Il contributo a fondo perduto è denaro pubblico che un’impresa riceve e non deve restituire, a patto di spenderlo nel progetto approvato e di dimostrarlo. «Perduto» lo è per lo Stato, non per te. Un esempio chiaro è il bando della Regione Lombardia per le startup innovative, aperto fino al 25 novembre 2026: copre l’80% delle spese ammissibili fino a 1 milione di euro, e il restante 20% lo mette la società.
Qui sotto: il fondo perduto messo accanto a finanziamento agevolato, credito d’imposta e garanzia, i sei passaggi dal bando alla rendicontazione, il tetto de minimis e i bandi italiani verificati il 17 ottobre 2026. Sei agli inizi? La mappa da zero al primo round ti mostra dove si collocano i bandi.
In breve
- Di solito il fondo perduto copre una parte delle spese ammissibili, non tutte: l’80% nel bando lombardo per le startup, il 65% o il 60% in Autoimpiego Centro-Nord. Il resto lo finanzi tu.
- Molti contributi piccoli rientrano nel de minimis: al massimo 300.000 euro per impresa in tre anni, su base mobile, secondo il regolamento UE 2023/2831, in vigore fino al 31 dicembre 2030.
- Spesso i soldi arrivano dopo la spesa. Il bando lombardo non prevede anticipi: puoi chiedere fino al 40% del contributo dopo aver rendicontato il 40% dei costi.
- Contano solo le spese sostenute dopo la domanda, sia in Smart&Start sia nel bando lombardo.
Fondo perduto, finanziamento agevolato, credito d’imposta e garanzia: le differenze
Chi apre un’impresa in Italia li sente nominare tutti insieme. Nel tuo bilancio, però, si comportano in modo molto diverso.
| Strumento | Cosa ricevi | Lo restituisci? | Esempio italiano, verificato a ottobre 2026 |
|---|---|---|---|
| Contributo a fondo perduto | Denaro per una quota delle spese approvate | No, se rispetti le regole | Bando Lombardia startup innovative: 80% delle spese ammissibili, fino a 1 milione |
| Finanziamento agevolato | Un prestito a tasso zero o ridotto | Sì | Smart&Start Italia: finanziamento a tasso zero dell’80% delle spese, da restituire in 10 anni; in otto regioni del Sud il 30% diventa contributo |
| Credito d’imposta | Un credito da compensare nel modello F24 | Non c’è nulla da restituire | Credito R&S: 10% delle spese ammissibili, fino a 5 milioni l’anno, utilizzabile dal periodo d’imposta successivo |
| Garanzia | Lo Stato copre una parte del prestito bancario | Sì, restituisci il prestito alla banca | Fondo di Garanzia per le PMI: copertura fino all’80% per startup e startup innovative nel 2026 |
La differenza si vede quando il progetto va male. Il prestito va restituito comunque. Il contributo no, se lo hai speso come approvato e puoi documentare ogni euro. E i confini non sono netti: in Smart&Start una parte del finanziamento può diventare contributo se entrano investitori esterni con i requisiti previsti, e al Sud il 30% è contributo fin dall’inizio.
Come funziona un contributo a fondo perduto, dal bando alla rendicontazione
- Leggi il bando. Dice chi può partecipare, quali spese contano, la percentuale, il massimale e come vengono valutate le domande: a sportello, in ordine di arrivo, o con una graduatoria dopo la scadenza. La Lombardia fa una graduatoria; Brevetti+ e Autoimpiego Centro-Nord vanno in ordine di arrivo.
- Controlla il tuo spazio de minimis. Somma gli aiuti de minimis ricevuti negli ultimi tre anni dalla tua società e dalle imprese collegate per controllo.
- Presenta la domanda prima di spendere. Le spese impegnate o pagate prima non contano.
- Copri la tua quota. Con un contributo all’80%, un progetto da 500.000 euro richiede comunque 100.000 euro tuoi, più la liquidità per pagare i fornitori prima del rimborso.
- Incassa. Alcune misure versano un anticipo contro una fideiussione bancaria o assicurativa: Smart&Start arriva al 40% delle agevolazioni. Altre rimborsano quello che hai già pagato, come la Lombardia: fino al 40% a metà progetto, dopo aver rendicontato il 40% dei costi, poi il saldo.
- Rendiconta. Fatture, quietanze, prove che il progetto è stato realizzato. Nel bando lombardo, se chiedi il saldo oltre il termine, perdi il contributo.
Bandi aperti in Italia nell’autunno 2026
Tutti verificati sulle pagine ufficiali il 17 ottobre 2026. Nessuno è una promessa: i bandi sono competitivi, oppure chiudono quando finiscono i fondi.
- Lombardia, startup innovative. 80% delle spese ammissibili, fino a 1 milione (1,5 milioni nelle aree assistite), per progetti da 150.000 a 1,25 milioni di startup innovative iscritte da non più di 36 mesi. Chiude alle 15 del 25 novembre 2026, poi c’è la graduatoria. I dettagli sono nella nostra guida al bando Lombardia per le startup innovative.
- Brevetti+ 2026. 20 milioni di euro per PMI con un brevetto o una domanda di brevetto recenti: fino all’80% delle spese ammissibili, massimo 140.000 euro, e il 100% se il brevetto è in contitolarità con un’università o un ente pubblico di ricerca. Si apre alle 12 del 25 novembre 2026, a sportello (vedi la nostra guida a Brevetti+).
- Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0, per chi ha tra 18 e 34 anni ed è inattivo, inoccupato, disoccupato o working poor. Al Centro-Nord il 65% degli investimenti fino a 120.000 euro e il 60% fino a 200.000; al Sud il 75% e il 70%. Entrambi decidono entro 90 giorni, in ordine di arrivo.
- ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero. Più un avviso che un’opportunità: dopo l’avviso del 30 giugno 2026 le risorse a fondo perduto sono esaurite e le nuove domande ottengono solo il finanziamento a tasso zero.
- All’estero, l’EIC Accelerator dell’Unione europea offre a startup e PMI un contributo inferiore a 2,5 milioni. L’ultimo cut-off del 2026 è il 4 novembre.
L’elenco completo è nei nostri bandi per startup aperti quest’autunno. Se preferisci ragionare su un bando insieme a noi prima di presentare domanda, c’è il nostro servizio di finanza agevolata.
De minimis e aiuti di Stato: il tetto che molti dimenticano
Buona parte dei contributi piccoli viene concessa in de minimis. Il regolamento UE 2023/2831 fissa il tetto a 300.000 euro per «impresa unica» nell’arco di tre anni, valutati su base mobile: ogni nuovo aiuto si somma a quelli ricevuti nei tre anni precedenti. Le imprese collegate da rapporti di controllo contano come una sola. Dal 1° gennaio 2026 gli Stati membri devono registrare questi aiuti in un registro centrale; in Italia la «Sezione trasparenza» del Registro nazionale degli aiuti di Stato mostra quelli già registrati.
Le misure più grandi usano altre regole europee. Il bando lombardo si basa sull’articolo 22 del regolamento generale di esenzione per categoria (651/2014), quello sugli aiuti alle start-up. Le sue FAQ ammettono il cumulo con altri aiuti sulle stesse spese solo entro l’intensità massima, mai con risorse PNRR, e chi ha già Smart&Start può partecipare solo per spese distinte.
Il contributo si tassa? Per una società, di regola sì. Il TUIR considera ricavi i contributi in conto esercizio spettanti per legge (articolo 85), mentre gli altri contributi in denaro concorrono al reddito nell’esercizio in cui li incassi (articolo 88, nel testo in vigore dal 2024). I contributi per acquistare beni ammortizzabili seguono un’altra strada. Chiedi al tuo commercialista come verrà trattato il tuo.
Errori che costano il contributo
- Firmare un ordine la settimana prima della domanda. Quella spesa non conta, né in Smart&Start né in Lombardia.
- Nessuna liquidità per coprire il buco. Senza anticipo paghi prima i fornitori e vedi il contributo mesi dopo.
- Costruire il piano su un contributo che non hai ancora ottenuto. Le risorse a fondo perduto di ON si sono esaurite a fine giugno 2026.
- Dimenticare il de minimis ricevuto da un’impresa collegata: il tetto le conta insieme.
- Trattare la rendicontazione come una formalità. È lì che i soldi arrivano davvero, o si perdono.
Termini collegati
- Bootstrapping: crescere con i propri ricavi, la liquidità che può coprire la quota di cofinanziamento.
- Pre-seed: i primi soldi esterni, che un contributo può allungare.
- Scale-up: la fase in cui entrano in gioco strumenti più grandi, come l’EIC Accelerator.
- Smart&Start Italia: requisiti, importi e come fare domanda.
- Il glossario startup: la voce sui contributi e gli altri 49 termini.
Cosa significa fondo perduto?
È un contributo che non si restituisce: denaro pubblico che l’impresa tiene, a patto di spenderlo nel progetto approvato, di coprire la sua quota e di rendicontare le spese.
Esistono contributi a fondo perduto al 100%?
Sì, ma sono l’eccezione. Brevetti+ 2026 arriva al 100% solo se il brevetto è in contitolarità con un’università o un ente pubblico di ricerca; i contributi sugli investimenti citati qui coprono tra il 60% e l’80% delle spese.
Qual è il limite de minimis nel 2026?
300.000 euro per impresa unica in un qualsiasi periodo di tre anni, su base mobile, secondo il regolamento UE 2023/2831, in vigore dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2030.
Il contributo a fondo perduto è tassato?
Per una società, in genere sì: il TUIR tratta come ricavi i contributi in conto esercizio previsti dalla legge e come reddito dell’anno di incasso gli altri contributi in denaro. Verifica il tuo bando con il commercialista.
Questa pagina è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale, e nessun contributo è garantito. Regole e bandi cambiano: verifica la fonte ufficiale o chiedi a un professionista prima di agire.
Adaxit
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Fonti
- EUR-Lex, Regolamento (UE) 2023/2831 della Commissione sugli aiuti de minimis, consultato il 17 ottobre 2026
- Regione Lombardia: Misura per lo sviluppo tecnologico delle startup innovative, Avviso, Allegato A e FAQ del 26 agosto 2026, consultate il 17 ottobre 2026
- MIMIT: Brevetti+ 2026, aggiornata il 15 ottobre 2026; ON, Nuove imprese a tasso zero, aggiornata il 12 ottobre 2026; Credito d’imposta R&S, aggiornata l’8 luglio 2026
- Invitalia, consultate il 17 ottobre 2026: Smart&Start Italia, agevolazioni e FAQ; Autoimpiego Centro-Nord; Resto al Sud 2.0
- Mediocredito Centrale, Fondo di garanzia: prorogate per il 2026 le modalità di funzionamento, 2 gennaio 2026; Camera di commercio Valle d’Aosta, istruzioni per la sezione de minimis di un bando 2026; European Innovation Council, EIC Accelerator, consultata il 17 ottobre 2026
- TUIR su Brocardi, testo aggiornato al 26 settembre 2026: art. 85 e art. 88
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



