Tua zia ti offre 10.000 euro. Un ex capo dice che ne metterebbe venti. Un amico dell’università vuole entrare con quindici. Notizie splendide, finché qualcuno non fa la domanda più ovvia: in cambio di che cosa, esattamente?
Questa guida mette in fila i primi investitori startup e ti mostra come impostare bene in Italia un round tra amici e parenti, il cosiddetto friends and family. In pochi minuti saprai cosa si aspetta ogni fonte (business angel, acceleratori, equity crowdfunding, fondi pubblici), cosa devi firmare e quanta parte della tua società costa.
In breve
- In una SRL italiana amici e parenti entrano di solito con un aumento di capitale. Modifica l’atto costitutivo, quindi la decisione dei soci è verbalizzata da un notaio (codice civile, art. 2480).
- Il finanziamento soci è l’alternativa principale, ma il suo rimborso può essere postergato, cioè passare dopo gli altri creditori, se l’indebitamento è eccessivo rispetto al patrimonio netto (codice civile, art. 2467).
- Le reti di business angel staccano assegni più grandi: i soci di Italian Angels for Growth investono da 200.000 euro a 1,5 milioni per operazione, e solo il 2% delle startup esaminate viene finanziato.
- I 20 acceleratori verticali di CDP Venture Capital investono da 70.000 a 200.000 euro al pre-seed.
- In una startup innovativa iscritta, le persone fisiche possono detrarre dall’IRPEF il 65% di quanto investono, fino a 100.000 euro l’anno, se la società presenta la richiesta sulla piattaforma MIMIT prima che arrivino i soldi.
Da dove arrivano i primi investitori (e i primi 50.000 euro)?
Le fonti abituali sono sei, e la maggior parte dei fondatori finisce per mescolarne due o tre. La tabella le mette una accanto all’altra; le sezioni sotto spiegano ciascuna.
| Fonte | Assegno tipico | Cosa vogliono | Carte da firmare in Italia | Diluizione |
|---|---|---|---|---|
| I tuoi risparmi | Quello che puoi permetterti | Niente, ma gli investitori te ne chiederanno conto più avanti | Nulla oltre al tuo conferimento di capitale | Nessuna |
| Amici e parenti | Quello che possono permettersi di perdere (nessun dato affidabile) | Fiducia in te e un piano onesto | Aumento di capitale verbalizzato dal notaio, oppure un finanziamento soci scritto | Dipende dal prezzo che concordate |
| Business angel | Da 200.000 euro a 1,5 milioni per operazione (Italian Angels for Growth) | Un prototipo, prime metriche di traction, fondatori a tempo pieno | Term sheet, contratto di investimento, aumento di capitale | Si negozia su una valutazione |
| Acceleratori | Da 70.000 a 200.000 euro al pre-seed (rete CDP VC) | Una startup oltre la fase di prototipo | Selezione, accordo di programma, investimento in equity | Equity, condizioni decise da ogni programma |
| Equity crowdfunding | Circa 700.000 euro a campagna in media (2024) | Un prodotto che il pubblico capisce, una community | Offerta su un portale autorizzato dalla Consob | Tanti piccoli soci |
| Bandi e finanziamenti pubblici | Dipende dal programma | Un business plan credibile, i requisiti del bando | Domanda all’ente gestore | Nessuna |
Parti dai tuoi soldi, anche pochi. Ogni investitore che incontrerai ti chiederà quanto ci hai messo tu, e un fondatore che ha rischiato dei risparmi racconta una storia migliore di uno che non l’ha fatto.
Come funziona un round tra amici e parenti in Italia?
Le strade più comuni sono tre. Quale scegliere dipende da cosa vogliono i tuoi amici: diventare soci, riavere i soldi o decidere più tardi.
1. Comprano quote: l’aumento di capitale
È la via più pulita. I soci deliberano di aumentare il capitale della SRL e, poiché si modifica l’atto costitutivo, il verbale lo redige un notaio. I soci esistenti hanno il diritto di sottoscrivere per primi le nuove quote, in proporzione a ciò che già possiedono; offrirle a estranei richiede che l’atto costitutivo lo consenta oppure che i vecchi soci rinuncino al loro diritto. Alla sottoscrizione il nuovo investitore versa almeno il 25% del valore nominale e tutto il sovrapprezzo.
Il sovrapprezzo è il punto in cui inciampano quasi tutti i principianti. Mettiamo che tu e un socio abbiate una SRL con 10.000 euro di capitale e che tua zia offra 20.000 euro per il 10%. Questo valuta la società 200.000 euro dopo il suo versamento (la post-money). Lei sottoscrive 1.111,11 euro di nuovo capitale nominale più 18.888,89 euro di sovrapprezzo. Senza sovrapprezzo, i suoi 20.000 euro a valore nominale accanto ai tuoi 10.000 le darebbero due terzi della società. Se pre-money e post-money ti suonano ancora astratti, la nostra guida alla valutazione pre-money e post-money fa i conti passo per passo.
2. Prestano: il finanziamento soci
Alcuni parenti preferiscono prestare piuttosto che entrare nel capitale. Il finanziamento soci evita il notaio, ma ha un’insidia: secondo l’articolo 2467 del codice civile, il rimborso passa dopo quello degli altri creditori se il prestito è stato fatto quando l’indebitamento era eccessivo rispetto al patrimonio netto, o quando sarebbe stato ragionevole un conferimento di capitale. Può descrivere benissimo una giovane startup con poco capitale. Anche i prestiti alle società hanno regole proprie: fai impostare il finanziamento da un commercialista e verifica chi può concederlo.
3. Decidono dopo: un accordo convertibile
I soldi arrivano subito e si trasformano in quote al round successivo, di solito con uno sconto o con un tetto al prezzo. Si rimanda la discussione sulla valutazione. Il SAFE americano non si adatta tale e quale a una SRL italiana, quindi questi accordi li scrive un avvocato, caso per caso.
Qualunque strada scegli, di’ chiaramente che si può perdere tutto, scrivi cosa succede al round successivo e non accettare mai soldi che farebbero male a qualcuno se sparissero. Le cene di famiglia durano più delle startup.
Business angel: il primo assegno professionale
Un business angel investe soldi personali in cambio di equity e, nel migliore dei casi, porta anche esperienza e contatti. In Italia molti investono attraverso reti organizzate. Italian Angels for Growth, fondata nel 2007, dice che i suoi soci mettono da 200.000 euro a 1,5 milioni in ogni operazione. Cerca un prototipo e le prime metriche di traction, vuole fondatori a tempo pieno, raccoglie le candidature sulla piattaforma Dealum e finisce per investire nel 2% delle startup che esamina.
Quindi gli angel possono coprire i tuoi primi 50.000 euro e molto di più, ma l’asticella è alta. La nostra guida ai business angel in Italia spiega come funzionano le reti principali e cosa aspettarsi a un primo incontro.
Acceleratori: un piccolo assegno e un programma
Un acceleratore investe una somma contenuta e ti dà qualche mese di supporto strutturato, in cambio di equity. In Italia la rete più grande fa capo a CDP Venture Capital. Il suo Fondo Acceleratori (254 milioni di euro) sostiene 20 acceleratori verticali, nati dal 2020 in tutto il paese e attivi in settori che vanno dall’automotive e dall’aerospazio al food e al fintech. Al pre-seed l’assegno tipico va da 70.000 a 200.000 euro. Al seed possono seguire altri investimenti, di circa 200.000-500.000 euro. Ti candidi sul sito di ciascun acceleratore e ogni batch accoglie da 8 a 10 startup.
All’estero il modello di riferimento è Y Combinator. Investe 500.000 dollari in totale: 125.000 con un SAFE post-money per il 7% della società, più 375.000 con un SAFE senza tetto e con clausola della nazione più favorita. Un SAFE è un contratto che si trasforma in azioni al successivo round con prezzo. La nostra pagina su CDP Venture Capital racconta nel dettaglio fondi e acceleratori italiani.
Equity crowdfunding: tanti piccoli investitori insieme
Con l’equity crowdfunding vendi quote al pubblico tramite un portale online. Dal 2024 il regolamento europeo sui fornitori di servizi di crowdfunding si applica per intero e in Italia i portali sono autorizzati da Consob e Banca d’Italia. A fine 2024 i portali autorizzati erano 27. In quell’anno le campagne sono state 161, l’86,1% è andato a buon fine e insieme hanno raccolto 112,38 milioni di euro.
Il crowdfunding funziona meglio con prodotti che la gente comune capisce e di cui parla. Il prezzo è un lungo elenco di piccoli soci da tenere informati per anni. Leggi la nostra guida all’equity crowdfunding in Italia prima di scegliere un portale.
Fondi pubblici e il vantaggio fiscale di cui parlano gli investitori
Bandi e finanziamenti agevolati non ti costano equity, ma richiedono tempo e documenti, e spesso rimborsano le spese invece di pagare in anticipo. Se hai meno di 35 anni, parti dalla nostra guida agli incentivi under 35 per aprire un’impresa.
Poi c’è l’incentivo fiscale. Se la tua società è iscritta come startup innovativa, una persona fisica che investe nel suo capitale può detrarre il 65% dell’importo dall’IRPEF, fino a 100.000 euro per periodo d’imposta, e deve mantenere l’investimento per almeno tre anni. La startup può ricevere al massimo 300.000 euro di questo aiuto in tre anni, e il suo legale rappresentante deve presentare una richiesta sulla piattaforma MIMIT prima che l’investimento venga fatto. Sui 20.000 euro di tua zia, è una detrazione fino a 13.000 euro. Gli altri regimi sono nel nostro confronto sugli incentivi fiscali per chi investe in startup in Italia e negli USA.
Prima di accettare il primo euro: una checklist
- Scrivi cosa devono dimostrare quei soldi e in quanto tempo. Da lì si ricava l’importo.
- Concorda una valutazione prima che qualcuno versi qualcosa, anche approssimativa.
- Scegli lo strumento (quote, prestito o convertibile) e senti un notaio o un avvocato prima di promettere percentuali a chiunque.
- Metti i termini per iscritto, compreso cosa succede al round successivo.
- Se sei una startup innovativa iscritta, presenta la richiesta di incentivo fiscale sulla piattaforma MIMIT prima che arrivino i soldi, non dopo.
- Tieni una tabella semplice di chi possiede cosa, aggiornata dopo ogni operazione.
Nella nostra mappa da zero al primo round il passo prima di questo è imparare a descrivere la tua startup in una frase, e il successivo è capire cosa cercano gli investitori in un fondatore alla prima esperienza. Quando sei pronto a uscire dalla tua cerchia, leggi come trovare investitori per una startup e la nostra guida alla raccolta di capitali in Italia.
Cos’è un round friends and family?
Sono i primi soldi che una startup raccoglie da parenti, amici e persone che conoscono i fondatori, di solito quando c’è ancora poco da mostrare. In Italia si fa normalmente con un aumento di capitale nella SRL, un finanziamento soci o un accordo convertibile.
Quanto devo chiedere ad amici e parenti?
Solo ciò che serve al tuo piano per arrivare al prossimo traguardo, e solo quanto ciascuno può permettersi di perdere. Non esistono statistiche affidabili sugli importi tipici, quindi parti dal tuo budget.
Serve un notaio per prendere soldi da amici e parenti in Italia?
Se comprano quote della tua SRL sì: l’aumento di capitale modifica l’atto costitutivo e il verbale lo redige un notaio. Un finanziamento soci non richiede il notaio, ma va messo per iscritto.
Quanto investono i business angel in Italia?
Dipende dalla rete. Italian Angels for Growth dice che i suoi soci investono da 200.000 euro a 1,5 milioni per operazione, e che il 2% delle startup esaminate riceve un investimento.
I miei investitori possono avere un vantaggio fiscale?
Se la tua società è una startup innovativa iscritta, le persone fisiche possono detrarre dall’IRPEF il 65% di quanto investono, fino a 100.000 euro l’anno, tenendo l’investimento almeno tre anni. La startup deve presentare la richiesta sulla piattaforma MIMIT prima che arrivino i soldi.
Questo articolo è un’informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Le regole cambiano: verifica le fonti ufficiali o chiedi a un notaio, un avvocato o un commercialista prima di prendere soldi da qualcuno.
Adaxit
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Fonti
- MIMIT, Incentivi fiscali in regime de minimis per investimenti in start-up innovative, aggiornato il 22 settembre 2026
- MIMIT, Relazione annuale 2025 su startup e PMI innovative, 17 febbraio 2026
- Brocardi, Codice civile art. 2480: modificazioni dell’atto costitutivo della SRL, consultato il 5 ottobre 2026
- Brocardi, Codice civile art. 2481-bis: aumento di capitale mediante nuovi conferimenti, consultato il 5 ottobre 2026
- Brocardi, Codice civile art. 2467: finanziamenti dei soci, consultato il 5 ottobre 2026
- CDP Venture Capital, Fondo Acceleratori, consultato il 5 ottobre 2026
- Italian Angels for Growth, Startup, consultato il 5 ottobre 2026
- Y Combinator, The YC deal, consultato il 5 ottobre 2026
Contenuto informativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né offerta al pubblico.



