Immagina un’azienda di imballaggi di dodici persone, vicino a Bergamo, che chiede alla banca 100.000 euro per comprare una piegatrice. I conti sono in ordine. L’azienda ha quattro anni e la macchina è l’unica cosa che si può dare in garanzia. La banca esita. È la situazione per cui esiste il fondo di garanzia PMI.
Il Fondo di garanzia per le PMI è una garanzia dello Stato che si mette dietro i finanziamenti bancari alle piccole e medie imprese. In pochi minuti vedrai chi può usarlo nel 2026, quanto copre, quanto costa, come la richiesta arriva dalla tua banca al fondo e dove le startup hanno un trattamento speciale. Se parti da zero, comincia dalla nostra mappa dallo zero al primo round.
In breve
- Il Fondo di garanzia per le PMI è una garanzia pubblica sui prestiti bancari, non un contributo: se non riesci a restituire, copre una parte della perdita della banca. La base è la legge 662/1996, art. 2, comma 100, lett. a.
- Nel 2026 la copertura resta all’80% per gli investimenti, gli importi ridotti, il microcredito, la Nuova Sabatini e le startup innovative, e al 50% per la liquidità (Mediocredito Centrale, 2 gennaio 2026).
- Non si fa domanda da soli: la richiesta la presenta online una banca o un confidi. Il tetto è di 5 milioni di euro di importo garantito per impresa.
- Le startup innovative hanno la garanzia gratuita e senza la valutazione del merito di credito da parte del fondo. Con la riforma del 2024 le microimprese non pagano commissioni, mentre piccole e medie imprese pagano una tantum lo 0,5% e l’1% dell’importo garantito.
Cos’è il fondo di garanzia PMI, in parole semplici?
Una garanzia è la promessa di coprire il debito di qualcun altro se non paga. Qui la promessa arriva dallo Stato. Quando chi ha preso il prestito non restituisce, il fondo rimborsa alla banca una parte della perdita, e la banca rischia meno quando presta a te.
Lo ha istituito la legge 662/1996 e funziona dal 2000. Fa capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e lo gestisce Mediocredito Centrale, per tutti MCC. Con le parole del ministero, copre qualsiasi operazione finanziaria legata all’attività d’impresa, a breve come a medio-lungo termine.
Meglio chiarire cosa non è. Non è un contributo a fondo perduto, cioè soldi che non restituisci: il MIMIT scrive che il fondo “non eroga contributi in denaro”, quindi niente liquidità in cassa. E non è un sì della banca. Decide sempre la banca se prestare, quanto e a che tasso. La garanzia rende il sì più facile, e basta.
Chi può usare il Fondo di garanzia?
Le micro, piccole e medie imprese iscritte al Registro delle Imprese e i professionisti titolari di partita IVA. Restano fuori le attività finanziarie e assicurative. Può chiederlo un architetto freelance come una SRL da dieci dipendenti.
Le dimensioni seguono la definizione europea. La microimpresa ha meno di 10 dipendenti e fino a 2 milioni di euro di fatturato o di bilancio. La piccola ha meno di 50 dipendenti e fino a 10 milioni. La media ha meno di 250 dipendenti e un fatturato fino a 50 milioni, oppure un bilancio fino a 43 milioni.
Le piccole mid-cap, tra 250 e 499 dipendenti, sono entrate durante la pandemia e sono rimaste con la riforma del 2024, con una copertura più bassa e una commissione dell’1,25%. Due categorie restano escluse: le imprese in difficoltà secondo le regole europee e, di nuovo dalla riforma del 2024, quelle in fascia 5 del modello di rating del fondo. Il fondo valuta le imprese su una scala di cinque fasce. La 5 è la più rischiosa.
Quanto copre il fondo di garanzia nel 2026?
Dipende da cosa finanzia il prestito. La tabella riporta le percentuali del 2026, che Mediocredito Centrale il 2 gennaio 2026 ha descritto come invariate rispetto al 2025. Il decreto-legge 200 del 31 dicembre 2025 (art. 14, comma 1) ha prorogato di un anno le regole del 2025.
| Tipo di finanziamento | Copertura | Da sapere |
|---|---|---|
| Finanziamenti per investimenti (macchinari, software, attrezzature) | 80% | Garanzia diretta e riassicurazione hanno la stessa percentuale |
| Finanziamenti Nuova Sabatini | 80% | Il MIMIT li prevede assistiti dal fondo fino all’80% |
| Importi ridotti (fino a 40.000 euro per beneficiario) e microcredito | 80% | Per gli importi ridotti il modello di rating del fondo non si applica |
| Startup innovative, PMI innovative, incubatori certificati | 80% | Startup innovative: gratuito e senza valutazione del merito di credito |
| Finanziamenti per la liquidità (stipendi, fornitori, capitale circolante) | 50% | Vale per garanzia diretta e riassicurazione |
Un paio di termini meritano una riga. Con la garanzia diretta il fondo garantisce la tua banca. Con la riassicurazione, detta anche controgaranzia, garantisce per primo un confidi e il fondo fa da rete al confidi. Un confidi è un consorzio di garanzia collettiva dei fidi, formato da piccole imprese, che garantisce i prestiti dei propri soci.
Poi il tetto. L’importo massimo garantito è di 5 milioni di euro per impresa, il doppio dei vecchi 2,5 milioni. Il 26 febbraio 2024 MCC ha comunicato che il limite più alto era operativo dal 29 febbraio e a regime.
Come si chiede la garanzia, passo per passo?
- Vai da una banca, da un intermediario finanziario o da un confidi. Il MIMIT indica che l’impresa deve rivolgersi a uno di loro.
- Chiedi il prestito e di’ che vorresti la garanzia del fondo.
- La banca o il confidi presenta la richiesta di garanzia sulla piattaforma online del fondo.
- Il fondo esamina la richiesta. Per la maggior parte delle imprese questo comprende il punteggio del suo modello di rating. I prestiti fino a 40.000 euro e le startup innovative saltano quel passaggio.
- Con la garanzia in mano, la banca firma ed eroga il finanziamento. Sulla quota garantita non può acquisire altre garanzie reali, assicurative o bancarie.
Quanto costa la garanzia?
Non sempre zero. Con la riforma di gennaio 2024 le microimprese non pagano la commissione una tantum. Le piccole imprese pagano lo 0,5% dell’importo garantito e le medie l’1%. Riprendi l’azienda di imballaggi: un prestito da 100.000 euro garantito all’80% dà un importo garantito di 80.000 euro, quindi una piccola impresa come quella dovrebbe 400 euro e una media 800.
Le startup innovative non pagano e il fondo non valuta affatto il loro merito di credito. Le PMI innovative mantengono la gratuità ma passano dalla valutazione del merito di credito, secondo il rapporto del MIMIT sulle imprese innovative e il fondo, con dati al 31 marzo 2025.
Pagano anche le banche. Un decreto interministeriale del 21 gennaio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2026, introduce un premio aggiuntivo oltre alle eventuali commissioni. Lo deve chi eroga il finanziamento, sulle garanzie richieste e ottenute dopo l’entrata in vigore del decreto, e discende dalla legge 207/2024 (art. 1, commi da 451 a 454). Se una parte di quel costo arrivi al tuo prezzo, è una domanda da fare al tuo direttore di filiale. Chiedi che ogni costo sia scritto nell’offerta.
Come la garanzia cambia la decisione della banca: un esempio
Torniamo a Bergamo, con numeri tondi e un’azienda inventata. La piegatrice costa 100.000 euro e il funzionario fidi si fa una sola domanda: se questa azienda inciampa, cosa ci torna indietro? Una macchina usata raramente rende quanto è costata nuova.
Aggiungi ora il fondo all’80%. Dei 100.000 euro, fino a 80.000 sono coperti, quindi l’esposizione vera della banca scende a circa 20.000. Le regole operative fanno un passo in più. Sulla quota garantita la banca non può chiedere un’ipoteca, una polizza o un’altra garanzia bancaria. Sui 20.000 rimanenti può ancora farlo, purché il valore delle garanzie resti entro la parte scoperta.
In comitato fidi la domanda cambia: da “possiamo reggere il caso peggiore?” a “questo piano vale 20.000 euro di rischio?”. A quella è più facile rispondere di sì. Non è comunque automatico, e il prestito resta tuo da restituire: la garanzia protegge la banca, non chi ha preso il prestito.
Il fondo tratta in modo diverso le startup?
Sì, se la startup è innovativa in senso giuridico. Le startup innovative hanno la copertura all’80%, nessun costo e nessuna valutazione del merito di credito da parte del fondo. Il 43° rapporto periodico del MIMIT mostra cosa è successo in pratica: al 31 marzo 2025, 17.159 operazioni finanziate a startup innovative, 3,0 miliardi di euro di finanziamenti, 2,5 miliardi garantiti, per 7.333 imprese.
Lo status ha i suoi requisiti, che la nostra guida alla startup innovativa in Italia passa in rassegna. Un’impresa che non li soddisfa può comunque usare il fondo come una normale PMI.
Una garanzia serve solo se una banca è disposta a prestare. Per soldi che non arrivano da una banca guarda gli incentivi per under 35 o il prestito a tasso zero della guida a Smart&Start Italia. Se il prestito paga dei macchinari, la Nuova Sabatini può affiancarlo: il MIMIT scrive che un finanziamento Sabatini può essere assistito dal fondo fino all’80%.
La tua checklist prima di parlare con la banca
- Conferma la tua fascia dimensionale (micro, piccola o media) e che il tuo settore non sia finanziario o assicurativo.
- Decidi se il prestito serve a un investimento o alla liquidità: la copertura sarà all’80% o al 50%.
- Calcola l’importo garantito (prestito per copertura) e la commissione una tantum della tua dimensione.
- Chiedi quale banca o quale confidi presenterà la richiesta al fondo.
- Startup innovativa? Dillo al primo incontro, perché cambiano i costi e i controlli.
- Fatti scrivere ogni costo: interessi, spese, commissione, eventuale premio aggiuntivo che ti viene girato.
- Rileggi le pagine del MIMIT e di Mediocredito Centrale la settimana in cui firmi. Le regole del 2026 sono una proroga.
La finanza agevolata ha più porte di questa. Se vuoi un secondo parere su quale si adatta al tuo piano, è il lavoro del nostro servizio di finanza agevolata. Per la scelta più ampia tra capitale e debito leggi come raccogliere capitali per una startup in Italia e, se stai ancora dimensionando la cifra, quanti soldi servono per una startup.
Posso chiedere il fondo di garanzia direttamente?
No. Ti rivolgi a una banca, a un intermediario finanziario o a un confidi, che presenta la richiesta sulla piattaforma del fondo. Il fondo non presta e non dà soldi alle imprese.
La garanzia copre tutto il prestito?
No. La copertura arriva fino all’80% per i finanziamenti per investimenti e le altre operazioni in tabella, e al 50% per la liquidità. Il tetto è di 5 milioni di euro di importo garantito per impresa.
Un libero professionista può usare il fondo di garanzia?
Sì. Sono ammessi i professionisti titolari di partita IVA, fuori dalle attività finanziarie e assicurative.
La garanzia è gratuita?
Per le startup innovative sì, e le microimprese non pagano la commissione una tantum. Piccole e medie imprese pagano lo 0,5% e l’1% dell’importo garantito.
Si può abbinare alla Nuova Sabatini?
Sì. Il MIMIT scrive che un finanziamento Nuova Sabatini può essere assistito dal fondo fino all’80% dell’importo.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Le regole cambiano: verifica le pagine ufficiali del MIMIT e di Mediocredito Centrale, o chiedi a un professionista, prima di presentare domanda.
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Fonti
- MIMIT, Fondo di garanzia per le PMI, pagina aggiornata al 21 settembre 2026
- Mediocredito Centrale, Prorogate per il 2026 le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia, 2 gennaio 2026
- Mediocredito Centrale, Dal 1° gennaio al via la riforma del Fondo di garanzia per le Pmi, 22 dicembre 2023
- Mediocredito Centrale, Fondo di garanzia, sale a 5 milioni la copertura per singola impresa, 26 febbraio 2024
- MIMIT, Decreto interministeriale 21 gennaio 2026: criteri di calcolo e modalità di versamento del premio aggiuntivo, Gazzetta Ufficiale n. 42, 20 febbraio 2026
- MIMIT, Le imprese innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI, 43° rapporto, dati al 31 marzo 2025
- MIMIT, Disposizioni operative del Fondo di garanzia, versione pubblicata sul sito del ministero, consultata il 5 ottobre 2026
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



