Mettiamo che il term sheet sia firmato. Una settimana dopo l’avvocato dell’investitore ti manda due bozze: il nuovo statuto e i patti parasociali. Il term sheet, il riassunto dell’accordo in poche pagine, era in gran parte non vincolante. Questi due documenti invece ti legano per anni. E decidono cosa succede quando qualcuno vuole vendere, uscire o bloccare una decisione.
Qui trovi cosa sono i patti per il codice civile, in cosa differiscono dallo statuto e quanto durano; poi le nove clausole che chiedono gli investitori, ognuna con un esempio, dove si scrive ciascuna, i segnali d’allarme e una checklist. Sei agli inizi? Parti dalla mappa da zero al primo round.
In breve
- I patti parasociali vincolano solo chi li firma: se un socio li viola, il voto o la vendita restano validi e agli altri resta il risarcimento del danno. Lo statuto vincola la società e ogni socio futuro.
- Nella spa durano al massimo cinque anni, rinnovabili (art. 2341-bis c.c.). Per la srl l’opinione prevalente esclude quel tetto, e nella prassi si scelgono da tre a cinque anni.
- Le clausole tipiche: prelazione, lock-up, tag along, drag along, vesting con good e bad leaver, non concorrenza, informazione, posto in consiglio con materie riservate, anti-diluizione.
- Il drag along nello statuto deve garantire almeno il valore di recesso, altrimenti è nullo. Nei deal di venture capital italiani la non concorrenza dura di solito 12-36 mesi.
- Ciò che deve vincolare soci futuri o acquirenti va nello statuto; prezzi del leaver e reportistica restano di solito nei patti.
Cosa sono i patti parasociali e in cosa differiscono dallo statuto
Sono un contratto tra alcuni o tutti i soci, separato dallo statuto. Non serve una forma particolare né il notaio, anche se senza uno scritto è difficile provarli. Il resto lo fa la regola generale: il contratto ha forza di legge tra le parti e non produce effetti verso i terzi, salvo i casi previsti dalla legge (art. 1372 c.c.).
Tutta la differenza sta qui. Lo statuto è depositato al Registro delle imprese e vincola la società e ogni socio, di oggi e di domani. I patti vincolano solo chi li ha firmati, e restano riservati. Esempio: i patti danno la prelazione al tuo investitore, ma un cofondatore vende lo stesso a un concorrente. La vendita resta valida, e all’investitore restano i danni. Con la prelazione nello statuto, invece, il trasferimento non è efficace verso la società.
E allora perché non scrivere tutto nello statuto? Perché ogni modifica passa da un’assemblea verbalizzata dal notaio (art. 2480 c.c.) e il testo diventa pubblico. Quanto incassa un cofondatore che se ne va non deve per forza finire in visura camerale.
Quanto durano i patti parasociali?
Per la spa il codice è preciso: i patti sul voto o sui limiti al trasferimento delle azioni durano al massimo cinque anni, un termine più lungo si riduce a cinque e alla scadenza si possono rinnovare. Senza termine, ciascuno può recedere con 180 giorni di preavviso (art. 2341-bis c.c.). Per la srl, la forma scelta dalla maggior parte delle startup, il codice tace. L’opinione prevalente esclude il limite dei cinque anni e nella prassi si sceglie un orizzonte tra tre e cinque. Le clausole che impediscono di uscire rischiano l’invalidità (Filodiritto, luglio 2026).
Le clausole dei patti parasociali che chiedono gli investitori
La guida Chambers 2026 sul venture capital italiano, firmata dallo studio Gianni & Origoni, elenca questa stessa famiglia di clausole. I numeri degli esempi sono inventati.
Prelazione. Prima che un socio venda a un estraneo, gli altri possono comprare allo stesso prezzo. La tua prima business angel trova chi le compra il 4% per 80.000 euro? Tu e il fondo avete una finestra, poniamo 30 giorni, per pareggiare l’offerta.
Clausola di lock-up. Per un certo periodo i founder non possono vendere: nessuna quota cambia mano per tre anni dal closing, per esempio. Nello statuto ci sono limiti di legge. Nella spa il divieto di trasferimento non può superare cinque anni (art. 2355-bis c.c.). Nella srl si può vietare del tutto il trasferimento, ma il socio può allora recedere, e il recesso si può rinviare al massimo di due anni dalla costituzione o dalla sottoscrizione (art. 2469 c.c.).
Tag along. Se la maggioranza vende, anche la minoranza può vendere alle stesse condizioni: i founder cedono il 60% a un gruppo industriale e i tuoi angel vendono il loro 10% insieme a loro. Nella clausola di esempio del vademecum per startup dell’Ordine dei commercialisti di Brescia, la minoranza ha 15 giorni per aderire e la vendita va chiusa entro 90.
Drag along. È il rovescio. Un compratore offre 20 milioni per il 100%, chi ha la maggioranza fissata accetta (il 51% nell’esempio bresciano) e tutti gli altri devono vendere alle stesse condizioni. Il Consiglio notarile di Milano ammette la clausola negli statuti di spa e srl (massima n. 88), ma il socio trascinato deve ricevere almeno il valore di recesso, cioè quanto gli spetterebbe uscendo dalla società; altrimenti la clausola è nulla. Introdurla dopo, a maggioranza, è controverso (EC News, luglio 2026).
Vesting, good leaver e bad leaver. Nella srl il founder è socio dal primo giorno, quindi il vesting, la maturazione graduale della quota, funziona al contrario: se esci presto, gli altri ricomprano la parte non maturata. Quattro anni con un cliff di un anno, cioè niente matura prima del dodicesimo mese, è in linea con la prassi internazionale secondo Gianni & Origoni. Poi l’etichetta decide il prezzo: il good leaver (malattia, accordo, licenziamento senza giusta causa) vende di solito al valore di mercato, il bad leaver (dimissioni opportunistiche, violazioni, concorrenza) con uno sconto che può arrivare al nominale.
Facciamo due conti. Un cofondatore ha il 30% di una srl con 10.000 euro di capitale e si dimette dopo 18 mesi. Ne sono maturati 18 su 48, quindi si può ricomprare il 18,75% della società. Con una valutazione di 2 milioni, da good leaver incassa circa 375.000 euro; da bad leaver pagato al nominale, 1.875 euro. Le percentuali tra soci sono ancora aperte? Leggi la guida alla divisione delle quote tra soci fondatori. Per i dipendenti c’è un piano a parte: vedi quanto deve essere grande il piano di stock option.
Non concorrenza. Un esempio: per 24 mesi dall’uscita nessun founder lavora per un concorrente in Italia né vi investe. Senza un patto espresso il socio di srl è libero di fare concorrenza. Con il patto vale l’art. 2596 c.c.: limiti di zona o di attività, cinque anni al massimo. Nei deal di venture capital italiani dura di solito da 12 a 36 mesi (Legal 500).
Diritti di informazione. La legge dà già al socio di srl che non amministra il diritto di avere notizie sugli affari sociali e di consultare i libri, anche tramite un professionista (art. 2476 c.c.). I patti aggiungono un ritmo: report periodici e budget annuale sono la norma. Fissa subito il formato, una pagina di numeri entro il 20 del mese, e non dovrai reinventarlo prima di ogni consiglio.
Posto in consiglio e materie riservate. Il lead investor, l’investitore che fissa le condizioni del round, di solito nomina un amministratore; i più piccoli possono avere un osservatore, che siede in consiglio senza votare. Le materie riservate richiedono il sì dell’investitore: nuovi aumenti di capitale, un nuovo business plan, grandi operazioni sugli asset, cambi di governance, manager chiave. In pratica: un consigliere su tre e un veto sul prossimo amministratore delegato. Nella srl questi diritti possono stare nell’atto costitutivo (art. 2468 c.c.).
Anti-diluizione. Poniamo che il fondo sia entrato a una valutazione di 4 milioni e che il round dopo ti valuti 3: la clausola gli attribuisce quote in più. Il full ratchet riporta il suo prezzo a quello nuovo; la media ponderata broad-based, ancora la più diffusa, lo corregge in parte (Chambers). I dettagli sono nella guida alla clausola anti-diluizione. Accanto c’è quasi sempre una liquidation preference, il diritto dell’investitore a essere rimborsato per primo se la società viene venduta: in Italia lo standard è 1x non partecipante.
Statuto o patti: dove va ciascuna clausola
Non c’è una regola fissa, ma c’è un test semplice. La clausola deve vincolare qualcuno che non ha ancora firmato, un socio futuro o un compratore? Allora va nello statuto, perché è lì che diventa opponibile ai terzi, come spiegano Gianni & Origoni.
| Clausola | Chi protegge | Dove sta di solito | Cosa negoziare |
|---|---|---|---|
| Prelazione | Tutti i soci | Statuto, così vincola chi compra | Tempi per esercitarla, trasferimenti esclusi |
| Lock-up | Investitori | Patti, o statuto nei limiti degli artt. 2355-bis e 2469 | Durata, e se vale anche per gli investitori |
| Tag along | Soci di minoranza | Statuto | Stesso prezzo e stesse condizioni, termini |
| Drag along | Maggioranza e compratore | Statuto, con un prezzo minimo | Soglia e prezzo minimo |
| Vesting e leaver | Investitori e founder che restano | Patti, coordinati con lo statuto | Definizioni di leaver, prezzo per ogni caso |
| Non concorrenza | Società e investitori | Patti | Durata, zona, attività |
| Informazione | Investitori | Patti (la legge fissa un minimo) | Formato e frequenza |
| Consiglio e materie riservate | Lead investor | Statuto e patti | L’elenco dei veti |
| Anti-diluizione | Investitori | Statuto o patti | Media ponderata o full ratchet |
Italia, Regno Unito e Stati Uniti: stessi diritti, documenti diversi
In Italia non esiste un modello unico. I template di AIFI, l’associazione italiana del private equity e del venture capital, sono molto usati nei deal seed, anche se di solito vanno adattati (Chambers); i grandi studi, aggiunge Legal 500, lavorano spesso con modelli propri.
Il Regno Unito divide le cose come noi. UK Private Capital, l’ex BVCA, pubblica modelli di articles of association, shareholders’ agreement e subscription agreement, nell’edizione di febbraio 2025 pensata per la Serie A e, parole loro, non adatta al seed. Negli Stati Uniti gli stessi diritti stanno in più modelli NVCA: il Voting Agreement per il board e l’eventuale drag along, un accordo di prelazione e covendita per i trasferimenti, l’Investors’ Rights Agreement per informazione e round futuri (Wilson Sonsini).
I segnali d’allarme per un founder
- Un drag along senza prezzo minimo, o con una soglia che un solo fondo raggiunge da solo.
- Una definizione di bad leaver così larga che basta dimettersi, soprattutto se lo sconto colpisce anche le quote già maturate.
- Prezzi indicati solo come ‘equi’, senza un metodo. Occhiuto Legal avverte che le formule vaghe finiscono in lite sul valore.
- Materie riservate che entrano nella gestione quotidiana. Un veto sull’assunzione del CTO è normale; uno su ogni contratto da 5.000 euro ti paralizza.
- Nessuna scadenza e nessuna via d’uscita.
- Un vesting scritto solo nei patti: secondo Occhiuto Legal rischia di restare inefficace.
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Checklist prima di firmare i patti parasociali
- Chiedi insieme il nuovo statuto e i patti, e leggili affiancati.
- Confrontali con il term sheet firmato: non dovrebbe esserci nulla di nuovo. La guida alle clausole del term sheet al seed ti dice cosa controllare.
- Riporta ogni clausola nella tabella qui sopra.
- Cerca la scadenza.
- Simula il drag along su un’offerta bassa, liquidation preference compresa. Quanto ti resta?
- Rileggi ad alta voce le definizioni di leaver. Se te ne vai dopo uno scontro con il consiglio, sei un bad leaver?
- Aggiorna la cap table con il round e il vesting.
- Prendi un avvocato tuo: quello dell’investitore lavora per l’investitore.
I patti parasociali sono vincolanti?
Sì, tra chi li firma (art. 1372 c.c.). Chi li viola risponde dei danni, ma il voto o la vendita restano validi.
Quanto possono durare i patti parasociali in una srl?
Il codice non fissa un limite per la srl e l’opinione prevalente esclude il tetto dei cinque anni della spa. Conviene comunque scrivere un termine: nella prassi da tre a cinque anni.
Serve il notaio per i patti parasociali?
No, sono a forma libera, anche se lo scritto conviene sempre. Le modifiche dello statuto, invece, passano da un’assemblea verbalizzata dal notaio.
Che differenza c’è tra tag along e drag along?
Il tag along permette alla minoranza di vendere insieme alla maggioranza, alle stesse condizioni. Il drag along permette alla maggioranza di obbligare la minoranza a vendere allo stesso compratore; nello statuto deve garantire almeno il valore di recesso.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Norme e giurisprudenza sui patti parasociali cambiano: fai leggere statuto e patti a un tuo avvocato prima di firmare.
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Fonti
- Codice civile su Brocardi (aggiornato al 29 aprile 2026), consultato il 9 ottobre 2026: art. 1372, art. 2341-bis, art. 2355-bis, art. 2468, art. 2469, art. 2476, art. 2480, art. 2596
- NotaiOnline, Patto parasociale, 29 maggio 2026, aggiornata il 25 settembre 2026; Filodiritto, Patti parasociali SRL: durata, limiti e condizioni di validità, 20 luglio 2026
- EC News (Sandro Cerato), Clausole di tag along e drag along, 8 luglio 2026; Consulenza Legale Italia, Le clausole di covendita, 19 maggio 2020
- Gianni & Origoni, Venture Capital 2026: Italy (Chambers and Partners), 12 maggio 2026; Gianni & Origoni, Italy: Venture Capital (Legal 500), consultata il 9 ottobre 2026
- Occhiuto Legal, Vesting tra soci in startup, 25 giugno 2026; ODCEC Brescia, Spunti societari e statutari per le start-up, senza data, consultato il 9 ottobre 2026
- NVCA, Model Legal Documents e Wilson Sonsini, Definitive agreements for a Series A financing, consultate il 9 ottobre 2026; UK Private Capital, Model documents for early stage investments, edizione di febbraio 2025
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



