Nuove imprese a tasso zero, oggi chiamata ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, è il finanziamento di Invitalia per le micro e piccole imprese guidate da giovani tra 18 e 35 anni o da donne. Copre fino al 90% delle spese, senza interessi, e si restituisce in un massimo di dieci anni. Il 12 ottobre 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto che aggiunge 59 milioni di euro alla misura. C’è però una parte della storia che molte guide online non raccontano: dal 1° luglio 2026 il contributo a fondo perduto non c’è più.
Qui trovi chi può fare domanda, quanto si può chiedere, cosa cambia senza la quota a fondo perduto e un esempio da 500 mila euro con i conti fatti. Se cerchi soldi da non restituire, parti dalla nostra guida al fondo perduto.
In breve
- ON finanzia a tasso zero fino al 90% delle spese ammissibili, con una durata massima di dieci anni.
- Possono chiederlo micro e piccole imprese con al massimo 60 mesi di vita, in cui più della metà dei soci e delle quote appartiene a under 35 o a donne. Anche chi la società deve ancora costituirla.
- I programmi arrivano a 1,5 milioni di euro per le imprese fino a 36 mesi e a 3 milioni per quelle tra 36 e 60 mesi.
- Dal 1° luglio 2026 il fondo perduto è esaurito e tutto l’aiuto è un prestito da restituire. I 59 milioni del decreto del 16 giugno non lo riportano indietro.
- Lo sportello Invitalia è aperto senza scadenza: le domande si valutano fino a esaurimento delle risorse.
Cos’è Nuove imprese a tasso zero e chi può chiederlo?
È un incentivo nazionale previsto dal decreto legislativo 185/2000 e gestito da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo. Da qualche anno il nome ufficiale è ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, ma la misura resta conosciuta con quello vecchio.
Il requisito che conta di più riguarda chi possiede l’impresa. Più della metà dei soci, e più della metà delle quote, deve appartenere a persone tra 18 e 35 anni oppure a donne di qualsiasi età. Le due condizioni valgono insieme: una srl con tre soci under 35 su quattro, ma con il 60% delle quote in mano al socio di cinquant’anni, resta fuori.
Poi c’è l’età dell’impresa, che deve essere micro o piccola e costituita da non più di 60 mesi. Può fare domanda anche chi la società non l’ha ancora aperta, a patto di costituirla entro i termini scritti nella comunicazione di ammissione. I settori ammessi sono la produzione di beni nell’industria e nell’artigianato, la trasformazione di prodotti agricoli, i servizi alle imprese e alle persone, il commercio e il turismo, in tutta Italia. Se l’impresa è a maggioranza femminile, la nostra guida sul fondo impresa femminile mette in fila le altre misure aperte; per chi ha meno di 35 anni c’è la panoramica degli incentivi under 35.
Quanto si può chiedere? I limiti di spesa
Il tetto dipende dall’età dell’impresa e riguarda il valore del programma, non l’importo del prestito.
| Voce | Limite |
|---|---|
| Programma, impresa fino a 36 mesi | Fino a 1,5 milioni di euro |
| Programma, impresa tra 36 e 60 mesi | Fino a 3 milioni di euro, per ampliare, diversificare o trasformare l’attività |
| Finanziamento | Tasso zero, fino al 90% delle spese ammissibili, durata massima di 10 anni |
| Opere murarie e assimilate | Non oltre il 30% |
| Consulenze specialistiche | Non oltre il 5% |
| Capitale circolante | Non oltre il 20% delle spese di investimento (imprese fino a 36 mesi) |
| Acquisto di immobili | Solo nel turismo, non oltre il 40% dell’investimento |
| Tempi | Programma da completare entro 24 mesi dalla firma del contratto |
Il restante 10% delle spese lo mettono i soci. Per una società che non fattura ancora è spesso la parte più difficile, e conviene sapere da subito da dove arriverà: la domanda viene valutata nel merito, e un piano che tace su quel 10% parte già debole.
Cosa è cambiato nel 2026: 59 milioni in più, niente fondo perduto
Le due notizie dell’anno vanno lette insieme. La prima: con un avviso del 30 giugno 2026 Invitalia ha comunicato che le risorse per i contributi a fondo perduto erano finite. Fino a quel giorno le imprese con meno di 36 mesi potevano ricevere a fondo perduto il 20% delle spese, quelle tra 36 e 60 mesi il 15%. Per le domande presentate dal 1° luglio resta solo il finanziamento a tasso zero.
La seconda: il decreto del 16 giugno 2026, pubblicato dal MIMIT il 12 ottobre, aggiunge 59 milioni di euro. Vengono dal Fondo per la crescita sostenibile, con somme del fondo rotativo 394/81 della SIMEST, e servono a reggere una domanda in forte aumento: secondo il ministero, nel 2026 le richieste sono cresciute di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una media di circa 380 al mese. Il decreto non cambia le regole e non riapre il fondo perduto.
In pratica oggi ON è un prestito senza interessi. Resta denaro a buon mercato. Però è debito, e il tuo piano di cassa deve mostrare le rate.
Un esempio da 500 mila euro: quanto finanzia e quanto restituisci
Immagina una srl di Bergamo che produce arredi su misura, costituita 18 mesi fa. I soci sono due, di 29 e 33 anni, con il 50% delle quote ciascuno, e vogliono comprare una linea di macchinari a controllo numerico.
| Voce | Importo | Limite |
|---|---|---|
| Macchinari e attrezzature | 280.000 euro | — |
| Software e strumenti digitali | 60.000 euro | — |
| Opere murarie nel capannone | 60.000 euro | 12% del programma, sotto il 30% |
| Consulenze specialistiche | 20.000 euro | 4%, sotto il 5% |
| Capitale circolante | 80.000 euro | 19% degli investimenti, sotto il 20% |
| Totale del programma | 500.000 euro | Sotto 1,5 milioni |
Con la copertura massima il finanziamento a tasso zero vale 450.000 euro, e i soci ne mettono 50.000. In dieci anni la società restituisce 450.000 euro e niente di più: in media 45.000 euro di capitale l’anno.
Quanto vale quello zero? Lo stesso prestito in banca, al 4% (un’ipotesi, non un’offerta), costerebbe circa 100.000 euro di interessi in dieci anni. È il risparmio che resta anche senza fondo perduto.
E quanto pesa la fine del fondo perduto? Con le regole in vigore fino al 30 giugno, dei 450.000 euro di aiuto fino a 100.000, cioè il 20% delle spese, sarebbero arrivati a fondo perduto. Oggi quei 100.000 euro sono debito in più. Se il tuo modello finanziario era costruito sulle vecchie regole, va rifatto.
Come si presenta la domanda e come arrivano i soldi
La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma di Invitalia. La procedura è valutativa e a sportello: lo sportello è aperto dal 24 marzo 2022, senza scadenza, e le domande vengono esaminate fino a esaurimento delle risorse. Presentarla non dà diritto al finanziamento, che dipende dalla valutazione del progetto. Le regole di dettaglio stanno nella circolare direttoriale dell’8 aprile 2021, n. 117378.
Dopo l’ammissione e la firma del contratto hai 24 mesi per realizzare il programma. I soldi arrivano per stati di avanzamento lavori, in non più di cinque quote compreso il saldo. Nel primo stato di avanzamento puoi presentare fatture non ancora pagate fino al 20% delle agevolazioni, nei successivi fino al 30%. Con una fideiussione bancaria puoi chiedere un anticipo fino al 40% del totale.
Il business plan è il cuore della domanda. Se non l’hai mai scritto, parti dalla nostra guida passo passo al business plan.
ON o Smart&Start Italia?
Se la tua società è una startup innovativa iscritta nella sezione speciale del registro delle imprese, guarda anche Smart&Start Italia: presta a tasso zero l’80% di piani da 100.000 euro a 1,5 milioni, il 90% per le compagini femminili o under 36, e al Sud il 30% resta a fondo perduto. ON non chiede di essere innovativi, chiede che l’impresa sia in mano a giovani o donne. Quale delle due convenga dipende dal profilo della società e dal piano.
Termini collegati
- Fondo perduto: cos’è e quali misure lo danno ancora nel 2026.
- Incentivi under 35: le misure aperte per chi apre un’impresa da giovane.
- Fondo impresa femminile: cosa resta aperto per le imprese guidate da donne.
- Modello finanziario: come far stare le rate del prestito nel piano.
- Bandi per startup 2026: le misure aperte quest’autunno, con lo stato di ognuna.
Nuove imprese a tasso zero dà ancora il fondo perduto?
No. Con l’avviso del 30 giugno 2026 le risorse sono finite: le domande presentate dal 1° luglio ottengono solo il finanziamento a tasso zero. I 59 milioni del decreto del 16 giugno 2026 non lo riaprono.
Chi può chiedere il finanziamento a tasso zero di Invitalia?
Le micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi in cui più della metà dei soci e delle quote appartiene a giovani tra 18 e 35 anni o a donne. Può fare domanda anche chi deve ancora costituire la società.
Quanto si può ottenere con ON?
Fino al 90% delle spese ammissibili, a tasso zero, da restituire in massimo dieci anni. I programmi arrivano a 1,5 milioni di euro per le imprese fino a 36 mesi e a 3 milioni per quelle tra 36 e 60 mesi.
C’è una scadenza per la domanda?
No. Lo sportello è aperto dal 24 marzo 2022 e le domande si valutano fino a esaurimento delle risorse. Il rifinanziamento di ottobre 2026 non apre un nuovo sportello: tiene aperto quello che c’è.
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Il piano per Invitalia regge sui numeri. Il nostro modello finanziario mensile a cinque anni costruisce ricavi, costo del personale italiano e cassa in tre scenari, così vedi in quale mese finisce la cassa prima di firmare un debito.
Fonti
- Edotto, Nuove imprese a tasso zero: dal Mimit altri 59 milioni per giovani e donne, 13 ottobre 2026
- QuiFinanza, il bando ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero dopo il rifinanziamento, 17 ottobre 2026
- MySolution, Invitalia: le novità su ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, 7 luglio 2026
- MIMIT, Nuove imprese a tasso zero, pagina della misura aggiornata il 12 ottobre 2026
- Smart&Start Italia: la nostra guida, con le fonti Invitalia consultate a ottobre 2026
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