solo PDF abbastanza leggero da aprirsi al volo. Modello finanziario, data room e business plan aspettano che qualcuno li chieda.
Pensa a quanto poco tempo riceve il deck. La ricerca DocSend lo stima in meno di 3 minuti a deck (aprile 2025) e dice che la maggior parte dei deck ha circa 20 pagine e 50 parole a slide. La tua email è la porta d’ingresso a quei minuti: tienila corta e leggi l’elenco degli errori nel pitch deck prima di mandare il link.
Dopo l’invio mettiti in conto il silenzio. È normale, e non sempre vuol dire no. La nostra regola pratica: un promemoria dopo circa una settimana, due righe, nello stesso thread. Un secondo una settimana dopo, solo se hai una novità, per esempio un nuovo cliente o un traguardo. Poi fermati.
Se la risposta è “non ora”, chiedi se puoi mandare un breve aggiornamento mensile. Tiene la porta aperta senza stare addosso, e il nostro modello di investor update mostra cosa metterci.
Gli errori che fanno ignorare una email a freddo
- Invio di massa: 80 nomi nello stesso campo Ccn, o il nome sbagliato nel saluto. Si nota in due secondi.
- Nascondere i numeri. Se hai traction e l’email non lo dice, l’investitore penserà che non ne hai.
- Aprire con il mercato (“un settore da 50 miliardi di dollari…”) invece che con quello che hai costruito.
- Scrivere a un fondo che non investe nella tua fase, nel tuo settore o nel tuo paese.
Poi c’è l’NDA. La guida di DocSend sul tema elenca perché i VC non lo firmano: la tua idea non è unica, vedono “migliaia di pitch deck a trimestre” e firmare crea un rischio legale se poi finanziano qualcosa di simile. Chiederlo può far sembrare alle prime armi. Se temi che il deck giri troppo, usa un link con password e data di scadenza.
La tua checklist prima di premere invio
- L’investitore investe nella tua fase, nel tuo settore e nel tuo paese.
- L’oggetto contiene il nome della società, cosa fai e cosa chiedi.
- Il testo è di cinque frasi, e la prima dice in parole semplici cosa fai.
- C’è un numero che l’investitore può controllare.
- Un solo link al deck, nessun allegato.
- Il nome nel saluto è quello giusto, scritto bene?
- Sai già il giorno in cui manderai il promemoria.
Quanto deve essere lunga una email a un investitore?
Cinque frasi e un link. Se sul telefono serve scorrere, taglia qualcosa.
Gli investitori rispondono alle email a freddo?
Alcuni sì, soprattutto quando l’email corrisponde alla loro fase, alla dimensione delle operazioni e al settore e mostra un risultato verificabile. Non abbiamo trovato un tasso di risposta neutrale e pubblicato, quindi diffida di chi ne cita uno preciso.
Devo allegare il pitch deck alla prima email?
Meglio un link. Si apre ovunque e uno strumento come DocSend ti dice se è stato aperto. Se l’investitore chiede un file, manda un solo PDF.
Devo chiedere all’investitore di firmare un NDA?
No. DocSend spiega perché i VC non lo firmano: la tua idea non è unica, vedono migliaia di deck a trimestre e un NDA crea un rischio legale se poi finanziano qualcosa di simile. Usa un link con password e data di scadenza.
Posso pagare qualcuno per essere presentato agli investitori?
Te lo sconsigliamo. Intermediare investimenti per conto di altri come attività professionale è regolamentato in Italia e nell’UE, quindi chiedi l’autorizzazione della persona e non pagare mai per un incontro garantito.
Adaxit
L’email ti fa guadagnare qualche minuto con il tuo deck. La revisione del pitch deck ti mostra dove un investitore smetterebbe di leggere.
Fonti
- Dropbox DocSend, Pitch deck research, 1 aprile 2025
- DocSend, Why don’t VCs sign NDAs for fundraising pitch decks?, 28 giugno 2019
- Michael Seibel, How to Pitch Your Company, Y Combinator, 19 luglio 2016
- Paul Graham, Startup = Growth, settembre 2012
- Brian Chesky, 7 Rejections, Medium, 12 luglio 2015
- Forbes Italia, indagine IBAN sui business angel italiani, 4 giugno 2026
- Finance Community, venture capital in Italia nel primo semestre 2026 (rapporto Growth Capital e Italian Tech Alliance), 21 luglio 2026
- Finance Community, venture capital in Italia nel 2025 (rapporto Growth Capital e Italian Tech Alliance), 22 gennaio 2026
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



