Dai a una sviluppatrice di Milano opzioni su 1.000 azioni di una società ordinaria: il giorno in cui le esercita può dover pagare l’IRPEF su un guadagno che non ha ancora incassato, trattenuta in busta paga. Dalle le stesse opzioni in una startup innovativa e, se reggono poche condizioni, non paga nulla finché non vende.
Per questo la tassazione delle stock option va capita prima di scrivere un piano, e prima di firmarlo se le opzioni le ricevi tu. Qui trovi regole ordinarie, regime delle startup innovative, Srl, phantom stock, un esempio ai valori 2026 e una checklist. Se l’equity è una novità, parti dalla nostra mappa da zero al primo round.
In breve
- In una società ordinaria le stock option si tassano all’esercizio come reddito di lavoro dipendente, sulla differenza tra valore delle azioni e prezzo pagato. La plusvalenza alla vendita sconta il 26%.
- I piani non rivolti alla generalità dei dipendenti, legati a condizioni come il vesting e liquidati in azioni sono esclusi dai contributi INPS. Quelli pagati in denaro li scontano.
- Startup e PMI innovative possono assegnare azioni, quote e opzioni ad amministratori, dipendenti e collaboratori continuativi senza imposte né contributi (articolo 27 del decreto-legge 179/2012). Si tassa solo la plusvalenza, al 26%.
- Se la startup o il suo gruppo riacquista gli strumenti, il valore esente diventa reddito di lavoro nell’anno della cessione.
- Le phantom stock sono un premio in denaro: si tassano come stipendio, contributi compresi.
Tassazione delle stock option per i dipendenti di una società ordinaria
Quasi tutte le società vivono con la regola generale. Sta nell’articolo 51 del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi, e in pratica dice questo: tutto quello che ricevi in relazione al lavoro è reddito di lavoro dipendente. Le stock option un regime di favore l’avevano, fino al giugno 2008. Poi il decreto-legge 112/2008 l’ha abolito. E la circolare 54/E dell’Agenzia delle Entrate ha messo nero su bianco che la differenza tra valore delle azioni all’esercizio e prezzo pagato è sempre reddito di lavoro.
Conta il momento dell’esercizio. Con la risposta n. 23 del 5 febbraio 2020 l’Agenzia ha confermato che, se l’opzione non è liberamente cedibile, si tassa all’esercizio, sul valore normale delle azioni (articolo 9 del TUIR) meno il prezzo pagato. Per i titoli negoziati in mercati regolamentati vale la media dei prezzi dell’ultimo mese. Per le altre azioni e per le quote, una frazione del patrimonio netto (o dei conferimenti, se la società è appena nata), che può essere lontanissima dal prezzo dell’ultimo round. Chiedi al tuo commercialista.
L’imposta la trattiene il datore di lavoro, in busta paga. Ecco il problema di cassa: paghi quando eserciti, non quando vendi. Alla vendita l’eventuale plusvalenza ulteriore sconta il 26% anche nel 2026, e il valore già tassato come stipendio entra nel costo fiscale. Niente doppia tassazione.
Sul fronte contributivo va meglio. Dal 25 giugno 2008 i redditi da piani di stock option sono fuori dalla base imponibile INPS, alle condizioni del messaggio INPS 25602 del 2010: piano non rivolto alla generalità dei dipendenti, legato a condizioni come vesting, permanenza in azienda o risultati, e solo azioni. Valgono anche le assegnazioni gratuite. I piani che pagano in denaro il valore delle azioni restano soggetti a contributi.
C’è poi una piccola esenzione: le azioni offerte alla generalità dei dipendenti non sono tassate fino a 2.065,83 euro l’anno (4 milioni di lire nel testo del TUIR), purché non vengano cedute, o riacquistate dal datore di lavoro, prima di tre anni.
Startup innovative: l’esenzione fiscale sulle stock option
Qui la legge italiana è generosa. Per l’articolo 27 del decreto-legge 179/2012, il reddito da azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi e diritti di opzione assegnati da una startup innovativa ai propri amministratori, dipendenti e collaboratori continuativi non concorre al reddito, né ai fini fiscali né ai fini contributivi. Vale anche per l’esercizio delle opzioni, e senza tetto. Le startup innovative sono iscritte in una sezione speciale del Registro delle imprese: i requisiti li trovi nella guida su startup innovativa, requisiti e vantaggi.
- Emessi dalla società. Dalla startup per cui lavori o da una sua controllata diretta. Le quote che un fondatore cede di tasca propria non sono menzionate: non darle per scontate.
- Le persone giuste. Amministratori, dipendenti, collaboratori continuativi. L’Agenzia esclude i collaboratori occasionali, che hanno redditi diversi; gli amministratori-professionisti ricadono di norma in un altro comma.
- Nessun riacquisto. Se la startup, l’emittente o una società del gruppo riacquista gli strumenti, il valore esente diventa reddito di lavoro nell’anno della cessione. Senza limiti di tempo.
- Assegnati finché dura lo status. Le opzioni attribuite quando la società ha i requisiti restano esenti anche se esercitate dopo.
Lo stesso regime vale per le PMI innovative grazie al decreto-legge 3/2015, come conferma la risposta n. 167 del 2023. Dal 2025 lo status di startup dura tre anni in via standard, con proroghe solo in alcuni casi: muoviti presto. Alla vendita la plusvalenza è un reddito diverso (articolo 67 del TUIR) e, dopo un’assegnazione gratuita, il costo fiscale è zero. Pagare consulenti o fornitori in equity rientra invece nel comma 4: lo spiega la guida all’equity agli advisor.
Strumento per strumento: quando si pagano le imposte
La mappa completa, in una tabella.
| Strumento | Quando si paga | Come si tassa | Condizioni |
|---|---|---|---|
| Opzioni in una società ordinaria | All’esercizio, poi alla vendita | Valore meno prezzo pagato come reddito di lavoro; plusvalenza successiva al 26% | Niente INPS se il piano non è per tutti, ha condizioni e assegna azioni |
| Azioni offerte a tutti i dipendenti | Al ricevimento | Esenti fino a 2.065,83 euro l’anno; oltre, reddito di lavoro | Non cedute né riacquistate dal datore di lavoro entro tre anni |
| Opzioni, azioni o quote di startup e PMI innovative | Solo alla vendita | Intera plusvalenza al 26% come reddito diverso | Emesse dalla società; amministratori, dipendenti, collaboratori continuativi; nessun riacquisto dal gruppo |
| Phantom stock | Al pagamento | Reddito di lavoro all’aliquota marginale | Nessuna esenzione INPS: contributi dovuti |
Stock option nelle Srl: cosa cambia
Una Srl non ha azioni da assegnare. L’articolo 2468 del codice civile dice che le sue quote non possono essere rappresentate da azioni, quindi le stock option all’americana, in senso stretto, non esistono. Cosa puoi fare dipende dalla società.
- Startup e PMI innovative possono fare il piano sulle quote e conservano l’esenzione dell’articolo 27, che cita le quote accanto alle azioni.
- Ogni Srl PMI può operare sulle proprie quote per piani di incentivazione a favore di dipendenti, collaboratori, amministratori e prestatori d’opera. L’articolo 2474 normalmente lo vieta; il decreto-legge 179/2012 ha tolto il divieto per le startup e il decreto-legge 50/2017 l’ha esteso alle Srl PMI. L’esenzione fiscale, però, non segue.
- Tutte le altre usano un aumento di capitale riservato o una cessione dei fondatori, più un accordo di opzione. Se al piano servono davvero azioni, valuta prima la scelta tra srl o spa.
Una trappola riguarda le startup. Se la clausola leaver consente alla società di ricomprare le quote di chi esce presto, quel riacquisto rende tassabile il valore esente. Disegna il vesting, la maturazione graduale dell’equity, e il cliff, il periodo minimo prima che maturi qualcosa, tenendone conto, come nella divisione delle quote tra soci fondatori.
Phantom stock: tassate come stipendio
Le phantom stock promettono un pagamento in denaro legato al valore delle azioni, senza emetterne nessuna. Per l’articolo 51, comma 1, del TUIR ogni somma ricevuta in relazione al lavoro è reddito di lavoro dipendente nel periodo d’imposta in cui la incassi: si tassa come un premio, in busta paga. E il messaggio INPS del 2010 esclude dall’esenzione i piani che pagano in denaro il valore delle azioni, quindi i contributi sono dovuti. L’articolo 27 non aiuta: copre strumenti e opzioni, non contanti.
Perché usarle? Nessuno entra nella cap table, e in una Srl nessuna quota passa di mano. Per un team piccolo questa semplicità può valere il prelievo più alto. Stai pesando contanti ed equity anche ai vertici? Guarda come i founder decidono lo stipendio dopo il round.
Un esempio con i numeri: le stesse opzioni in tre regimi
Persona e società sono inventate. Le aliquote 2026 sono vere.
Giulia guadagna 60.000 euro l’anno: ogni euro in più cade nello scaglione IRPEF più alto (nel 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre). Ha opzioni su 1.000 azioni a 10 euro, le esercita quando ne valgono 30 e vende due anni dopo a 50. Lasciamo fuori le addizionali regionali e comunali, che dipendono da dove vive.
| Società ordinaria quotata | Startup innovativa (art. 27) | Phantom stock | |
|---|---|---|---|
| All’esercizio | 20.000 euro di reddito di lavoro × 43% = 8.600 euro, trattenuti in busta paga | Niente da pagare | Non succede nulla |
| Alla vendita o al pagamento (50 euro) | 20.000 euro di plusvalenza × 26% = 5.200 euro | 40.000 euro di plusvalenza × 26% = 10.400 euro | 40.000 euro di premio × 43% = 17.200 euro |
| Contributi INPS | Nessuno, se il piano rispetta le condizioni INPS | Nessuno | Dovuti sul pagamento |
| Imposte totali | 13.800 euro | 10.400 euro | 17.200 euro |
Tre lezioni. Nella società ordinaria Giulia paga 8.600 euro due anni prima di incassare. Il regime delle startup le fa risparmiare 3.400 euro e, soprattutto, sposta tutte le imposte al giorno in cui ha i soldi. Le phantom stock costano di più: l’intero guadagno è tassato come stipendio.
Una variante. Se è la startup stessa a ricomprare le azioni di Giulia a 50 euro, i 20.000 euro esenti all’esercizio diventano reddito di lavoro in quell’anno (8.600 euro) e gli altri 20.000 pagano il 26%. Totale: gli stessi 13.800 euro della società ordinaria. Solo più tardi.
Fuori dall’Italia la logica è simile. Negli Stati Uniti l’IRS tassa le opzioni non qualificate all’esercizio, sul valore di mercato meno il prezzo pagato. Le incentive stock option di norma non generano imposta ordinaria né all’assegnazione né all’esercizio (può scattare l’alternative minimum tax), e se si rispettano i periodi di detenzione la vendita è in genere una plusvalenza.
Vuoi vedere cosa fa un piano alle quote di tutti prima di prometterlo? Il nostro Kit Investor-Ready (149 euro) include un simulatore di cap table, con modello di deck, modello di runway, checklist per la data room ed email agli investitori. Per farlo a mano c’è la nostra cap table spiegata con un esempio.
Checklist prima di promettere opzioni
- Verifica lo status, startup o PMI innovativa, e quanto dura ancora.
- Dimensiona il pool di opzioni, la fetta di equity riservata al team: ti aiuta la guida al piano di stock option per startup.
- Scegli lo strumento: opzioni, azioni, quote, strumenti partecipativi o denaro.
- Scrivi vesting e cliff nel piano e controlla la clausola leaver rispetto al riacquisto.
- Assegna finché dura lo status, con una data su ogni assegnazione.
- Simula la diluizione su una cap table fully diluted prima delle firme.
- Dai a ogni dipendente una pagina su quando pagherà le imposte.
Quando si pagano le tasse sulle stock option?
In una società ordinaria all’esercizio, come reddito di lavoro, poi il 26% sull’eventuale plusvalenza. In una startup innovativa che rispetta l’articolo 27 si tassa solo la plusvalenza alla vendita.
Sulle stock option si pagano i contributi INPS?
Di solito no, se il piano non è per tutti i dipendenti, è legato a condizioni e assegna azioni. I piani pagati in denaro scontano i contributi.
Una Srl può dare stock option?
Non all’americana, perché le quote di Srl non sono azioni. Startup innovative e Srl PMI possono fare piani sulle proprie quote; l’esenzione dell’articolo 27 resta alle innovative.
Come sono tassate le phantom stock?
Come reddito di lavoro dipendente quando vengono pagate, all’aliquota marginale, con i contributi.
Cosa succede se la startup ricompra le mie azioni?
Il valore esentato all’esercizio diventa reddito di lavoro nell’anno della cessione; il resto del guadagno è plusvalenza.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Le regole cambiano e ogni piano è diverso: fai verificare il tuo da un commercialista prima di assegnare o esercitare qualsiasi cosa.
Adaxit
Stai disegnando un piano di incentivazione? Prova ogni assegnazione su una cap table fully diluted prima di prometterla: il Kit Investor-Ready include un simulatore di cap table, oltre a modello di deck, modello di runway, checklist della data room ed email agli investitori.
Fonti
- Agenzia delle Entrate: decreto-legge 179/2012, articoli 25-31; circolare 16/E dell’11 giugno 2014, versione inglese, 6 novembre 2014; comunicato stampa sulla circolare 16/E, 11 giugno 2014
- Agenzia delle Entrate: circolare 54/E sull’abolizione del regime agevolato delle stock option, 9 settembre 2008, ed errata corrige, 10 settembre 2008
- Risposte dell’Agenzia delle Entrate, testo su DirittoBancario: n. 23, 5 febbraio 2020; n. 167, perdita del requisito di PMI innovativa e stock option, 2023
- INPS, messaggio n. 25602 sull’esenzione contributiva delle stock option, 12 ottobre 2010
- TUIR su Brocardi, aggiornato al 26 settembre 2026: art. 9, art. 11, art. 51, art. 68; Teleborsa, capital gain su azioni nel 2026, 22 giugno 2026
- Codice civile su Brocardi: art. 2468 e art. 2474, aggiornati al 29 aprile 2026; EC News, Grandi novità per le società a responsabilità limitata PMI, 3 luglio 2018
- Unioncamere, Start up e PMI innovative: le nuove regole del 2025, consultato il 9 ottobre 2026
- IRS, Topic no. 427, Stock options, aggiornato al 24 settembre 2026
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



